Sezioni Tematiche

Il 25 aprile di Sergio Mattarella
“Il fascismo non conosceva pietà”

Il Capo dello Stato nel giorno della Liberazione ha pronunciato un discorso netto e diretto sulle responsabilità totali del Fascismo nella catastrofe italiana del biennio '43-45, riconoscendo il ruolo determinante, fondante della Resistenza nell'edificazione della democrazia italiana. Parlando a Civitella Val di Chiana, luogo di una strage nazifascista, Sergio Mattarella ha espresso concetti già altre volte sottolineati, ma con parole e toni inequivocabili. "A differenza dei loro nemici, imbevuti del culto macabro della morte e della guerra, i patrioti della Resistenza fecero uso delle armi perché un giorno queste tacessero e il mondo fosse finalmente contrassegnato dalla pace, dalla libertà, dalla giustizia. Oggi, in un tempo di grande preoccupazione, segnato, in Europa e ai suoi confini, da aggressioni, guerre e violenze, confidiamo in quella speranza", ha detto il Capo dello..

Giorgia ha un problema grave
troppi imbecilli attorno a lei

Giorgia Meloni si è mossa egregiamente sul piano internazionale, ha accreditato l’Italia in Europa e negli Stati Uniti, ha difeso la democrazia in Ucraina, ha convinto i socialdemocratici tedeschi a seguirla sulla politica migratoria, ha centrato gli obiettivi del Pnrr, ma c’è ragione di credere che non abbia letto il famoso saggio sulla stupidità di Carlo M. Cipolla. Sarà forse per questa ragione che, dopo due anni circa di governo, la presidente del Consiglio si trova davanti a un guaio gigantesco che ipoteca il futuro e la possibile evoluzione di questo fenomeno politico a destra: è circondata da troppi imbecilli. Cipolla diceva che le persone non stupide sottovalutano sempre il potenziale nocivo delle persone stupide. In particolare, diceva questo spiritoso e coltissimo economista, i non stupidi dimenticano costantemente che in..

Schlein travolta dal Pd:
non gestisce più nulla

Bisogna raccontarla dall’inizio questa storia semplicemente incredibile. Voleva candidarsi ovunque, Elly Schlein, contro Giorgia Meloni, ritenendo vantaggiosa la polarizzazione del gioco a due. E mutuando dalla premier una condotta – e un inganno – inediti a sinistra: mi metto in lista per Bruxelles, ma poi non vado. Lo fece per primo Silvio Berlusconi vent’anni fa. Ma, davanti alle resistenze del suo partito ha cambiato lo schema. Voleva, a quel punto, candidare ovunque dei civici, tutti esterni e in contraddizione tra loro per storia e convinzioni. Un aperto atto di sfiducia nei confronti del suo partito, praticamente la seconda tappa delle primarie. Ma non è riuscita perché, avendo accettato il negoziato con le correnti, ha dovuto cedere un po’ qui un po’ lì. Per nascondere il cedimento, ha proposto dunque di..

La Meloni pubblica Scurati ma
sconfessa i suoi sulla censura

Giorgia Meloni mette in chiaro che non è stata lei a chiedere la censura del monologo di Antonio Scurati sul fascismo. Per la presidente del consiglio “in un'Italia piena di problemi, anche oggi la sinistra sta montando un caso. Stavolta è per una presunta censura a un monologo di Scurati per celebrare il 25 Aprile. La sinistra grida al regime, la Rai risponde di essersi semplicemente rifiutata di pagare 1800 euro (lo stipendio mensile di molti dipendenti) per un minuto di monologo. Non so quale sia la verità – dice Meloni - ma pubblico tranquillamente io il testo del monologo (che spero di non dover pagare) per due ragioni”. Continua su Huffington Post

Puglia, inchieste e fuga di notizie
La destra a Emiliano: si dimetta

Galeotto lo scambio di whats app tra Michele Emiliano e Alfonso Pisicchio, il giorno dell’arresto di quest’ultimo. C’è stata una fuga di notizie dalla Procura di Bari di cui Emiliano era informato? Il presidente della Regione Puglia, secondo le ricostruzioni dell’interrogatorio di Pisicchhio davanti al gip, avrebbe saputo prima degli sviluppi di un’inchiesta a carico di Pisicchio, per cui gli avrebbe chiesto di dimettersi dall’incarico che ricopriva come presidente dell’Agenzia per l’innovazione della Puglia (Arti), o altrimenti gli avrebbe revocato l’incarico. Ora la destra, con Fratelli d’Italia chiede le dimissioni di Emiliano. “Non passa giorno che la posizione di Emiliano non peggiori, e questo fa ma male sia alla Puglia che alla sua gente, credo che un passo indietro dell'attuale presidente sia auspicabile, anche per aver modo di difendersi da..

