L’incomprensibile diffidenza del Papa verso il sacro

Posso sbagliarmi, non esiste un dogma dell’infallibilità quanto alle opinioni, che sono anzi cosa modesta, ma la diffidenza di questo Papa verso il sacro ha qualcosa di incomprensibile. Un certo grado di separazione dal mondo spirituale, simbolico e materiale, dal secolo, dalla vita ordinaria di uomini e donne andrebbe mantenuto. Il funerale del catafalco alle esequie papali, lontane quanto Dio vorrà, è uno dei modi, secondo Francesco, per avvicinare al pubblico normale dei fedeli le usanze della Chiesa: una bara come tutti, è l’auspicio, perché anche e forse soprattutto in senso cristiano “uno vale uno”. Lo stesso per il segreto del Conclave: Scola spostò i suoi voti sul mio nome, ha detto il Pontefice in un’intervista. Da esterno alle procedure e alle regole scritte e non scritte della cattolicità, senza..

Tarquinio il miope, l’ultima farfalla inseguita da Elly

Marco Tarquinio è un cronista in carriera, già direttore di Avvenire, il quotidiano della Cei da lui riposizionato prontamente dopo la caduta di Dino Boffo in seguito a una campagna di diffamazione e, sopra tutto, dopo l’eclissi di Camillo Ruini come influente cardinale dell’era giovanpaolina e ratzingeriana. Una ottima persona, intendiamoci, con il suo professionismo e bergoglismo d’ordinanza, ma la sterminata corposità e lunghezza della lista dei premi da lui ricevuti e, peggio, meritati, indicano una certa modestia di orizzonti, la carriera di un commendatore (è anche Commendatore) delle patrie lettere giornalistiche. Nel 2023, a un anno dall’invasione dell’Ucraina, ha mollato il giornale che dirigeva con discreti risultati editoriali, e ha ripreso con molta insistenza ad affacciarsi ai talk-show per rappresentare il partito della pace, da commendatore a commentatore, insomma..

La sfiducia contro Matteo Salvini
si è rivelato un buco nell’acqua

“Dov’è la vera Giorgia Meloni? Dietro le tende di Palazzo Chigi?” Quando Chiara Appendino interroga l’aula di Montecitorio, ad ascoltarla non solo non c’è Giorgia Meloni, ma neppure i ministri che le opposizioni portano sul banco degli imputati. Matteo Salvini e Daniela Santanchè, oggetto di altrettante mozioni di sfiducia, si tengono lontani dalla Camera. Tanto l’esito del doppio voto è già scritto. La ministra è “preoccupata zero”. Il ministro è all’opra chino, al ministero, alle prese con i tassisti e gli Ncc. Continua su Huffington Post

La pacchia. Tre milioni in cinque anni a ogni eurodeputato

L'elezione a eurodeputato vale tre milioni di euro. Garantiti in cinque anni, senza rischio di interruzione per voto anticipato. Non va più di moda fare i conti in tasca ai nostri rappresentanti. Dopo che i grillini per quindici anni hanno tuonato contro i privilegi veri o supposti della casta politica, qualsiasi indagine sugli emolumenti degli eletti viene bollato come "antipolitica". È un effetto perverso degli eccessi demagogici del populismo. Ma, egualmente, vale la pena dare un'occhiata ai compensi che andranno ai 76 europarlamentari che eleggeremo fra due mesi. Ognuno di loro percepirà 7.850 euro al mese di stipendio netto (10mila lordi, aliquota fiscale agevolata), più 4.950 di spese generali, più un’indennità di 350 euro per ogni giorno di presenza. Si lavora cinque giorni per tre settimane al mese tranne agosto,..

Risorge Angelino Alfano: al fianco
del vulcanico sindaco Bandecchi

E’ stato il primo a chiamarlo quando è diventato sindaco di Terni. E ancora oggi è il suo consigliere principe, assiduo ma discreto. Strana coppia: l’invisibile con gli occhialini tondi che non rilascia più interviste e lo straripante roccioso ex parà, entrato nel bestiario della Zanzara su Radio24. Tuttavia capita spesso che Stefano Bandecchi interrompa cene e riunioni per le europee “perché devo rispondere ad Angelino”. Angelino Alfano, 53 anni e almeno tre vite all’attivo: tre volte ministro, già delfino del Cav., poi scissionista con più fortune di Di Maio e adesso avvocato a cinque stelle con poltrone in cda fondamentali. Il suo lascito politico è stato cedere Alternativa popolare a Bandecchi, tycoon delle università online, con incursioni nel calcio e nei media, da un anno “podestà” di Terni. Bandecchi..

