Sezioni Tematiche

L’economia di Meloni. Sfangarla
fino a settembre e poi si vede

Per la prima volta a fare notizia nel Def non è cosa c'è ma cosa non c'è. Il documento più importante dell'anno di finanza pubblica manca infatti della sezione più sensibile: quella che aggiorna il quadro programmatico. Rifuggendo dai tecnicismi contabili, la questione è molto semplice: il governo ha preferito non dare certezze né dettagli sulle misure di politica economica che prenderà da qui ai prossimi anni. In altri termini, nel documento non c'è scritto se verranno o meno finanziate tutte quelle misure una tantum prese lo scorso anno e che sono garantite solo fino al 31 dicembre di quest'anno. Non sono poche: stiamo parlando del taglio delle tasse sul lavoro per i dipendenti, l'accorpamento delle due aliquote Irpef più basse, la diminuzione del canone Rai, il bonus mamme e..

“Via dal Tg1”. L’ultima mossa geniale della segretaria del Pd

Ieri mattina i più stretti collaboratori della segretaria del Pd hanno comunicato al Tg1 che se non la smetterà di fare troppi servizi enfatici sugli scandali di Bari e Torino, e sulla compravendita dei voti, si può scordare le dichiarazioni dei parlamentari del Pd nel corso del telegiornale. Tié. Niente più pastone. Basta. Niente più telecamera sparata sul faccione del deputato anonimo. Fine. Niente più microfono aperto sul dibattito del nulla. Abbiamo chiuso. Ecco. La minaccia, come ben si comprende, è di quelle serie. Niente più Pd in Rai. Sicché da ieri i parlamentari di Schlein si fermano sbalorditi. Sul volto degli uscieri del Nazareno, abitualmente impassibili, si disegna un arrossito stupore. E tutti si fanno intorno ad ella, cioè ad Elly, insomma a Schlein, domandandole con ammirazione e con..

Scalfari non era il nonno messo in scena cent’anni dopo

Rispetto lo Scalfari amico, padre, nonno e ora idolo centenario di “una strana gioia di vivere”, come lo rappresenta un suo sodale e biografo della maturità, estraneo alla genesi e alla storia dello scalfarismo ma non al declino rampante del grande vecchio, il forte e chiaro Francesco Merlo. Nella drammaturgia o orchestrazione delle celebrazioni più andanti mi sembra si perda qualcosa di essenziale come il suo cinismo, il suo gusto per il potere e la frode intellettuale, la sua totale assenza di scrupoli, l’immoralismo travestito da predicazione di valori, il rapporto disinvolto con il denaro societario e il patrimonio personale, lo sfrontato provincialismo culturale, l’ambiguità politica, tutte cose molto importanti della sua personalità e del suo immenso successo di mercato come portavoce e profeta della nuova classe media italiana. A..

Finito lo show, il centrodestra
a Bari è ancora senza candidato

Se il centrosinistra barese è nel caos (e sta trascinando con sé le macerie del campo largo), il centrodestra non scherza. Dopo la processione al Viminale per perorare un faro sull'amministrazione Decaro a seguito dell'inchiesta di febbraio su una consigliera passata dal centrodestra al centrosinistra, dopo la conferenza stampa-teatrino in cui, in barba al millantato garantismo, i parlamentari locali sventolavano stralci dell'ordinanza di custodia cautelare, FdI, Lega e FI non hanno ancora ufficializzato chi sarà il loro candidato sindaco per tentare la presa di Bari. Dopo aver gonfiato il petto davanti alle lacrime di Decaro, le varie dirigenze nazionali e locali dei partiti di centrodestra hanno capito che rischiano di schiantarsi. E così, complici alcuni dissidi interni, temporeggiano sul nome. "Questa campagna elettorale - si sfoga con HuffPost un parlamentare..

Il Baricomio da 50 euro a voto fa
saltare primarie e campo largo

Il modello Pisapia per Bari. Mentre il Pd si preparava a presentare in piazza Vito Leccese, con Michele Emiliano e Antonio Decaro al fianco di Elly Schlein, Giuseppe Conte prende tutti in contropiede e passa all’incasso ancora prima del voto. La competizione tra il candidato dem e Michele Laforgia, sostenuto da M5s e Sinistra, non ci sarà. “Non ci sono le condizioni per svolgere le primarie. Serve un nuovo inizio”, dice Conte. Tradotto: Laforgia resta candidato, se il Pd vuole si accoderà. Altrimenti ognuno per sé. “Per il M5s gli obiettivi della legalità, della trasparenza, del contrasto di qualsiasi forma di corruzione e inquinamento del voto, la lotta ai clan e alle mafie sono premesse indispensabili. Se non ci sono queste premesse, se non ci sono queste garanzie, noi non..

