Sezioni Tematiche

Asse Italia-Francia: Macron
guarda Meloni e vede Le Pen

Emmanuel Macron e Giorgia Meloni non sono fatti per intendersi, pur avendo esattamente la stessa età viaggiano su binari diversi a ore differenti. E per capirlo bastava osservare il linguaggio del corpo di quel primo, improvvisato vis-à-vis sui tetti di Roma la sera del 24 ottobre. La rigidità dei movimenti, lo sguardo fisso e studiato di fronte alla gestualità della presidente del Consiglio italiana, fresca vincitrice delle precipitose elezioni anticipate. Non c’è più niente di casuale o spontaneo in questi leader contemporanei. Lo scenario era romantico, ma destinato a frantumarsi al primo scoglio che si presentò poco dopo con la crisi dei migranti della Ocean Viking respinti dall’Italia e accolti dai francesi nel gelo di Tolone: il più violento scontro diplomatico tra i due paesi. La telefonata tra Sergio Mattarella..

Sgarbi contro tutti: “Sanremo è
razzista con la destra: va chiuso”

“Un Sanremo come questo sarebbe da chiudere”. Parole non di un comune cittadino insoddisfatto al tavolo di un bar ma del sottosegretario alla Cultura Vittorio Sgarbi, interprete di un malcontento generalizzato che aleggia a destra e spinge diversi esponenti di Fratelli d’Italia, ma anche l’azzurro Maurizio Gasparri, a chiedere un bilanciamento del Festival della canzone italiana, come se fosse prevista una par condicio, perché troppo ammiccante ai temi di sinistra. Continua sull'Huffington Post

La difficile impresa di trovare un posto a Francesco Cascio

Aveva deciso di tornare in politica, raccogliendo l’invito del suo partito. Ma nel frattempo il partito (Forza Italia) s’è disgregato, e lui, Francesco Cascio, è rimasto appiedato. Il medico, ex presidente dell’Ars, lo scorso aprile aveva presentato in conferenza stampa la sua candidatura a simbolo di Palermo, e aveva affisso i primi manifesti in giro per la città: “Ne avrò cura”, recitava il claim della campagna elettorale. Le cose prenderanno una piega inaspettata, e il centrodestra si ritroverà compatto attorno a Roberto Lagalla. “Mi darà un ruolo nell’Amministrazione” disse Cascio, riferendosi all’ex rettore, dopo la schiacciante vittoria alle urne. Ma quel posto non arriverà mai. La giunta di Lagalla, fatta col bilancino, non lo prevede. Così Cascio s’iscrive alla partita della Regionali, coraggiosamente. Arriva alle spalle del trionfante Tamajo di..

La rivoluzione fiscale di Meloni
“Il 2023 anno di grandi riforme”

Il 2023 "sarà l'anno delle grandi riforme che l'Italia aspetta da tempo, ma che nessuno ha avuto il coraggio di fare". Parola di Giorgia Meloni, intervistata dal Sole24Ore. Prima fra queste, quella che il presidente del Consiglio definisce una "rivoluzione fiscale" e spiega così: "Occorre rivoluzionare il rapporto tra fisco e contribuente, e fare in modo che l'evasione si combatta prima ancora che si realizzi". Più nel dettaglio, Meloni annuncia una legge delega che toccherà tutti i settori della fiscalità e che "metterà al centro anche i dipendenti e i pensionati, con misure ad hoc". A cui aggiunge, con una premessa - "compatibilmente con le risorse economiche a disposizione" - l'impegno a "proseguire nella direzione di tagli consistenti al cuneo fiscale" e di "sostituire il reddito di cittadinanza con misure..

“E allora le foibe?”. Fdi chiede un
risarcimento politico per Benigni

Se sul palco del Festival di Sanremo Roberto Benigni ha letto la Costituzione, 75 anni dopo la sua scrittura, perché il 10 febbraio non parlare anche delle Foibe essendo la Giornata del ricordo? Se lo chiedono in Fratelli d’Italia. Ed è così che la Costituzione italiana, “La Carta più bella”, diventa il pretesto per polemizzare se a leggerla sul palco del Festival di Sanremo è l'attore toscano, simbolo in un certo senso della sinistra (storica è la foto di lui con in braccio Berlinguer). E fa storcere ancora di più il naso se di fronte a lui c'è il Capo dello Stato Sergio Mattarella e oltre dieci milioni di spettatori davanti alla tv. Continua sull'Huffington Post

