Luciana Amato

Il corpo della musica
è qui, in queste foto

Elliott Erwitt, fotografo francese, sosteneva che fosse fondamentale scattare una foto in modo che poi non ci fosse bisogno di spiegarla con le parole. Quando una foto riesce, quando è fatta bene, diventa, infatti, quasi magica e irrazionale e prescinde dalla volontà o dal desiderio cosciente del fotografo; riuscendo a combinare realtà e meraviglia, o addirittura a far emergere la bellezza dalla verità. Certamente, un buono scatto non può tralasciare l’attenta osservazione, la fortuna, la capacità di riuscire a cogliere l’attimo, l’essere nel posto giusto al momento giusto; ma l’occhio del fotografo rimane sempre fondamentale e decisivo. La fotografia è sicuramente una forma d’arte, come la pittura, il teatro, il cinema, la danza, la poesia, la scultura. O la musica. E tra tutte le forme d’arte è certamente quella la..

Una grande Palermo
di stelle e di jazz

Mai tante stelle del jazz a Palermo come quest’anno. Divenuta in pochissimi anni crocevia di un mondo dinamico e stimolante, fatto di arte, musica, teatro, fotografia, la nostra splendida città ospiterà prossimamente artisti del panorama jazz nazionale e internazionale, che si incontreranno in una felicissima Palermo, divenuta in breve tempo capitale europea della musica, di una musica libera e senza confini. Succederà in due storiche location. Alla Galleria d’Arte Moderna, che in questo periodo ospita la mostra di uno dei più grandi fotografi del nostro tempo, il maestro siciliano Ferdinando Scianna, e al Real Teatro Santa Cecilia, sede del Brass Group, che negli anni ha accolto artisti provenienti da ogni parte del mondo, giganti della musica quali Frank Sinatra, Natalie Cole o Diane Schurr. Si inizierà il 24 Luglio, nel..

L’altra metà del jazz
che brilla in Sicilia

Madame de Stael sosteneva che l’intero ordine sociale riesce sempre a schierarsi contro una donna che aspiri a raggiungere la reputazione di un uomo. Così è stato, certamente, per le straordinarie e indimenticabili donne del jazz internazionale. Basti pensare a Billie Holiday, Ella Fitzgerald, Sarah Vaughan, Peggy Lee, Nina Simone, fino a Natalie Cole, Dee Dee Bridgewater o Diana Krall: tutte donne che hanno faticato a liberarsi di stereotipi, come quello della subordinazione femminile, nonostante il jazz sia una musica basata sulla libertà. Al punto che una ventina di anni fa si è parlato di “jazz women’s lib”, una vera e propria rivoluzione che ha contribuito a cambiare la percezione del jazz e delle sue interpreti. E così è stato per il jazz siciliano. In nessun altro luogo come in..

Una sophisticated lady
in concerto al Brass

"Less is more" recita una massima di Mies van der Rohe, grande architetto e designer tedesco. E Alessandra Mirabella venerdì sera deve aver fatto sue queste parole. Perfetta padrona di quella immaginaria casa della musica che è il Blue Brass di Santa Maria dello Spasimo, ha intrattenuto la platea con un concerto molto appassionato, una fantastica conversazione fatta di toni appena sussurrati e mai eccessivi, di sonorità intense ed eleganti; si è abbandonata alle note del jazz, dello swing e della bossa nova con una performance raffinata, di grande seduzione e gradevolezza. Un pubblico particolarmente attento ha assaporato ogni istante di una esibizione il cui tema dominante era l’amore, declinato in tutte le sue croci e le sue delizie; e si è anche lasciato inebriare dalla sensualità di una voce..

Un’orchestra jazz
di preziosa favola

Il filosofo cinese Confucio sosteneva che la musica produce un tipo di piacere di cui la natura umana non può fare a meno. Elencava le emozioni che quei toni e quei timbri riescono a suscitare nell’animo della gente e spiegava perché suonare uno strumento è un esercizio divertente: procura molti benefici al cuore e alla mente, coinvolge i sensi e invita costantemente a tenere alto e piacevole il ritmo della vita. Divertimento e passione. Sono gli stessi sentimenti che, certamente, si respiravano sabato sera al Real Teatro Santa Cecilia in occasione del debutto della Brass Youth Jazz Orchestra, un ensemble di cui fanno parte giovani talenti tra i quindici e i ventisette anni provenienti da ogni parte della Sicilia; un progetto fortemente voluto dalla Fondazione The Brass Group. Il concerto,..

