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Come combatto il dissesto

Parla Toto Cordaro, assessore all'Ambiente. "Tutela e pianificazione. La mia rivoluzione con Musumeci"

Sprechi, debiti e capricci

Le nuove divise degli uscieri costeranno un milione. Il regalo al Giro d'Italia e la costosa nostalgia fascista

Sanità, non passa lo straniero

Bocciate le norme sul Cefpas e sull'assunzione dei medici per le cure palliative. Stralciata la norma sulla Seus a trazione lombarda

La festa del perdono
al circolo Patricolo

Le anime belle del circolo Patricolo – dal nome dell’alto funzionario di terza fascia che spartisce dieci milioni della Regione a siti web e giornali – continuano a vedere nel bullo un’intelligenza capace di incidere nel destino della Sicilia. E gli perdonano tutto: le frequentazioni con avventurieri di livello internazionale, da Pinerolo al Lussemburgo; le scempiaggini su un bilancio la cui rappresentazione all’Ars dura da un anno; i funambolismi sul disavanzo e sulla tiritera dei “collegati” che ormai, secondo Antonello Cracolici del Pd, sono degne di Netflix: viaggiano e si sfracellano a puntate. Nessuno che dica la verità: che questo personaggio, mal sopportato e impallinato sistematicamente in aula da quasi metà della maggioranza, è la causa principale della paralisi nella quale si è impaludata la Sicilia. E Musumeci? Disperso tra..

Altra guerra fra Miccichè e La 7

Il presidente dell'Ars denuncia sui social: "Mi hanno inseguito sin dentro casa. Mi hanno teso un agguato". E ripercorre i rapporti con Giletti

Un deserto chiamato Sicilia

All'Ars si impantana la norma per stabilizzare gli Asu. La crisi nera di Blutec. I 1.600 esuberi di Almaviva, per ora, evitano il licenziamento

Il bullo, il governatore
e “Blowing in the wind”

"Quante strade deve percorrere un uomo prima che tu possa chiamarlo uomo?". E’ il primo verso di una canzone struggente e intramontabile scritta da Bob Dylan. Si intitolava Blowing in the wind e mi è venuta in mente mentre pensavo alle miserie che in questi giorni affliggono i due palazzi del potere siciliano: quello del governo e quello dell’assemblea regionale. Mi chiedevo: quante sputacchiate e quante irrisioni deve ancora ricevere il bullo di Palazzo d’Orleans prima che avverta un sussulto di dignità e rassegni le dimissioni? Quante batoste e quanti sospetti devono ancora piovere sul capo di questo camaleonte della politica prima che qualcuno gli dica: sei un farfallone e nulla più? Quanti imbrogli e quanti magheggi dovranno ancora venire a galla prima che il governatore dell’onestà-tà-tà abbassi il sipario..

Che Dio ci conservi la normalità

Salvini senza potere, Conte con Landini. Non c’è Metternich né l’assolutismo, ma in azione c’è il frutto della volontà generale

I segreti del grande scandalo

Doveva sorvegliare la società di Bigotti, quella dei 110 milioni. "Perché fui silurato a Riscossione Sicilia"

Gerenza

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