Sezioni Tematiche

Modello Albania, andata e ritorno
Dai giudici altro stop al governo

Fermato per la terza volta il progetto albanese del governo. Nonostante le norme cambiate due volte. Nonostante la convinzione - fornita da un’interpretazione di solo una parte di una decisione della Cassazione - di essere nel giusto. Saranno portati in Italia i migranti della terza missione nel Paese guidato da Edi Rama. C’è già una nave pronta a far compiere loro questo ennesimo viaggio. Verso la Puglia, in questo caso. Nel giro di poche ore saranno tutti a Bari. Ma cosa è successo? I giudici romani non hanno convalidato i trattenimenti dei 43 migranti - 35 del Bangladesh, 8 dell’Egitto - portati in Albania, nei centri frutto del protocollo tra Giorgia Meloni ed Edi Rama. È la prima volta che a occuparsi della materia è la corte d’Appello in composizione..

Sui voli di stato polemiche (e fesserie) di andata e ritorno

Il vero problema dell’Italia in questo momento è... i voli di stato. Fesserie di andata, e fesserie di ritorno. Sembra la battuta di Johnny Stecchino, quella sulle tre piaghe di Palermo: “Abbiamo il sole, il mare, i fichidindia, Empedocle, Archimede, purtroppo siamo famosi nel mondo anche per qualcosa di negativo. Una piaga terribile, e lei sa a cosa mi riferisco…. è il traffico stradale”. La destra accusa il procuratore della Repubblica di Roma, Francesco Lo Voi, adesso diventato eroe della sinistra dopo l’avviso di garanzia a Meloni, di aver viaggiato con dei voli di stato – e gli conta pure gli spiccioli (13.000 euro). Mentre la sinistra accusa il governo di aver sprecato a sua volta dei denari del contribuente rimpatriando il generale libico Almasri con un volo dello stato...

L’avviso a Meloni come una festa. Mancano solo i popcorn

Ha tolto a Salvini il centrodestra, i migranti, il Viminale e ora anche la maglia da indagato, wanted. Meloni sogna altri 40 avvisi di garanzia e li moltiplica per cento, li mangia come Popeye, Braccio di Ferro, mangia lo spinacio. Gianni Cuperlo: “Le hanno fatto un dono”. Il ministro di FdI, Ciriani: “Un vantaggio? Non lo posso dire, ma pensare”. Clemente Mastella: “Anche i non meloniani diventeranno meloniani”. Edoardo Rixi, viceministro della Lega: “Una lettera di San Valentino con anticipo. E’ un’indagine assurda”. La Procura di Roma ha inventato il Peculatellum, l’indagine per peculato come premio di maggioranza: trenta per cento di consensi più dieci di solidarietà, degli italiani, a Meloni. Indagata insieme a Carlo Nordio, Matteo Piantedosi, e Alfredo Mantovano, il suo Poldo, il miglior amico di Braccio di..

Governo e magistrati in guerra
Mattarella sceglie il silenzio

C’è un silenzio pesante nel frastuono che è scoppiato da ieri pomeriggio alle 17,05, quando con un video sui social la premier Giorgia Meloni ha annunciato di aver ricevuto “un avviso di garanzia” per il caso Almasri. Ed è il silenzio che viene dal Colle. Sergio Mattarella da ieri non è intervenuto sulla vicenda che segna l’ennesima feroce puntata dello scontro tra politica e magistratura. Domani il presidente è atteso all’inaugurazione dell’anno accademico della Scuola superiore della magistratura a Scandicci e molti pesavano che avrebbe potuto essere l’occasione per mettere un punto fermo in questo braccio di ferro, invece al momento non è previsto nessun intervento del capo dello Stato in apertura della cerimonia. Non è la prima volta che accade: nei dieci anni di presidenza Mattarella ha parlato spesso..

