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Guastatori, vincitori e vinti nella faida di Forza Italia

I protagonisti sono quelli di sempre: il vicerè berlusconiano nell’Isola, Gianfranco Micciché, che è stato confermato da Arcore sulla plancia di comando; la messaggera del Cav., Licia Ronzulli, che ha tentato (invano) di distribuire ramoscelli d’ulivo; e poi i ‘dissidenti’ Marco Falcone e Gaetano Armao, alla guida di una frangia che da mesi – facendo sponda col senatore Schifani – chiede di commissariare il commissario. Agli attori della ‘crisi’ di Forza Italia, però, negli ultimi giorni si è aggiunto un protagonista inatteso: Marcello Dell’Utri. L’ex senatore, uscito dal carcere nel 2019 dopo aver scontato cinque anni per concorso esterno, si è iscritto alla partita autonomamente. E come racconta oggi Repubblica, sarebbe lui, dal quartier generale dell’Hotel delle Palme di Palermo, a dare manforte ai rivali interni di Micciché. Il rapporto..

Tragiche e piccanti. Memorie di guerra tra Palermo e Prizzi

In questi giorni di guerra mi sono ricordato di alcune cose che mi raccontava mia madre, ai tempi della mia adolescenza o poco meno. Lei, ed un gruppetto di compagne di classe, evidentemente insofferenti alla disciplina scolastica, erano solite snocciolare una sorta di filastrocca (parodia della omonima preghiera) che, pressappoco, suonava così: “Ave Maria, grazia plena, fa che venga la sirena, fa che venga l’inglesino nell’ora di latino e poi l’americano nell’ora di italiano…”. Non ricordo come proseguiva, ma il senso mi era più che chiaro. Insomma, auspicavano l’arrivo dei bombardieri degli Alleati, per sottrarsi a qualche brutto voto, o cose del genere. Da ragazzino ci ridevo sopra, ma ripensando a quel racconto, ripensandoci oggi, mi sono detto che dovevano essere proprio delle pazze incoscienti, lei e questo gruppetto di ragazze...

Sul teatro della guerra ciascuno recita la sua parte

A ciascuno la sua parte. Nella commedia dell’assurdo messa in scena a Montecitorio e altrove. Nonostante la tragedia che incombe. Nonostante si annunci una notte popolata di mostri in Europa. Perché una volta calato il sipario sull’atteso collegamento video del presidente ucraino Zelensky col parlamento italiano, sulla replica del presidente del consiglio Draghi e sui discorsi di circostanza dei padroni di casa, Fico e Casellati, resta solo il desencanto. Il disgusto di continuare ad assistere impotenti a una cattiva recita, a un ipocrita gioco delle parti che più che a Pirandello rimanda a Flaiano. Ancora una volta in Italia la situazione è grave. Sempre più grave. Ma non sembra seria. Sarà per l’evento Zelensky subito trasformato in avvento dall’informazione mainstream: ecco a voi l’eroe del momento offerto sull’altare del piccolo..

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