Salvate Palermo
ma non tutti
i suoi abitanti
di Totò Rizzo per Il Foglio
Suolo pubblico. Discreta ma decisa la signora mi chiama e mi fa: “Deve farmi un favore, qui lei non ci deve posteggiare più”. “Certo, la strada è un po’ stretta”, rifletto. “No, non tanto perché la strada è stretta e le macchine mi sfilano davanti la persiana ma perché io qui davanti ci devo stendere la biancheria”. D’altronde si chiama suolo pubblico, altrimenti pubblico non si chiamerebbe. E poi ’u gazebo abusivo dello street food sì e ’u stendino ra signura no? Psss psss. “Psss psss”, mi chiama il signore dal balcone del suo primo piano mentre passeggio col cane. Alzo lo sguardo e lui mi fa di no con il ditino della manina come a dire “portalo a fare pipì lontano da qui”. “Non si preoccupi”, lo tranquillizzo allontanando..