Cosa offre Cateno ai 17 partitini che si candidano con lui

Se il "Fronte della libertà" supererà il 4%, per tutti i micromovimenti che hanno messo il loro contrassegno nel simbolo sarà possibile accedere al 2 per mille ed evitare le raccolte firme per presentare le liste

L’audacia rivoluzionaria di Gaetano Pesce, maestro di design

«È con il cuore pesante che annunciamo la scomparsa del visionario creatore Gaetano Pesce. Nel corso di sessant'anni Gaetano ha rivoluzionato il mondo dell'arte, del design, dell'architettura e gli spazi liminali tra queste categorie. La sua originalità e il suo coraggio non sono eguagliati da nessuno. Nonostante i problemi di salute, soprattutto nell'ultimo anno, Gaetano è rimasto positivo, giocoso e sempre curioso. Lascia i suoi figli, la sua famiglia e tutti coloro che lo adoravano. La sua unicità, creatività e messaggio speciale vivono attraverso la sua arte». Così recita la pagina instagram ufficiale del celebre designer scomparso mercoledì scorso a Manhattan, all’età di 84 anni. Nato a La Spezia nel 1939, Pesce ha trascorso gran parte della sua vita nella Grande Mela, riconosciuto maestro del “Radical design”, che ha reso..

L’incomprensibile diffidenza del Papa verso il sacro

Posso sbagliarmi, non esiste un dogma dell’infallibilità quanto alle opinioni, che sono anzi cosa modesta, ma la diffidenza di questo Papa verso il sacro ha qualcosa di incomprensibile. Un certo grado di separazione dal mondo spirituale, simbolico e materiale, dal secolo, dalla vita ordinaria di uomini e donne andrebbe mantenuto. Il funerale del catafalco alle esequie papali, lontane quanto Dio vorrà, è uno dei modi, secondo Francesco, per avvicinare al pubblico normale dei fedeli le usanze della Chiesa: una bara come tutti, è l’auspicio, perché anche e forse soprattutto in senso cristiano “uno vale uno”. Lo stesso per il segreto del Conclave: Scola spostò i suoi voti sul mio nome, ha detto il Pontefice in un’intervista. Da esterno alle procedure e alle regole scritte e non scritte della cattolicità, senza..

Tarquinio il miope, l’ultima farfalla inseguita da Elly

Marco Tarquinio è un cronista in carriera, già direttore di Avvenire, il quotidiano della Cei da lui riposizionato prontamente dopo la caduta di Dino Boffo in seguito a una campagna di diffamazione e, sopra tutto, dopo l’eclissi di Camillo Ruini come influente cardinale dell’era giovanpaolina e ratzingeriana. Una ottima persona, intendiamoci, con il suo professionismo e bergoglismo d’ordinanza, ma la sterminata corposità e lunghezza della lista dei premi da lui ricevuti e, peggio, meritati, indicano una certa modestia di orizzonti, la carriera di un commendatore (è anche Commendatore) delle patrie lettere giornalistiche. Nel 2023, a un anno dall’invasione dell’Ucraina, ha mollato il giornale che dirigeva con discreti risultati editoriali, e ha ripreso con molta insistenza ad affacciarsi ai talk-show per rappresentare il partito della pace, da commendatore a commentatore, insomma..

La sfiducia contro Matteo Salvini
si è rivelato un buco nell’acqua

“Dov’è la vera Giorgia Meloni? Dietro le tende di Palazzo Chigi?” Quando Chiara Appendino interroga l’aula di Montecitorio, ad ascoltarla non solo non c’è Giorgia Meloni, ma neppure i ministri che le opposizioni portano sul banco degli imputati. Matteo Salvini e Daniela Santanchè, oggetto di altrettante mozioni di sfiducia, si tengono lontani dalla Camera. Tanto l’esito del doppio voto è già scritto. La ministra è “preoccupata zero”. Il ministro è all’opra chino, al ministero, alle prese con i tassisti e gli Ncc. Continua su Huffington Post

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