L’insopportabile retorica della Palermo che cambia
di Francesco Massaro
Sarebbe bene scrivere le cose fuori dall’onda emozionale, però. Però Palermo è questa, Palermo è la stessa di sempre, e quando il 23 maggio ci emozioniamo all’applauso all’albero Falcone fingiamo di non sapere che quelle diecimila persone non sono rappresentative di niente, sono una goccia nel mare della milionata di gente che vive come sempre ha vissuto e sempre vivrà, fottendosene di tutto e di tutti, e questo, attenzione, a prescindere da Orlando, Lagalla o Miceli. Palermo è Palermo indipendentemente dalla sua guida. Palermo è il presidente di seggio che non si presenta al seggio perché forse gli secca e deve andare a mare, Palermo si eccita per il Palermo che forse stasera va in B e per poco altro, Palermo è quella di quaranta, trenta, vent’anni fa. Lo zoccolo..