Il Pd, destinato dai cacicchi a sempre più eclatanti sconfitte

Uno spettacolo a dir poco indecoroso. Una rissa da angiporto. Una partita giocata senza regole e arbitrata da uno con indosso la maglietta di una delle due squadre in campo, in nome e per conto, peraltro, della Schlein. Alla fine un partito sfregiato ha deciso di affidare ai soli iscritti la scelta del nuovo segretario regionale e dei nuovi organismi, cancellando le “primarie” che dal 2005 hanno rappresentato una delle caratteristiche più proprie, quasi identitarie, di quella formazione politica, un metodo che, dopo la fine dei grandi partiti di massa e la crisi delle tradizionali ideologie, la identificava e distingueva nel panorama politico nazionale. Attraverso le primarie, sostituendo o comunque compensando la crisi della militanza, tanti cittadini si sono sentiti protagonisti nei passaggi più importanti. Le lunghe file davanti ai..

Meloni indagata, si riapre
la guerra politica-magistratura

Come nel 1994, quando Silvio Berlusconi fu raggiunto dall’avviso di garanzia alla vigilia del G7 di Napoli. A fissare il paragone a cui tanti pensano in Transatlantico a Montecitorio è Barbara Berlusconi. “Non può sfuggire – dice la figlia del fondatore di Forza Italia - la coincidenza dell'avviso di garanzia alla premier Meloni contestualmente alla riforma in discussione sulla separazione delle carriere dei magistrati. Il pensiero va all'avviso di garanzia che ricevette mio padre mentre presiedeva il G7 a Napoli. Non so se si tratti, come la definiva lui, di 'giustizia a orologeria', ma il sospetto è legittimo”, dice. Continua su Huffington Post

Il “me ne frego” della Santanchè
“Non mi dimetto, vado avanti”

"Un pezzo del partito mi vuole fuori? Chissenefrega! Pazienza. Ho pochi amici, ma ho sempre contato solo su me stessa". Lo afferma la ministra del Turismo Daniela Santanchè in interviste e colloqui su diversi quotidiani, Corriere della sera, Repubblica, Stampa, Il Messaggero, in merito alla possibilità di fare un passo indietro per l'indagine penale a suo carico. La premier Meloni dice che ci può essere impatto sul lavoro. "Magari l'impatto sul mio lavoro lo valuto io! - prosegue -. Non mi dimetto, vado avanti, il mio ministero ha già portato avanti tutto il programma di governo". Continua su Huffington Post

Una Santanché contro tutti
(compresi Meloni e La Russa)

La posizione di Giorgia Meloni sul caso Santanchè somiglia al tormentone del professore Antonino Tamburello che impazza sui social: “Vuoi farlo? Fallo. Potresti anche non farlo, però se lo vuoi fare, fallo”. Il tema sono le dimissioni della ministra del Turismo, che la premier forse si aspetterebbe anche se finora – dice – non gliele ha mai prospettate. Anche perché la Pitonessa, mentre Fratelli d’Italia in silenzio si avviluppa su stesso, dice che non ci pensa proprio a mollare dopo il rinvio a giudizio per falso in bilancio e che semmai potrebbe farlo davanti alla richiesta del gup per truffa ai danni dello stato. Stallo alla messicana. Santanchè non molla, ne fa una questione di principio e di precedenti nei confronti degli altri. E’ sola, e se ne infischia. Nonostante..

Topolino in catanese? Come una versione tradotta dal latino

Facciamo un esperimento mentale. Poniamo che a cavallo tra otto e novecento un editore avesse deciso di pubblicare una versione in siciliano (o napoletano o altro idioma regionale) delle Avventure di Pinocchio di Collodi, pseudonimo di Carlo Lorenzini. Sarebbe subito nato un acceso dibattito politico. Alcuni vi avrebbero visto un attentato all’unità nazionale e verosimilmente sarebbero stati la maggioranza. Altri l’avrebbero salutato come il segno dell’insuccesso dell’Italia unita e della vitalità degli idiomi locali. E altro ancora. In questi giorni sono state distribuite in Sicilia, Campania, Toscana, Lombardia edizioni del popolarissimo Topolino contenenti una storia i cui personaggi parlano rispettivamente in siciliano (versione catanese … presunta), napoletano, toscano e milanese. Dove sta la notizia? Nel fatto che l’evento editoriale non ha fatto notizia. Nessun politico o commentatore politico se ne..

Gerenza

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