Luciana Amato

Una sophisticated lady
in concerto al Brass

"Less is more" recita una massima di Mies van der Rohe, grande architetto e designer tedesco. E Alessandra Mirabella venerdì sera deve aver fatto sue queste parole. Perfetta padrona di quella immaginaria casa della musica che è il Blue Brass di Santa Maria dello Spasimo, ha intrattenuto la platea con un concerto molto appassionato, una fantastica conversazione fatta di toni appena sussurrati e mai eccessivi, di sonorità intense ed eleganti; si è abbandonata alle note del jazz, dello swing e della bossa nova con una performance raffinata, di grande seduzione e gradevolezza. Un pubblico particolarmente attento ha assaporato ogni istante di una esibizione il cui tema dominante era l’amore, declinato in tutte le sue croci e le sue delizie; e si è anche lasciato inebriare dalla sensualità di una voce..

Un’orchestra jazz
di preziosa favola

Il filosofo cinese Confucio sosteneva che la musica produce un tipo di piacere di cui la natura umana non può fare a meno. Elencava le emozioni che quei toni e quei timbri riescono a suscitare nell’animo della gente e spiegava perché suonare uno strumento è un esercizio divertente: procura molti benefici al cuore e alla mente, coinvolge i sensi e invita costantemente a tenere alto e piacevole il ritmo della vita. Divertimento e passione. Sono gli stessi sentimenti che, certamente, si respiravano sabato sera al Real Teatro Santa Cecilia in occasione del debutto della Brass Youth Jazz Orchestra, un ensemble di cui fanno parte giovani talenti tra i quindici e i ventisette anni provenienti da ogni parte della Sicilia; un progetto fortemente voluto dalla Fondazione The Brass Group. Il concerto,..

Privat, una continua
istigazione ad amare

C'è il mare dei Caraibi nella musica di Gregory Privat, con il suo moto impetuoso e incessante, con la sua brezza delicata e salmastra. Ci sono gli improvvisi scrosci di pioggia e il vento, l’aliseo, che sferza e percuote la terra. Ci sono i profumi speziati e i colori della sua Martinica, isola aspra e lussureggiante. C’è il giallo del sole, rabbioso e rovente. E c’è l’immenso e sconfinato azzurro del cielo, con la luce e la porpora di tramonti ruggenti, con il rosso ruvido di passioni che nessuno riesce a spegnere. E’ come un vaso di Pandora la musica di questo artista francese-martinicano, che arriva dalle Antille. Se lo scoperchi viene fuori tutto ciò che lo abita, ogni battito e ogni sussulto del suo cuore. “Rivelazione jazz dell’anno” nel..

Al Brass con una musica
fatta di lava e di miele

Quando il mare bianco della musica mediterranea si riversa nel jazz il risultato non può che essere superbo. Una voce calda e raffinata, insieme a una musicalità forte e palpitante, ha avvolto sabato sera il Real Teatro Santa Cecilia, in occasione del concerto, in esclusiva nazionale, di Monica Molina Tejedor. Una figlia d’arte: suo padre era Antonio Molina, cantante di grande successo e di intense passioni. Le canzoni di Monica, profondamente influenzate dal fado portoghese e tratte in gran parte dal suo ultimo album “Mar blanca”, parlano di sentimenti e di emozioni; raccontano tormenti e consolazioni, narrano armonie di terre lontane. Gli strumenti che l’ hanno accompagnata durante lo spettacolo – dal contrabasso dello spagnolo Antonio Cuenca, suo direttore musicale, al pianoforte di uno straordinario Riccardo Randisi; dal violino di..