Un monologo è altra cosa rispetto alle banalità di Ferragni

Le argomentazioni a favore del monologo di Chiara Ferragni sono prevalentemente due: “Comunque lei arriva allo spettatore” e “comunque lei ha detto quello che pensa”. Ed è proprio mettendole insieme che si arriva al totale fallimento del monologo stesso. Perché il suo è stato un discorso costruito esclusivamente su queste basi, “arrivare” e "dire quello che si pensa”. Forse c’è chi si dimentica che quella del monologo è un’arte secolare e che raccontare una storia da soli su un palcoscenico in modo che non diventi una celebrazione onanistica, è davvero difficile. Ferragni ha inanellato una serie di banalità autoriferite parlando di sé in terza persona, tipo Papa, e addirittura indirizzandosi una letterina piena di insopportabili frasi vittimiste. “Arrivare” e “dire quello che si pensa” è la cosa più facile del..

Sanremo si regala Mattarella
Ma Blanco “devasta” l’Ariston

Delle tante “prime volte” di un capo dello Stato a un evento, diciamo così, popolare o nazional-popolare – da Sandro Pertini ai Mondiali di calcio, ai tanti capi dello Stato a Venezia o alla Scala – la prima volta di Sergio Mattarella a Sanremo è forse la più politica di tutte. Il perché è nell’incrocio - che con le canzoni c’entra poco – tra la “data”, questo 2023 in cui si celebra il settantacinquesimo compleanno della Costituzione, e la “forma” della partecipazione del capo dello Stato. Il quale, prevedibilmente dopo una lunga standing ovation a conferma del grande affetto che circonda la presidenza della Repubblica – uno dei pochi punti fermi nella lunga crisi italiana, e la gente lo sa bene - ascolterà e applaudirà il monologo sulla Costituzione di..

Addio a Carra: assieme a lui finì alla sbarra tutta la Dc

La morte di Enzo Carra ha riproposto una delle immagini iconiche della lontana stagione di Mani pulite. Il portavoce di Arnaldo Forlani, segretario nazionale della Democrazia cristiana, nel marzo del 1993, fu portato in tribunale a Milano con gli schiavettoni ai polsi e la catena retta da due carabinieri ai lati. Quell’uomo, con gli occhi bassi, lo sguardo spento, il volto terreo, fu esposto in ceppi a tutta l’opinione pubblica come simbolo della politica vinta e umiliata e, al contempo, prova del potere della magistratura vindice delle sue malefatte, impegnata a perseguire reati e a compiere una gigantesca opera di moralizzazione. In filigrana, attraverso l’immagine di Carra, si doveva scorgere l’intera Democrazia cristiana, condotta sul banco degli imputati. Le colpe di alcuni suoi esponenti coinvolgevano l’intero partito in un processo..

Terremoto fra Siria e Turchia
E’ un’ecatombe: 2 mila morti

Sono oltre 2300 le persone che hanno perso la vita per il terremoto di magnitudo 7.8 che ha colpito nella notte il sud est della Turchia e il nord della Siria. Almeno 284 i morti, e almeno 2.323 i feriti, nelle province turche interessate dal sisma (Adana, Malatya, Gaziantep, Diyarbakir, Hatay, Adiyaman, Osmaniye, Sanliurfa e Kahramanmaras) ma il bilancio è destinato a salire dal momento che il prefetto di Kahramanmaras - una delle province colpite - ha detto che non è ancora possibile capire quante siano le vittime mentre i danni sono ingenti. Sono almeno 237 le vittime nel nord della Siria dove sono state colpite, oltre alle zone sul confine turco, anche le città di Aleppo, Latakya, Tartus e Hama. Continua sull'Huffington Post

Questo Palermo sa volare. Sconfitta anche la Reggina

Di fronte a 26 mila spettatori, il Palermo batte 2-1 la Reggina, coglie il terzo successo di fila (e il nono risultato utile consecutivo) e risale la classifica: i rosanero adesso occupano la sesta posizione, in piena zona playoff. Si decide tutto nella ripresa: vantaggio dei padroni di casa con Brunori su rigore, pari ospite siglato da Strelec e rete decisiva, a dieci minuti dal termine, di Soleri. Soddisfatto Corini nel post partita: "La Reggina ha dimostrato di essere una grande squadra – ha detto l'allenatore rosanero -. È stata una partita intensa, nel primo tempo potevamo fare meglio in fase offensiva. La squadra era un po’ frenetica, sentivamo il peso della gara. Nella ripresa abbiamo approcciato bene. È stata una prestazione fatta bene: peccato prendere il gol del pari...

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