Sezioni Tematiche

Guai ai vinti. “Perché noi patrioti non accettiamo lezioni”

Se dovessi scegliere una frase per identificare il governo Meloni in tutte le sue sfaccettature, la frase sarebbe: non accettiamo lezioni da… E dopo i puntini ci mettete chi volete: la Francia, il Canada, Putin, una Ong qualunque, un civilissimo stato del Nord Europa o un attore di Hollywood, o una rockstar, o un graffitaro, o un'Ilaria Cucchi di questi, insomma una qualunque entità civile o una qualunque persona senziente e in piena facoltà di intendere e di volere. L’avrete sentita mille volte questa frase da parte della Meloni, di Salvini, di Piantedosi e di altri comprimari: non accettiamo lezioni da… A parte la ridicolaggine della questione – uno, soprattutto istituzionalmente, ha diritto di dire quello che gli pare assumendosene la responsabilità e l’altro ha lo stesso diritto di rispondere..

Rivoluzionaria? No, Elly è una
magnifica anguilla democristiana

lla, anzi Elly, a volte parla come Nichi Vendola, quello dell’omonima rubrica satirica “Nichi ma che stai a di’?”, ma poi sempre si comporta come Nicola Zingaretti ed Enrico Letta. Sicché ogni qual volta qualcuno come Enrico Borghi o Carlo Cottarelli ha lasciato il Pd accusandola di “eccessivo radicalismo” o addirittura di estremismo, siamo stati noi a essere avvolti da un estremo stupore. E infatti siamo convinti che ella, ovvero Elly, cioè Schlein, faccia politica travestita da paracadutista, ma che alla fine si lanci sempre dal pianterreno. Prendiamo spunto adesso dal lungo colloquio pubblicato ieri da Repubblica, bontà sua. Tra le domande alle quali sostanzialmente la segretaria del Pd non ha risposto, o quelle alle quali ha risposto con la voce di Letta o quelle che lei infine non ha..

Il Palermo si regala un’ultima figuraccia: addio ai playoff

Una mesta uscita ta i fischi dei 32 mila del Barbera ha accompagnato l'ultima partita stagionale del Palermo, che pareggia 2-2 col Brescia (dopo aver dominato il primo tempo) e fallisce l'appuntamento coi playoff. L'ultima posizione utile è appannaggio della Reggina, che supera l'Ascoli e sorpassa in classifica i rosanero di Corini. Il Palermo sembrava aver messo la vittoria al sicuro nel corso della prima frazione di gioco, grazie alle reti di Brunori e Tutino. Ma nella ripresa, in appena tre minuti, subiva la rimonta ospite che si concretizzava fra il 54' e il 57' con le marcature di Rodriguez e Aye. A nulla serviva l'ultima mezz'ora di forcing. Si chiude in anticipo, senza nemmeno la coda di uno spareggio, la stagione rosanero. Tra i fischi del pubblico alla squadra,..

Un omicidio annunciato. Così Renzi
passa sul corpo di Carlo Calenda

"Renzi è come lo scorpione con la rana, deve ammazzare per forza qualcuno per sentirsi bene". Mariastella Gelmini, esponente di spicco di Azione, ricorre alla favola di Esopo per provare a spiegare la deflagrazione del Terzo Polo. Meglio: la caccia spietata, senza esclusioni di colpi, di Matteo Renzi a Carlo Calenda. Un vero e proprio omicidio pianificato e ora vicino all'epilogo. Roba da horror crime americano. Eppure, la scorsa estate, la strana coppia che prometteva urbi et orbi che non avrebbe litigato mai, che sarebbe andata d'accordo come due sposini in luna di miele, aveva annunciato l'unione tra Italia viva e Azione con interni mirabolanti. “Prenderemo non meno del 15%, Risulteremo decisivi”, azzardava Calenda. “Grazie alla nostra affermazione nessuno vincerà e riporteremo Draghi a palazzo Chigi”, rincarava Renzi. È finita..

La Schlein dice di aver vinto
Scene da una conferenza irreale

i siede al tavolino davanti ai microfoni, fa un commento sulle elezioni di dodici minuti e quindici secondi, dice all’incirca di avere vinto, poi si volta verso sinistra e lascia intendere che da ora in poi risponderà il tizio pelato che le sta seduto accanto, tale Davide Baruffi. Se ci sono domande, fatele a lui. I giornalisti lo guardano come si guarda un piatto di minestra fredda. Al che, a un certo punto, dal fondo della sala un cronista si rivolge all’anonimo pelato: “Scusi, può chiedere alla segretaria se farà i comizi con Conte?”. È iniziata così, ieri, con una nota di commedia, la seconda conferenza stampa di Elly Schlein da quando è leader del Pd. Considerato il contenuto del prologo alla conferenza stampa, anzi della breve prolusione, forse ben..