Milici, un’armonica
tra il cuore e l’anima

Si può migliorare la perfezione? Difficilmente. Lo spettacolo a cui ha assistito sabato sera un pubblico numeroso e appassionato è stato, in effetti, uno straordinario esercizio di stile e di perfezione, che nulla ha da migliorare. La location era, ancora una volta, il Real Teatro Santa Cecilia e il musicista era Giuseppe Milici, nel suo tributo al belga Jean Baptiste Toots Thielemans, uno dei più apprezzati armonicisti jazz di tutti i tempi, che fortemente lo ha ispirato nella sua lunga e brillante carriera. Un crescendo di emozioni quello suscitato da Milici, nell’esecuzione di brani considerati capolavori del jazz, ma anche di classici della musica leggera o di temi cinematografici, colonna sonora di un viaggio nelle sconfinate praterie della musica. Ascoltare Milici è come intraprendere un percorso all’interno di una musicalità..

Jazz and the city
Palermo è al top

Esiste una musica che sin dalle prime note ti artiglia e ti trascina in alto, nei cieli immensi e sconfinati delle armonie. Ed esistono luoghi a Palermo in cui questa musica ti avvolge e ti immerge in un’atmosfera di sogno. Di preziosa favola: così l’avrebbe definita un poeta elegante come Lucio Piccolo. Questa musica è il jazz che, nato a New Orleans agli inizi del ventesimo secolo, ha come principali elementi il ritmo e l’improvvisazione; e che, evolvendosi in una grande varietà di stili, è entrato dopo gli anni Settanta in una categoria dello spirito meglio conosciuta come musica colta. Un fiore sbocciato lentamente a Palermo, ma che in poco tempo è riuscito a catturare un pubblico sempre più vasto ed eterogeneo. Un pubblico appassionato. Che sera dopo sera non..

Katie e l’insostenibile
leggerezza del jazz

Maxence Fermine, scrittore francese, dice che “suonare il jazz è come raccontare una storia. Una volta finito il pezzo, deve restare solo la felicità”. E’ quello che è accaduto a chi sabato sera si è recato al Real Teatro Santa Cecilia di Palermo e si è ritrovato immerso nella elegante e vellutata atmosfera creata dalla musica e dalla voce calda e sofisticata di Katie Thiroux. Cantante trascinante e magnetica, compositrice e musicista di forte personalità, la jazzista californiana ha saputo regalare – in esclusiva nazionale per il Brass Group – un impeccabile accordo tra musica e voce, stabilendo sin dalle prime note un rapporto di intesa e di complicità con il numeroso pubblico del teatro e lasciando, a conclusione del suo tour europeo, una gradevole sensazione di leggerezza e di..

Il discorso amoroso
di un concerto jazz

Poteva succedere solo lì, in quel teatro dell’anima che è il Santa Cecilia, di ascoltare un concerto e vivere all’un tempo due  conversazioni amorose: una tra il musicista e il suo pianoforte; l’altra tra il pianista e il suo pubblico. E’ successo giovedì sera quando – per la rassegna “Play piano play”, inventata dal Brass Group per dare spazio ai solisti – è salito sul palco Mario Bellavista, noto penalista palermitano ma anche compositore e jazzista di livello internazionale. Era veramente inutile chiedersi se il pubblico si trovava in quel momento di fronte a un avvocato prestato al mondo della musica o a un raffinato pianista solo per caso caduto nelle maglie aspre e farraginose della giurisprudenza. Quale che fosse la risposta è bastato ascoltare le prime note di “Solo”,..

Quel soave delirio
che nasce dal jazz

Chi, per curiosità o per passione, è andato venerdì sera al Brass di Santa Maria dello Spasimo per assistere a “Just the 2 of us” si è ritrovato immerso in un’atmosfera morbida e avvolgente. Ha ascoltato brani che evocavano una musicalità tenue, raffinata ed elegante, come “Clear” o “Winter Sky”; ma anche brani inediti che, a dispetto dei titoli ispidi o anche ruvidi, come “Cactus” o “Il traditore”, hanno deliziato il pubblico con una musicalità più sensuale, più ritmata, più impetuosa; capace di liberare fantasie e passioni. E’ stata una serata magica, calda e partecipata quella di venerdì al Brass. Un pubblico straordinario ha fatto da cornice a quattro maestri palermitani del jazz – Vito Giordano alla tromba, Fabio Lannino al contrabbasso, Diego Spitaleri al pianoforte e il giovanissimo Francesco..