Sezioni Tematiche

Macron piegato dalle proteste
Le Pen sente profumo d’Eliseo

L’affaire del 49.3, messo a difesa della riforma delle pensioni, ha concentrato l’attenzione sul governo Macron-Borne e sulla capacità del presidente Emmanuel Macron di affrontare l’attuale fase critica e conflittuale, che potrebbe aprire ad un prosieguo assai impervio dei prossimi quattro anni del quinquennato. L’attenzione, in questo frangente, si è posata anche sulla mobilitazione delle opposizioni e sulla loro capacità di bloccare, ma non di offrire proposte alternative, nel contesto dell’alta polarizzazione del sistema partitico francese. Continua su Huffington Post

Così il fattore Mediaset cambia la linea di Forza Italia

Per restare l’imprenditore Berlusconi, si trucca ora da Cavalier Meloni. E’ Giorgia Meloni l’ultimo cosmetico di Berlusconi. E dicono infatti che sia per amore di Marina, Pier Silvio e degli altri figli, per avere la pubblicità delle partecipate di stato, che Berlusconi si sia ancora una volta affidato alle cure dei suoi visagisti di fiducia, Gianni Letta e Luigi Bisignani, la vecchia “ditta”, dopobarba e nomine, “Gianni e Gigi, da quarant’anni insieme”. A Vittorio Sgarbi ha confidato: “Alle prossime elezioni avrò novant’anni” e aggiunto: “Non potrò essere io il leader di Forza Italia e Forza Italia non potrà più chiamarsi Forza Italia”. A giorni alterni pensa che serva “il partito unico” e il giorno dopo immagina il Partito repubblicano. Forza Italia si è trasformata in Forza Meloni e per gli..

Salvini sulle nomine conta zero
Così nasce il dispetto alla Meloni

Quando Giorgia Meloni prende la parola nell’aula della Camera per replicare nel dibattito sul prossimo Consiglio europeo, l’unico ministro in quota Lega al suo fianco è Giuseppe Valditara. È arrivato poco prima, a un’ora dall’inizio della discussione, un po’ trafelato. Solo dopo lo raggiungeranno Roberto Calderoli e Alessandra Locatelli. Matteo Salvini è al ministero, la sua mattina passa in un profluvio di comunicati su incontri e riunioni, quasi a rendere evidente a tutti la sua impossibilità di essere presente. Continua sull'Huffington Post

Usi la testa più della pancia: così la Meloni può svoltare

Una stramba polemica ha coinvolto la presidente del Consiglio ed alcuni esponenti della sinistra. A Fratoianni non è piaciuta una citazione di Ernest Renan sulla Nazione, un “plebiscito che si rinnova ogni giorno”, sostenendo che lo scrittore e storico francese del XIX secolo è stato un “teorico del razzismo”. Corrado Augias ha invitato la presidente del Consiglio a non mettere le mani sull’autore della famosa Storia del Cristianesimo. All’uno e all’altro lei ha risposto in modo piccato e del tutto condivisibile che la cultura è patrimonio di tutti, ricordando quanto sia assurda la pretesa di una sorta di monopolio della sinistra sulla stessa. In breve, questo l’antefatto che induce qualche riflessione. È di gran lunga preferibile la Meloni impegnata in una polemica di questa natura, a quella che alcuni mesi..

Mattarella a Casal di Principe
nella villa confiscata ai Casalesi

Tappa finale della visita del presidente della Repubblica Sergio Mattarella a Casal di Principe nel ristorante Nco, Nuova cucina organizzata, che nell'acronimo richiama, capovolgendone il valore, l'organizzazione camorristica fondata da Raffaele Cutolo negli anni '70. Il ristorante si trova all'interno di una villa confiscata al clan dei Casalesi, anzi come preferisce dire Pasquale Corvino, presidente della cooperativa Agropoli che gestisce la Nco, "un bene liberato". All'interno lavorano ragazzi del territorio e persone con disturbo dello spettro autistico. Sono stati loro a cucinare i piatti del menu servito al Capo dello Stato, dopo la mozzarella del territorio: calamarata con provola di bufala, maialino nero casertano con patate e mela annurca; per concludere, dolci del territorio. Nel video il ristoratore rivolgendosi al presidente spiega che "non ci sarà la ricotta salata ma..