Così esulta a Rai Sicilia un poeta del calcio senza freni

Caro direttore, sono sempre il suo Candido, aspirante giornalista neppure di serie C. A me lo sport piace e punto ad essere promosso come il Messina che ce l’ha fatta dopo una “partita al cardiopalmo”, come si dice. La vittoria del Messina è la vittoria di tutti noi che aspiriamo nel mentre che respiriamo. A lei che è giornalista sperto, con cinquant’anni certificati di mestiere, vorrei chiedere se la poesia va bene per descrivere le emozioni che solo il calcio sa dare e come funzionano i passaggi nelle redazioni prima di far nascere il pezzo, con tutti i caposala che ci sono soprattutto alla Rai, soprattutto in Sicilia con un vicedirettore proveniente dallo sport di stanza a Palermo e in procinto di promozione con approdo nei lidi romani. Molto mi..

Sgarbi, il cacciatore di poltrone
“Io incompatibile? Me ne fotto”

In una sola giornata, Vittorio Sgarbi, ha racimolato altri due incarichi. Sindaco di Arpino, comune del frusinate noto per aver dato i natali a Cicerone. E consigliere comunale a Latina. “La vittoria? Me l'aspettavo. Anzi, non capisco chi ha votato gli altri candidati”, il lapidario commento del critico d'arte, polemista tv, politico e, soprattutto, collezionista di poltrone. Undici quelle su cui siede in contemporanea. Un record assoluto. Sgarbi è infatti dal 2019 anche prosindaco di Urbino, dall'anno scorso assessore alla Bellezza del Comune di Viterbo e da ottobre sottosegretario alla Cultura del governo di Giorgia Meloni. “A quello non si può dire di no, sennò ti scatena l'inferno”, confidò la premier. Continua sull'Huffington Post

La destra occupa la Rai? Così Salvini allontana il sospetto

Oggi come oggi conosciamo solamente un genio, ed è un genio della sintesi: si chiama Matteo Salvini. Quello che quando Fabio Fazio annuncia l’addio alla Rai twitta: “Belli ciao” e manda un bacione. L’uomo è fatto così. Rifugge da dichiarazioni e atti precipitosi e non meditati. Ci pensa e ci ripensa. Due, tre anche dieci volte; ma al momento giusto sgrana un rosario, citofona o twitta. Ed è inesorabile. Un cecchino. Il Pd in crisi di idee e di identità imputa al governo un’arroganza d’altri tempi? I giornali d’opposizione tentano di scorgere nelle iniziative del centrodestra un on ne sait quoi di minacciosamente staraciano nelle nomine alla Rai? Ebbene, quale mossa migliore, geniale appunto, poteva fare un vicepremier se non quella di intestarsi l’uscita di Fazio dalla Rai, con quel..

Conte teme la bomba atomica
Ma anche di restare senza tg

Dallo spettro di Hiroshima al salotto di viale Mazzini, dall’occupazione dell’Ucraina a quella della Rai. Se tutto il mondo è paese, Giuseppe Conte potrebbe fregiarsi della fascia tricolore nell’eterno gioco di chi con la mano destra lancia accuse incendiarie al potere di turno e con la sinistra tratta per uno strapuntino. Sull’Ucraina “rischiamo l’atomica”, sulla Rai “fuori i partiti”, tuona l’avvocato del Movimento 5 stelle sulle colonne della Stampa, proponendo “gli stati generali della tv per riformarla”. Insomma fuori ma dentro, il governo sarà pure bellicista ma i 5 stelle sul servizio pubblico non lo sono affatto, gli strali e le urla sugli appetiti insaziabili della politica si diluiscono nella necessità di avere qualcosa purchessia, perché è la televisione bellezza, ed è meglio tenerci un piede dentro. Quanto sono lontani..

Oggi sposi ai quattro Canti. Perché lì tutto è una friggitoria

La pensata è stata geniale. In qualsiasi altro posto, il rinfresco sarebbe costato e poi un luogo così dove lo trovavano? Nel “Teatro del Sole”, accanto a una delle quattro fontane, si poteva mettere un banchetto e lì offrire la torta, brindare e prendere il caffè con gli amici invitati al matrimonio, al tramonto di una giornata primaverile, con un clima particolarmente gradevole. Per qualche ora, del resto, una postazione in più tra le tante che da lì si dipartono verso il Teatro Massimo, occupando quasi per intero la strada, che a passarci devi fare a gomitate, non impattava per nulla. Lì, in via Maqueda, si ingurgita cibo di strada o, con più eleganza, street food. Lungo di essa, a poco prezzo, si consumano le prelibatezze della tradizione di una..

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