Si chiude il lungo
regno di Orlando.
Senza rimpianti
"Dove sono le mie legioni?”. Per trentotto anni ha dominato la Palermo “regia e conventuale” con l’alterigia dell’uomo mandato dalla provvidenza per redimerla da tutti i peccati, per liberarla dai boss e dai picciotti di Cosa nostra, per purificare ogni vicolo del centro storico e ogni angolo di periferia. Ma ieri, quando ha lasciato Palazzo delle Aquile per fare posto al nuovo sindaco della città, sembrava stordito e smarrito come l’imperatore Augusto dopo la disfatta di Publio Quintilio Varo nella foresta di Teutoburgo: “Varo, ridammi le mie legioni”. Per trentotto anni ha governato nel nome dell’antimafia e ha incipriato il suo potere con slogan, beceri e ribaldi: “Il sospetto è l’anticamera della verità”, predicava in giro per le chiese dei gesuiti e per le aule dei tribunali. E se qualcuno..