Sezioni Tematiche

Altro che traversata. Il Pd resta fermo nel deserto

“Che fare?”, si chiese Lenin nel 1901. Probabilmente era una domanda retorica. Il futuro capo dei bolscevichi aveva idee chiare – per quel che vale, da me non condivise - e le mantenne per sedici anni con assoluta determinazione, fino alla presa del potere. Ai dirigenti del Partito democratico, alcuni dei quali, per lontane filiazioni ideologiche, quel saggio potrebbero averlo letto, da tempo si pone la stessa domanda e finora non si ottiene alcuna risposta. Si resta così in un terreno incerto, in una vaghezza politica ed identitaria che sta riducendo il consenso, come si coglie dai sondaggi. Nel tempo hanno accroccato soluzioni diverse e spesso incoerenti che hanno garantito il galleggiamento, assicurato la partecipazione alla gestione del potere e la perpetuazione del quadro di comando. Nel turbinio dei segretari,..

Migranti, il governo ha un piano
che è già fallito tre anni fa

Si riparte da dove si era interrotto il governo gialloverde. Nel 2019 gli sbarchi totali di migranti sulle coste italiane tramite le navi delle Ong che incrociano nel Mediterraneo sono stati pari al 14% del totale, negli ultimi 12 mesi la percentuale è rimasta invariata. Secondo Matteo Villa, ricercatore dell’Ispi, nel primo mese di governo Meloni “Geo Barents, Ocean Viking e Humanity 1 hanno soccorso meno di 1.000 persone”, e “nello stesso periodo, in Italia sono sbarcate quasi 11.000 persone”. Eppure Matteo Piantedosi sostenuto dalla grancassa di Matteo Salvini è ripartito da lì, da un estenuante braccio di ferro con le Organizzazioni non governative che hanno riportato l’immigrazione al centro dell’agenda politica e delle prime pagine dei giornali. Continua su Huffington Post

Mulé: “Non sono il guastafeste
né il Pierino della minoranza”

Giorgio Mulé è a disagio in questa posizione: “Io non sono né il pierino della minoranza, né il guastafeste del governo”, dice seduto sui divani bianchi del suo ufficio di vicepresidente della Camera, al secondo piano di Montecitorio. Eppure Giorgia Meloni ha iniziato a governare da pochi giorni e, su quasi ogni tema affrontato, il contrappunto che si sente più nitido è il suo. Il consiglio dei ministri decide per il reintegro dei medici non vaccinati? Lui dice che è “un segnale pessimo che si manda al Paese, perché la pandemia non è ancora finita e i medici che hanno rispettato le regole in vigore fin qui non possono passare per fessi”. Il prefetto Piantedosi vuole estirpare i rave con un nuovo reato? E lui invita all’equilibrio tra il delitto e la pena,..

E i pacifisti cacciarono Letta
dal corteo: hai distrutto il Pd

Una dura contestazione a Enrico Letta e ai parlamentari del Pd nel corso della manifestazione per la pace a Roma. "Assassini, mafiosi" hanno urlato alcuni manifestanti che affiancavano il corteo. Altri hanno attaccato direttamente il leader Pd. "Vattene a casa, hai distrutto il partito". Letta attorniato da molti parlamentari dem non ha lasciato la manifestazione, si è solo spostato in una posizione più defilata, mettendosi dietro lo striscione di alcune manifestanti ucraine che chiedono la liberazione di Kiev. Molto atteso in piazza, il leader dem è giunto dopo un'ora dalla partenza del corteo, raggiungendo decine di parlamentari e sindaci. Tra gli altri Stefano Bonaccini, Dario Nardella, Zingaretti, Cuperlo, Benifei. "Sono contestazioni naturali. Ma dove si chiede la pace noi ci siamo", risponde Letta all'Huffington Post che lo interpella dopo la..

La prima manovra di Meloni
diventa un inno all’Europa

“Gli interventi che ci ha chiesto di fare la Commissione europea sono mirati e temporanei. Quello che noi abbiamo previsto di fare sono interventi mirati e temporanei”. Era arrivata al governo per porre fine alla ‘pacchia’ di Bruxelles e mercati nei rapporti con Roma. Ma la prima manovra del governo Meloni, incorniciata nei suoi fondamentali dalla Nadef approvata oggi in Consiglio dei ministri, sembra scritta direttamente da un alto funzionario dell’Eurogruppo. Il triplo vertice di ieri con i capi dell’Ue non ha smosso nulla. Le parole d’ordine di premier e ministro Giorgetti sono prudenza e cautela. Massima priorità sarà data a famiglie e imprese contro il caro-energia. 9,5 miliardi la prossima settimana nel decreto Aiuti quater, cioè la proroga delle misure introdotte da Draghi. 23 miliardi in manovra, cioè tutta..