Una Meloni tira l’altra. Debutta Arianna, sorella di Giorgia

Destra a quattro ruote. Giorgio Almirante si presentava qui di notte per chiudere le campagne elettorali a bordo di una Renault Dauphine. Lei, Arianna Meloni che spesso e volentieri riceve e fa riunioni nella stanza che fu del capo dell’Msi in via della Scrofa, arriva a Viterbo in Cinquecento. Appuntamento alle Terme dei Papi per l’altra papessa della destra. La prima, Giorgia di due anni più giovane e di cinque centimetri più bassa, è a Potenza per un comizio. Finisce Arianna, inizia la premier. Si passano il testimone, anzi la fiamma, a 441 chilometri di distanza. “Non è un caso se vi sono venuta a trovare: ve lo siete meritato”, dice la sorella d’Italia, nonché compagna del ministro Francesco Lollobrigida, durante i diciotto minuti d’intervento. Nel corso del quale non..

Iuventa docet. È ufficiale:
non esistono i taxi del mare

I taxi del mare non sono mai esistiti. E la sentenza di oggi del gup di Trapani di "non luogo a procedere" per gli imputati del processo Iuventa lo conferma. Dopo la richesta della stessa Procura di Trapani e un'inchiesta costata circa 3 milioni di euro, il Tribunale del capoluogo siciliano lo ha scritto nero su bianco: nessun favoreggiamento dell'immigrazione clandestina per i quattro membri dell'equipaggio della nave della Ong tedesca Jugend Rettet e per altri 17 indagati nel caso della nave umanitaria. "Un'odissea durata sette anni - spiegano da Iuventa - che dopo due anni e oltre 40 udienze preliminari, si conferma come il più lungo, costoso e vasto procedimento contro le Ong di ricerca e soccorso, esempio emblematico dei grandi sforzi compiuti dalle autorità per criminalizzare la migrazione"...

Ilaria candidata. Schiaffo dei rossoverdi al Pd di Schlein

Brindano Bonelli & Fratoianni, resta stordita per la magra figura l’area del Pd che ruota intorno a Elly Schlein, tira un enorme sospiro di sollievo Base riformista, contraria all’ipotesi. Alla fine Ilaria Salis – come anticipato dal Foglio due giorni fa e ancora ieri mattina sul sito – ha accettato la candidatura alle europee con l’Alleanza Verdi e Sinistra. Alle 15, il corpo diplomatico italiano ha fatto firmare all’insegnante milanese, reclusa nel carcere di Budapest, l’accettazione della corsa e le ha autentificato la firma. Salis è detenuta da 13 mesi in Ungheria per aver aggredito due militanti di estrema destra durante una manifestazione. Nei mesi scorsi è apparsa in catene durante le udienze del processo che la riguarda. Da quel momento è diventata un simbolo per la sinistra. E anche..

Le liste del Pd. Tutti cercano Elly ma Elly non si trova

Tutti la cercano e, come spesso accade, nessuno la trova. A Roma, Bruxelles, Potenza o Bari. Poco importa. D’altronde è tempo di liste in casa Pd, materiale infiammabile da maneggiare con cura. E perfino la segretaria Elly Schlein, così diversa dai suoi predecessori, si comporta come da tradizione. Agenda mobile, inafferrabile, pronta a sgusciare. Messaggio di un segretario regionale dem: “Ciao, Elly, quando possiamo parlare un secondo?”. “Risposta: “Ti cerco io”. Ieri la segretaria ha fatto una toccata e fuga a Bruxelles per la riunione informale del Partito socialista europeo. Tuttavia non ha avuto il tempo, il modo o forse la voglia di incontrare “i suoi”, come direbbe lei, in attesa di un cenno sul loro destino. “Le candidature? Sono nella mente di Dio e di Elly”, raccontano, sconsolati, gli..

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