Luciana Amato

Privat, una continua
istigazione ad amare

C'è il mare dei Caraibi nella musica di Gregory Privat, con il suo moto impetuoso e incessante, con la sua brezza delicata e salmastra. Ci sono gli improvvisi scrosci di pioggia e il vento, l’aliseo, che sferza e percuote la terra. Ci sono i profumi speziati e i colori della sua Martinica, isola aspra e lussureggiante. C’è il giallo del sole, rabbioso e rovente. E c’è l’immenso e sconfinato azzurro del cielo, con la luce e la porpora di tramonti ruggenti, con il rosso ruvido di passioni che nessuno riesce a spegnere. E’ come un vaso di Pandora la musica di questo artista francese-martinicano, che arriva dalle Antille. Se lo scoperchi viene fuori tutto ciò che lo abita, ogni battito e ogni sussulto del suo cuore. “Rivelazione jazz dell’anno” nel..

Al Brass con una musica
fatta di lava e di miele

Quando il mare bianco della musica mediterranea si riversa nel jazz il risultato non può che essere superbo. Una voce calda e raffinata, insieme a una musicalità forte e palpitante, ha avvolto sabato sera il Real Teatro Santa Cecilia, in occasione del concerto, in esclusiva nazionale, di Monica Molina Tejedor. Una figlia d’arte: suo padre era Antonio Molina, cantante di grande successo e di intense passioni. Le canzoni di Monica, profondamente influenzate dal fado portoghese e tratte in gran parte dal suo ultimo album “Mar blanca”, parlano di sentimenti e di emozioni; raccontano tormenti e consolazioni, narrano armonie di terre lontane. Gli strumenti che l’ hanno accompagnata durante lo spettacolo – dal contrabasso dello spagnolo Antonio Cuenca, suo direttore musicale, al pianoforte di uno straordinario Riccardo Randisi; dal violino di..

Milici, un’armonica
tra il cuore e l’anima

Si può migliorare la perfezione? Difficilmente. Lo spettacolo a cui ha assistito sabato sera un pubblico numeroso e appassionato è stato, in effetti, uno straordinario esercizio di stile e di perfezione, che nulla ha da migliorare. La location era, ancora una volta, il Real Teatro Santa Cecilia e il musicista era Giuseppe Milici, nel suo tributo al belga Jean Baptiste Toots Thielemans, uno dei più apprezzati armonicisti jazz di tutti i tempi, che fortemente lo ha ispirato nella sua lunga e brillante carriera. Un crescendo di emozioni quello suscitato da Milici, nell’esecuzione di brani considerati capolavori del jazz, ma anche di classici della musica leggera o di temi cinematografici, colonna sonora di un viaggio nelle sconfinate praterie della musica. Ascoltare Milici è come intraprendere un percorso all’interno di una musicalità..

Jazz and the city
Palermo è al top

Esiste una musica che sin dalle prime note ti artiglia e ti trascina in alto, nei cieli immensi e sconfinati delle armonie. Ed esistono luoghi a Palermo in cui questa musica ti avvolge e ti immerge in un’atmosfera di sogno. Di preziosa favola: così l’avrebbe definita un poeta elegante come Lucio Piccolo. Questa musica è il jazz che, nato a New Orleans agli inizi del ventesimo secolo, ha come principali elementi il ritmo e l’improvvisazione; e che, evolvendosi in una grande varietà di stili, è entrato dopo gli anni Settanta in una categoria dello spirito meglio conosciuta come musica colta. Un fiore sbocciato lentamente a Palermo, ma che in poco tempo è riuscito a catturare un pubblico sempre più vasto ed eterogeneo. Un pubblico appassionato. Che sera dopo sera non..

Katie e l’insostenibile
leggerezza del jazz

Maxence Fermine, scrittore francese, dice che “suonare il jazz è come raccontare una storia. Una volta finito il pezzo, deve restare solo la felicità”. E’ quello che è accaduto a chi sabato sera si è recato al Real Teatro Santa Cecilia di Palermo e si è ritrovato immerso nella elegante e vellutata atmosfera creata dalla musica e dalla voce calda e sofisticata di Katie Thiroux. Cantante trascinante e magnetica, compositrice e musicista di forte personalità, la jazzista californiana ha saputo regalare – in esclusiva nazionale per il Brass Group – un impeccabile accordo tra musica e voce, stabilendo sin dalle prime note un rapporto di intesa e di complicità con il numeroso pubblico del teatro e lasciando, a conclusione del suo tour europeo, una gradevole sensazione di leggerezza e di..

Il discorso amoroso
di un concerto jazz

Poteva succedere solo lì, in quel teatro dell’anima che è il Santa Cecilia, di ascoltare un concerto e vivere all’un tempo due  conversazioni amorose: una tra il musicista e il suo pianoforte; l’altra tra il pianista e il suo pubblico. E’ successo giovedì sera quando – per la rassegna “Play piano play”, inventata dal Brass Group per dare spazio ai solisti – è salito sul palco Mario Bellavista, noto penalista palermitano ma anche compositore e jazzista di livello internazionale. Era veramente inutile chiedersi se il pubblico si trovava in quel momento di fronte a un avvocato prestato al mondo della musica o a un raffinato pianista solo per caso caduto nelle maglie aspre e farraginose della giurisprudenza. Quale che fosse la risposta è bastato ascoltare le prime note di “Solo”,..

Quel soave delirio
che nasce dal jazz

Chi, per curiosità o per passione, è andato venerdì sera al Brass di Santa Maria dello Spasimo per assistere a “Just the 2 of us” si è ritrovato immerso in un’atmosfera morbida e avvolgente. Ha ascoltato brani che evocavano una musicalità tenue, raffinata ed elegante, come “Clear” o “Winter Sky”; ma anche brani inediti che, a dispetto dei titoli ispidi o anche ruvidi, come “Cactus” o “Il traditore”, hanno deliziato il pubblico con una musicalità più sensuale, più ritmata, più impetuosa; capace di liberare fantasie e passioni. E’ stata una serata magica, calda e partecipata quella di venerdì al Brass. Un pubblico straordinario ha fatto da cornice a quattro maestri palermitani del jazz – Vito Giordano alla tromba, Fabio Lannino al contrabbasso, Diego Spitaleri al pianoforte e il giovanissimo Francesco..