Cent’anni di solitudine. Perché ci mancano Sciascia e Pasolini

E’ l’anno dei centenari. La Marcia su Roma, l’ascesa al potere di Benito Mussolini, presidente del Consiglio del Regno d’Italia dal 31 ottobre 1922, l’inizio del Ventennio che tanto danno procurò all’Italia. Coincidenze, certo. Ma anche generi di conforto per la sinistra in campo. Tanto autoreferenziale da dare e darsi la patente di “migliore”, mentre guarda il dito puntato sui fantasmi del passato secondo l’assioma dell’eterno ritorno del fascismo d’assalto in Italia. Possibile, certo. Ma tanto dibattuto ora da renderlo luogo comune, stereotipo. E’ l’anno del centenario della nascita di Pier Paolo Pasolini, mentre non si è ancora spenta l’eco delle celebrazioni per Leonardo Sciascia, nato un anno prima di Pasolini. Coincidenza anche questa. Ma pure occasione per riappropriarsi degli autori della “migliore” stagione della letteratura civile italiana, quella sbocciata..

L’UE che apre le porte a Meloni
non è detto che apra il portafogli

“Domani c’è il consiglio dei ministri… stiamo correndo contro il tempo sulla legge di stabilità”. Giorgia Meloni guarda di sottecchi Roberta Metsola, seduta con lei al divanetto del suo studio al Parlamento Europeo. Sguardi d’intesa, si capisce subito che tra le due c’è confidenza. Quella che invece non trova poco dopo da Ursula von der Leyen. Chiaro: con la presidente del Parlamento europeo la premier ha già avuto modo di confrontarsi, quest’estate a Strasburgo e più di recente al telefono; mentre con la presidente della Commissione Europea quello di oggi è il primo incontro. “Interlocuzione franca e positiva”, la definisce la leader italiana. “Grazie per il segnale lanciato con la visita alle istituzioni europee nel tuo primo viaggio all’estero”, apprezza von der Leyen. Ma con lei l’intesa è ancora tutta..

Mulè stoppa la fuga sui rave
“Quella norma va corretta”

Quella sui rave "non è una legge liberticida ma ha due criticità. La norma va corretta ma non vedo che questo comporti una questione di crisi politica" . Lo ha detto il vicepresidente della Camera di Fi, Giorgio Mulè a Metropolis annunciando che "in Parlamento verranno presentati emendamenti, sempre che non lo faccia il governo". Per Mulè le criticità riguardano la "pena spropositata e la genericità dell'articolo 5: su questo bisogna intervenire. E' giusto perseguire ma non si possono fare le intercettazioni preventive" ribadisce secondo il quale esistevano anche le condizioni di necessità e urgenza per procedere per decreto.

Da Roma a Palermo. L’inconcludente notte della politica

“La nuttata e la figlia fimmina”. La frase è così becera, che ci si vergogna a pronunciarla e tuttavia rende bene il concetto. Per diversi giorni carte e fiches sono rimaste sul tavolo, il gioco dell’incastro per la composizione del governo che non è più regolato dal “manuale Cencelli”, il prezioso vademecum che ci consentiva negli anni della prima e anche della seconda Repubblica di spartire il potere, scienza difficile e comunque essenziale, quel gioco è stato sospeso e il “manuale” sostituito dagli algoritmi. Non mi chiedete cosa siano. Avevo difficoltà ad utilizzare lo studio di Cencelli e anche per questo ho gestito poco potere quando ero tra quelli che formavano la “casta”, ci fosse stato l’algoritmo avrei dovuto cambiare mestiere, senza, peraltro, arrecare alcun danno alla vita pubblica. Fuor..

Meloni party: primo colpo
di democrazia illiberale

"Il 'decreto rave party', che introduce il nuovo articolo 434 bis del codice penale, rischia di avere un'applicazione ampia, discrezionale e arbitraria a scapito del diritto di protesta pacifica, che va tutelato e non stroncato". Lo dice l'ong Amnesty Italia, lo dicono diversi giuristi e penalisti. Lo ripete quasi tutta l'opposizione che si schiera compatta - per la prima volta - contro il governo per il nuovo decreto legge pubblicato oggi in Gazzetta ufficiale e approvato ieri dal Consiglio dei Ministri che punisce "l'invasione di edifici finalizzata a raduni di oltre 50 persone da cui possono derivare pericoli per l'incolumità pubblica, l'ordine pubblico o la sanità pubblica". E per farlo afferma che potrebbe andare a ledere il diritto di protesta pacifica. Continua sull'Huffington Post

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