Privat, una continua
istigazione ad amare

C'è il mare dei Caraibi nella musica di Gregory Privat, con il suo moto impetuoso e incessante, con la sua brezza delicata e salmastra. Ci sono gli improvvisi scrosci di pioggia e il vento, l’aliseo, che sferza e percuote la terra. Ci sono i profumi speziati e i colori della sua Martinica, isola aspra e lussureggiante. C’è il giallo del sole, rabbioso e rovente. E c’è l’immenso e sconfinato azzurro del cielo, con la luce e la porpora di tramonti ruggenti, con il rosso ruvido di passioni che nessuno riesce a spegnere. E’ come un vaso di Pandora la musica di questo artista francese-martinicano, che arriva dalle Antille. Se lo scoperchi viene fuori tutto ciò che lo abita, ogni battito e ogni sussulto del suo cuore. “Rivelazione jazz dell’anno” nel..

Al Brass con una musica
fatta di lava e di miele

Quando il mare bianco della musica mediterranea si riversa nel jazz il risultato non può che essere superbo. Una voce calda e raffinata, insieme a una musicalità forte e palpitante, ha avvolto sabato sera il Real Teatro Santa Cecilia, in occasione del concerto, in esclusiva nazionale, di Monica Molina Tejedor. Una figlia d’arte: suo padre era Antonio Molina, cantante di grande successo e di intense passioni. Le canzoni di Monica, profondamente influenzate dal fado portoghese e tratte in gran parte dal suo ultimo album “Mar blanca”, parlano di sentimenti e di emozioni; raccontano tormenti e consolazioni, narrano armonie di terre lontane. Gli strumenti che l’ hanno accompagnata durante lo spettacolo – dal contrabasso dello spagnolo Antonio Cuenca, suo direttore musicale, al pianoforte di uno straordinario Riccardo Randisi; dal violino di..

Milici, un’armonica
tra il cuore e l’anima

Si può migliorare la perfezione? Difficilmente. Lo spettacolo a cui ha assistito sabato sera un pubblico numeroso e appassionato è stato, in effetti, uno straordinario esercizio di stile e di perfezione, che nulla ha da migliorare. La location era, ancora una volta, il Real Teatro Santa Cecilia e il musicista era Giuseppe Milici, nel suo tributo al belga Jean Baptiste Toots Thielemans, uno dei più apprezzati armonicisti jazz di tutti i tempi, che fortemente lo ha ispirato nella sua lunga e brillante carriera. Un crescendo di emozioni quello suscitato da Milici, nell’esecuzione di brani considerati capolavori del jazz, ma anche di classici della musica leggera o di temi cinematografici, colonna sonora di un viaggio nelle sconfinate praterie della musica. Ascoltare Milici è come intraprendere un percorso all’interno di una musicalità..

Jazz and the city
Palermo è al top

Esiste una musica che sin dalle prime note ti artiglia e ti trascina in alto, nei cieli immensi e sconfinati delle armonie. Ed esistono luoghi a Palermo in cui questa musica ti avvolge e ti immerge in un’atmosfera di sogno. Di preziosa favola: così l’avrebbe definita un poeta elegante come Lucio Piccolo. Questa musica è il jazz che, nato a New Orleans agli inizi del ventesimo secolo, ha come principali elementi il ritmo e l’improvvisazione; e che, evolvendosi in una grande varietà di stili, è entrato dopo gli anni Settanta in una categoria dello spirito meglio conosciuta come musica colta. Un fiore sbocciato lentamente a Palermo, ma che in poco tempo è riuscito a catturare un pubblico sempre più vasto ed eterogeneo. Un pubblico appassionato. Che sera dopo sera non..