Sezioni Tematiche

Pd, la tragedia di un partito costruito sulla sabbia

Questa idea bislacca di Roberto Speranza, un prestanome per guidare la coalizione di centrosinistra, un bambinone appena diciottenne o un partigiano combattente che vada per i cento, non sarà realizzabile ma la dice tutta sulla coalizione a guida Pd. I nomi dipendono dalle cose, e se non c’è la sostanza politica, che è la cosa in sé, decisiva, dell’arte della competizione tra rapporti di forza e della eventuale vittoria, allora va bene interrompere la dipendenza e andare alle elezioni con il nome del nulla. Speranza forse non lo immagina neppure, ma è un filosofo. La sostanza politica, la cosa, non è un programma, alla portata di tutte le borse, e nemmeno una persona, tutti sono interscambiabili alla fine, è una faccenda diversa. Un insieme di esperienza, carattere, esposizione collettiva e..

Ritorno al Lavitola bistrot
per l’addio di Ranucci a Report

“Ci vorrebbe un amico” e dimenticare Lavitola è impossibile. I piatti di vongole sgusciate adesso li presenta Carmine, il Cefalù Bistrot rimane aperto e in sala, sulle note di Antonello Venditti, “ci vorrebbe un amico/ qui per sempre al mio fianco” (non è uno scherzo), gli ospiti cercano Antonio: “Dove è Antonio?”. Antonio, chi? E’ il “mandante del mandante”, di cui parla Ranucci sui social, o è lo pseudonimo di Clesio Tavares, il tuttofare di Lavitola, con la sciabola, il Lord Byron contumace in Camerun? Undici tavoli, quasi tutti prenotati, e una cameriera che ha preso in mano la carta dei vini in attesa che torni “Valter”, aspettando Valter, “un uomo buono, mi creda”. “Ranucci? Mai visto Ranucci…. Alla fine ci ha fatto pubblicità”. La Rai cerca il sostituto di..

Longevità, festeggia anche Elly
Trionfa la politica al borotalco

Longevo, fino a ieri, era un aggettivo che si concedeva alle tartarughe, alle querce, ai pastori sardi, alle caldaie, e che, riferito a una persona vivente, conservava sempre un che di condoglianze anticipate. Adesso è diventato il complimento più ambito della politica nazionale. “Longeva” la segreteria del Pd, “longevo” il governo di Meloni, longeva ormai la Repubblica intera, la quale, a furia di contarsi i giorni, ha finito per assomigliare a quelli che si misurano la pressione ogni ora e la trascrivono diligentemente su un quadernetto a quadretti. Domani Elly Schlein diventerà per l’appunto la segretaria più “longeva” nella storia del Pd, avendo superato i milleduecentosessanta giorni di Pier Luigi Bersani, e cioè, se vogliamo essere precisi come il caso esige, andando a guidare il partito assai più a lungo..

La Rai travagliata su Report
Cercasi ventaglio per Ranucci

Quando un’azienda stabilisce che un suo dirigente ha finito di dirigere, gli manda una lettera. In Rai, invece, gli si apre un ventaglio. E’ quello che accadrà a Sigfrido Ranucci, ma è quello che succede a qualsiasi direttore, vicedirettore e manager di quella che è probabilmente l’unica azienda al mondo della quale si possa dire che “un direttore è per sempre”. Come i diamanti De Beers. Una volta nominati, in Rai si dirige o si “vicedirige” (il verbo è un'invenzione Rai) reti, generi, uffici e società controllate. E si dirige o vicedirige a vita. Quando si viene allontanati da un posto, insomma, ecco che arriva il ventaglio. Come nella grande commedia di Carlo Goldoni, “il Ventaglio”, una volta rotto, o smarrito, cercato da una pletora di avvocati, funzionari, sindacalisti, programmisti..

Maria Falcone: “Da Travaglio
parole indegne su mio fratello”

Una dichiarazione infelice di Marco Travaglio su Giovanni Falcone, pubblicata nella rubrica “Ma mi faccia il piacere” del Fatto Quotidiano di ieri, ha provocato la dura reazione di Maria Falcone. Al centro, il riferimento all’esperienza del magistrato al ministero della Giustizia durante il governo Andreotti, che la sorella considera una ricostruzione ingiusta e svilente. Maria Falcone affida così a queste parole una difesa netta della storia e dell’eredità istituzionale del fratello, rivendicandone l’assoluta fedeltà allo Stato e chiedendo rispetto per chi ha pagato con la vita la lotta alla mafia. Ecco la sua riflessione integrale: Ho letto oggi sul Fatto Quotidiano, nella rubrica di Marco Travaglio "Ma mi faccia il piacere", un passaggio dedicato a mio fratello Giovanni che mi ha profondamente amareggiata. Commentando l’articolo del Foglio del 14 agosto,..

Otto flop di Salvini con le banche
Lui bussa ma nessuno risponde

Non una banca, un bancomat. Che per Matteo Salvini si è rotto. Da inizio legislatura per almeno 18 volte il leader della Lega ha invocato una tassa sugli extraprofitti delle banche. E lo ha fatto per otto motivi diversi. Senza mai ottenere nulla. Ripercorriamo a grandi linee una saga che dura da quattro anni. E partiamo dall'episodio più recente. L'11 agosto 2026 ci è stata offerta l'ultima versione del sogno salviniano di tassare gli extraprofitti. Questa volta il vicepremier propone una misura strutturale: il 5% l’anno sugli utili, da prelevare alle prime dieci banche italiane. Per fare cosa? “Raddoppiare - dice - i militari di strade sicure nelle strade e nelle stazioni”. Inciso: per il ministro della Difesa, Guido Crosetto di Fratelli d’Italia, Strade sicure dovrebbe chiudere. Forza Italia invece..

I centristi per Vannacci e Dibba
Il grande tifo per un pareggio

A sinistra il morale è sotto i tacchi. Truppa, colonnelli e generali sono sul ciglio di una crisi depressiva. Soprattutto tra i moderati e i riformisti, ma anche in larghe fette del Pd, prevale lo scoramento. Altro che armata che marcia fiera, motivata e compatta, per sfrattare Giorgia Meloni da palazzo Chigi il prossimo anno. E pensare che anche l’ultima Supermedia Youtrend dà saldamente in testa il fronte progressista. Quasi tre punti di distacco sul centrodestra, azzoppato dall'ascesa del generale Roberto Vannacci. Lo spettacolo andato in scena nelle ultime settimane ha però cancellato ogni entusiasmo. Giuseppe Conte che fa la guerra a Elly Schlein sul riarmo e poi rompe anzitempo ogni mediazione sul programma, annunciando che saranno le primarie a stabilire la linea del campo largo in politica estera con..

Gerenza

Buttanissima Sicilia quotidiano online è una testata regolarmente registrata. Registro generale n. 223.
Registro della Stampa n.5 del 24/01/2018 presso il Tribunale di Palermo

Editore: Salt & Pepper S.r.l. Tel +39 091 7302626 P.IVA: 05126120822

Direttore responsabile Giuseppe Sottile

Change privacy settings

Cookie Policy

Contatti

+39 091 7302626
www.buttanissima.it
Via Francesco Scaduto, 2/D – Palermo
Questo sito è associato alla
badge_FED