Non solo Lucia. La difficilissima arte di dire “cazzo” in tv

In principio fu Cesare Zavattini, estroso intellettuale che con notevole scandalo, nell’Italia del 1976, sparò un sonoro “cazzo” (pardon) mentre conduceva una trasmissione sulla radio Rai. E a riprova forse che il turpiloquio non è sempre espressione di malcostume né soltanto una patologia lessicale, in questi ultimi giorni i colpi di “cazzo” (pardon) nel nostro paese sono stati ben tre: quello celebratissimo di Dario Nardella all’imbrattatore ambientalista a Firenze (“che cazzo fai?”), quello spiritosissimo di Checco Zalone e Aldo Cazzullo sul Corriere (Zalone: “Non faccio un cazzo”, Cazzullo: “Quella parola non si può dire sul Corriere”, Zalone: “Capisco. E, conoscendo il suo cognome, capisco anche il suo dramma”) e domenica infine Lucia Annunziata rivolta al ministro Eugenia Roccella: “Prendete la responsabilità di fare queste leggi, cazzo!”. Una lingua deprivata della..

Terza fascia? No party. Ma Schifani fa finta di non capire

La Corte di Cassazione, a novembre dell’anno scorso, aveva stoppato il ricorso di un dirigente di terza fascia contro il mancato rinnovo ai vertici del dipartimento Finanze e credito, imposto dalla Corte d’Appello. Ma Schifani che fa? Ovviamente lo nomina. Salvatore Taormina, infatti, ha assunto i gradi di nuovo capo dipartimento agli Enti locali. Una posizione apicale che secondo i giudici non gli spettava. Ma nella repubblica indipendente di Sicilia, la Regione è abituata a procedere in aperta violazione di legge (come dimostrano numerose sentenze legate ai “funzionari” di terza fascia). Questa non fa eccezione. Schifani, sull’onda lunga del suo predecessore, decide di avallare una stortura che gli organi competenti, più volte, hanno condannato in maniera aperta e inequivocabile. Ma a Palazzo d’Orleans va anche un altro demerito: non aver..

L’annuncio shock di Trump agli
Usa: “Martedì mi arresteranno”

"Fughe di notizie illegali dal corrotto ufficio del procuratore di Manhattan indicano che l'ex presidente degli Stati Uniti sarà arrestato martedì della prossima settimana. Manifestiamo, riprendiamoci il paese". Lo afferma Donald Trump sul suo social Truth. "Gli anarchici della sinistra radicale hanno rubato le elezioni e il cuore del nostro Paese. Il crimine e l'inflazione stanno distruggendo il nostro stile di vita". Da qualche giorno si moltiplicano le voci su una possibile incriminazione di Donald Trump da parte di una giuria popolare, il Grand Jury, un organismo formato da cittadini con larghi poteri di inchiesta incaricato di decidere sul rinvio a giudizio. Continua sull'Huffington Post

Ex viceministro dei 5 Stelle si ricicla con Cateno De Luca

Laura Castelli ci spiega come diamine è finita a fare la portavoce di Cateno De Luca? Ci siamo conosciuti quando io sono stata viceministro e lui era sindaco di Messina, e abbiamo lavorato insieme per dossier concernenti la sua città. Qualche mese fa mi ha raccontato il progetto che aveva in mente, e ho ravvisato molte cose in comune con quello che abbiamo fatto al ministero per i Comuni. Per questo non ci trovo nulla di straordinario, ho trovato una certa affinità di visione con lui. Scusi ma la sua vita dopo il Parlamento è fare la portavoce di Nord chiama Sud? La mia attività principale è quella di consulenza alle imprese. L’esperienza di 5 anni da viceministro dell’Economia mi consente di avere uno sguardo ampio su questo argomento, ed..

La Meloni fa visita alla Cgil
tra gli insulti e ‘Bella Ciao’

Era dal 1996 - l'ultimo è stato Romano Prodi - che non interveniva un capo dell'esecutivo al Congresso della Cgil. Tocca al primo presidente del Consiglio di destra, Giorgia Meloni, spezzare questa lunga assenza. L'ingresso dall'ingresso principale del Palacongressi di Rimini, con il segretario generale Maurizio Landini che le va incontro e le stringe la mano, attorniati da una folla di telecamere e cronisti. Fuori i contestatori non sono molti, ma si fanno sentire. Cantano "Bella ciao", davanti all'ingresso del Palacongressi, per protesta. "Noi siamo quella parte del sindacato che fin da subito ha espresso contrarietà alla partecipazione di Giorgia Meloni al congresso", spiega Eliana Como, dirigente della Cgil e portavoce di Radici del sindacato, la minoranza interna. La maggioranza del sindacato, guidata da Maurizio Landini, ha invitato la premier,..

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