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Berlino, il Covid e il diritto di ognuno a ritornare libero

Per qualche tempo ho vissuto a Berlino durante la guerra fredda in una città divisa dal muro. Di quel periodo coltivo tanti ricordi, tutti inondati dalla meravigliosa luce della giovinezza. Anche quando la città poteva sembrare fredda, tetra ed inospitale in realtà era avvolta dal brillante sogno della speranza. Non è casuale che questa speranza sia giunta - anni dopo - a suggellare il desiderio di libertà del suo popolo. Un pensiero, tra tutti, era stato la bandiera del movimento dei berlinesi dell'Est. Lo scrivevano su ogni faccia di quell'odiato ed alto muro poi demolito a colpi di piccone: "Potrò dormire solo quando sarò morto". In quella frase vi era il concentrato in purezza di ciò che un essere umano avverte allorché la sua libertà viene ingiustamente limitata. Era un..

Perché a Draghi non serve fare il duro (solo) con Erdogan

Ieri sera Mario Draghi è stato molto duro con Erdogàn e il suo modello. “Chiamiamoli dittatori”, ha detto. Poche ore dopo l’ambasciatore italiano è stato convocato ad Ankara. Va benissimo. Pane al pane. Tuttavia, se Draghi avesse usato la metà della franchezza spesa con Erdogàn anche con Giani, Marsilio, Emiliano, Spirlì, De Luca e gli altri, cioè con i presidenti delle regioni italiane che stanno vaccinando a caso, forse sarebbe stato più utile. Erdogàn se ne frega dell’Italia e di Draghi. Ovviamente. Sui presidenti delle regioni, il capo del governo, invece può tutto: impugnargli le delibere, riaprire le scuole in Puglia, commissariare la sanità, imporgli finalmente di vaccinare gli anziani e i fragili. Mentre loro vaccinano gli amici (i dipendenti regionali) e i minacciosi clienti (i magistrati). Insomma Draghi è..

Mi inquieta l’assalto telefonico alla morale di un assessore

Non conoscevo Ruggero Razza prima che diventasse assessore e ho motivo di credere che egli non abbia mai saputo di me prima che i nostri destini si incrociassero sugli aspri terreni della pandemia. Del resto ci separano oltre trenta anni di età, un tempo sufficiente a tenerci lontanissimi: nessun evento in comune, nessuna affinità di sentimenti. Difficilmente rideremmo o piangeremmo per le stesse cose, se capitasse. Nemmeno ci legano nodi ideologici… non ci avvicina un comune sentire politico: io sono un moderato insipiente di sinistra, lui un solido militante di destra. Né, sappiatelo, mi lega a lui l’avido desiderio di favori, che’ credo di aver raggiunto tutti i sogni del mio cassetto (o forse di più, quelli di mio padre, che non fece in tempo purtroppo a vedermeli conquistare) ed..

Però il magistrato non può fare la morale all’indagato

Prendiamola alla lontana, che forse ci si capisce meglio. La civiltà occidentale ha affidato la toga e la responsabilità che la toga comporta, a chi amministra fede, istruzione e giustizia. Averne il privilegio è responsabilità grande, perché grandi è fondamentali per la nostra società sono i campi della fede, della conoscenza e della giustizia che siamo chiamati a servire. Lo sapeva bene quel matematico, ebreo di Berkeley, che lasciata la Germania nazista, fu chiamato, durante il maccartismo, al giuramento di fedeltà anticomunista, che non fece, in omaggio alla sua libertà, lasciando Berkeley e l'università pubblica, per Princeton, dove fu accolto da Einstein. Di che parliamo? Dell’obbligo che abbiamo di rispettare fedeli, studenti e inquisiti, rispettando in essi il mandato che la comunità ci ha affidato. Lo dico subito e con..

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