L’illustre zio di Sicilia che sul caso Bari inquieta il Pd

Altro che commissione imparziale, dicono. Ha ragione il sindaco Decaro a piangere e strepitare. A valutare infatti ciò che è accaduto a Bari dopo gli arresti per mafia, il Viminale ci manda, assieme ad altri due, anche un prefetto in pensione, Claudio Sammartino, che nientemeno è lo zio di un parlamentare regionale siciliano della Lega che si chiama Luca Sammartino. Lo abbiamo letto l’altro giorno su Repubblica. Ma come? Lo zio di uno della Lega! Ma ve ne rendete conto? E questa la chiamate imparzialità? Sicché domenica, Andrea Orlando, l’ex ministro del Pd, ha twittato: “Se non è un omonimo, il prefetto Sammartino nominato nella commissione di accesso a Bari, che ho conosciuto come un ottimo funzionario, è lo zio di un esponente della Lega in Sicilia. Non c’era nessun..

Meloni, due sassolini fino alle
Europee: Salvini e Santanché

Due sassolini nella scarpa per Giorgia Meloni: S & S. Salvini e Santanchè. Il primo ieri, in un Consiglio dei ministri piuttosto importante, ha deciso di disertare per gettarsi sulla campagna elettorale in Basilicata: questione di sopravvivenza al sud, tema non banale che si affaccia sulle imminenti europee. I rapporti con la premier, tra palco e realtà, sono di reciproca e cordiale irritazione perenne. La seconda, titolare del Turismo, è inseguita dalle inchieste e valuta (quindi è pronta a darle) le dimissioni in caso di rinvio a giudizio. Con la premier i rapporti sono ottimi: filiera Ignazio La Russa, grimaldello nei salotti milanesi quando Fratelli d’Italia era poco più di un’espressione geografica all’interno del Grande raccordo anulare. La “Santa” ieri era al suo posto, in Consiglio dei ministri, accompagnata dal..

Mulé (FI): Niente gogna su Decaro
Il centrodestra si dia una calmata

Giorgio Mulè, lei, a Bari, con chi sta? Sta con la destra “forza forca”, quella contro il sindaco Antonio Decaro, o sta con l’altra, l’ideale, la garantista? “Sto con Silvio Berlusconi, sto con il risorgimento del garantismo. Io non tifo ‘Gogna Italia’. Non raccogliamo le pietre che sono servite a lapidarci”. Da vicepresidente della Camera, deputato di FI, cosa prova nel vedere la destra, la sua, eccitarsi con i fascicoli della procura? “Disagio. A Bari non vanno declamate le parole della procura. Forza Italia porta sul suo corpo le cicatrici del becero giustizialismo. Diamoci una calmata. La destra non cavalchi la tigre. Sia chiaro: io non ammaino la bandiera del diritto, né voglio un uso politico dell’antimafia”. Mulè, mentre stiamo parlando, a Bari, la sua coalizione formula dieci domande a..

Sinfonica, la vendetta di Peria
Sospeso chi criticò la Venezi

La scure di Andrea Peria, sovrintendente della Sinfonica, si abbatte sui tre orchestrali che avevano contestato apertamente, dalle colonne di Repubblica, la conduzione di Beatrice Venezi. “Sospensione dal lavoro e dalla retribuzione per una settimana”. E' questo il provvedimento adottato contro due dei tre professori d’orchestra che il 24 gennaio avevano giudicato la direzione di Beatrice Venezi, assai vicina alle posizioni di Fratelli d'Italia e consulente del ministro alla Cultura Genny Sangiuliano, “non adeguata” e “incoerente con l’esecuzione musicale”. Il terzo se l’è cavata con un solo giorno di stop. Come riporta l'edizione palermitana di Repubblica, ai tre orchestrali si contesta di avere tenuto un comportamento incompatibile con i doveri contrattuali, di avere causato con le loro dichiarazioni un danno di immagine al teatro e di avere incrinato i rapporti..

Altro che mafia, a Bari
il Pd si inguaia da solo

Le polemiche sull’ingerenza del Viminale nella campagna sono acqua passata. Perchè il Pd ci sta pensando da solo a rovinarsi la piazza in Puglia, a tre mesi dalle elezioni europee. Se fino a ieri la notizia era la commissione d’accesso inviata a Bari dal ministro Matteo Piantedosi per valutare lo scioglimento dell’amministrazione comunale, dopo il comizio in piazza di Michele Emiliano, con al fianco il sindaco di Bari Antonio Decaro, il baricentro si sposta in casa dem. Premessa: per il Viminale, a quanto apprende l’Huffpost, non c’è un caso Emiliano. L’aneddoto dal presidente della Regione sabato non entrerà nell’attività della commissione d’accesso, che ha invece un oggetto definito, le possibili infiltrazioni nel comune, in particolare quelle sulla società partecipata che gestisce il trasporto pubblico, l’Amtab. Non c’entra nulla dunque coi..

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