Sezioni Tematiche

Lagarde non molla sui tassi,
ma i “basta” non si contano più

Nel tirare dritto con un altro maxi-rialzo dei tassi, il sesto di fila, Christine Lagarde ha mutato la forma, non la sostanza. Nella settimana del ciclone finanziario che ha investito prima la Silicon Valley e poi la Svizzera trascinando verso il fondo tutti i listini europei e americani per le paure di una nuova crisi in stile Lehman, in molti alla vigilia del Consiglio Direttivo avevano scommesso su un rallentamento nella stretta monetaria della Bce. Così non è stato: Francoforte ha deciso di alzare i tassi d'interesse ancora di mezzo punto percentuale, portando il tasso sui rifinanziamenti principali al 3,50%, quello sui depositi al 3%, e quello sui prestiti marginali al 3,75%. Continua su Huffington Post

Evviva Mirello, immenso e inossidabile cacicco del Pd

Roma. La destra non “ha visto arrivare Elly Schlein”, ma Elly Schlein non ha visto arrivare, alla Camera, Vladimiro, Mirello, Crisafulli. Cosa è peggio? E’ il cacicco uno, il “barone rosso”, il “fratello di Sicilia” di Massimo D’Alema. Sono cento chili di puro “cacicco”. E’ la figura che la nuova segretaria del Pd intende eliminare: “Via i cacicchi e i capibastone”. Applausi del Pd: “Brava! Sì! Così!”. Crisafulli? Ma come chi è? E’ il Pancho Villa di Enna, Sicilia come il New Mexico, il Vladimiro più famoso di Lenin. La notizia ve la diamo subito. Anche Crisafulli ha votato Schlein. “Ovvio! Ho votato Sclin. Bedda, bedda. Funziona. Mizzica, se funziona. Magnifica! Lo testimonio”. Andrea Orlando lo chiama il “comandante”. Piero Fassino si inchina: “Ma no, Piero. Ora mi susu io”..

A Montecitorio Meloni trasforma
il question time in un talk show

Che non fosse un question time del presidente del Consiglio uguale a tutti gli altri question time dei presidenti del Consiglio lo si è capito quando a partire dal fine settimana gli sherpa di Palazzo Chigi si sono messi in moto e hanno discretamente contattato a uno a uno tutti i ministri: "Mercoledì alle 15 Giorgia Meloni va in aula, se ci fossi sarebbe una cosa molto gradita". Un lavoro di scouting che ha dato i suoi frutti. Quando la premier si presenta nell'aula della Camera per rispondere alle interrogazioni che le rivolgono parlamentari di maggioranza e opposizione, i banchi del governo sono stracolmi. Sono ben sedici i ministri presenti, da Matteo Salvini a Antonio Tajani, da Roberto Calderoli a Francesco Lollobrigida, da Matteo Piantedosi a Anna Maria Bernini. Alcuni..

Putin manda messaggi a Biden:
un drone americano abbattuto

Per la prima volta dall’inizio della guerra russa in Ucraina, un velivolo statunitense senza pilota è stato abbattuto sul Mar Nero dopo essere stato colpito da aerei da guerra russi. L’episodio alza ulteriormente la tensione, palesando il rischio di un contatto diretto Russia-Nato, ma rappresenta soprattutto un segnale che Mosca ha voluto mandare a Washington riguardo al suo sostegno militare all’Ucraina. Senza sorprese, la versione americana e quella russa sono completamente diverse: gli americani hanno parlato subito dell’abbattimento in acque internazionali di un MQ-9 Reaper in seguito a una collisione con una coppia di jet da combattimento russi che avrebbero colpito l’elica del drone di sorveglianza. Continua sull'Huffington Post

Schlein: 100 minuti di discorso
ma questo Pd resta irrisolto

Nella Nuvola ci si muove a due a due per non perdersi negli ampi spazi vuoti o magari per darsi un qualche ancoraggio sulle scale mobili che portano i delegati da un piano all'altro. Nel partito che sale e scende, molto fotografati i figliuol prodighi Sandro Ruotolo e Alessio D'Amato, il primo reduce Cinque stelle, l'altro dall'avventura targata Calenda. Ecco i sindaci Giorgio Gori e Antonio Decaro, poi i lettiani Ascani e Meloni, i turchi Orfini e Verducci. Il Pd di Elly e Stefano viaggia così, in coppia: uniti nel resistere alle correnti, ma un po' radicali e un po' riformista, trovano l'intesa, ma annacquano il programma. A sinistra, ma non troppo. Continua su Huffington Post

Da Cutro in giù: Meloni diventa
prigioniera del giorno per giorno

Quando si parlerà in futuro della tragedia di Cutro, sarà inevitabile ricordare come sono state gestite le conseguenze del disastro. E qui non ci riferiamo alle "gaffe" in Parlamento, alle incertezze del governo, a quel senso generale di inadeguatezza che si respirava nei palazzi romani. E nemmeno si vuole riaprire la polemica sulle responsabilità: che ci sono, con ogni probabilità, se non altro sotto forma di approssimazione e sottovalutazione del caso. Senza contare il ruolo della fatalità e l'intreccio delle circostanze avverse che spesso innescano l'apocalisse. Di tutto questo si è scritto. Continua su Huffington Post

Da Occupy Pd alla coabitazione
Schlein si affida a Bonaccini

“Se telefonando…” potrebbe essere la colonna sonora del nuovo Partito democratico, che alle liti nei caminetti dei big preferisce la connessione da remoto. Elly Schlein e Stefano Bonaccini dovevano incontrarsi, ma lei non ha potuto (o voluto) salire a Bologna, lui non ha potuto (o voluto) scendere a Roma, così si sono videochiamati. Del resto il metodo è ormai ammesso anche per sposarsi (ma attenzione anche per separarsi). E alla fine il risultato c’è: Bonaccini farà il presidente, Schlein incassa l’unità del partito. Festeggia pure Pierluigi Castagnetti: “Nel partito di Elly c’è posto per i cattolici”. E così sia. Continua sull'Huffington Post

Un nuovo reato per gli scafisti
Ma a Cutro la Meloni fa flop

La fotografia dell’arrivo è già quella di una rottura “sentimentale” con un’emotività profonda del paese: il governo che atterra quando una parte delle bare decolla per Bologna, che poi raggiunge una città militarizzata senza passare per il Palasport di Crotone, dove ci sono le altre bare, che non incontra i familiari delle vittime e le comunità locali, ma si limita a una corona di fiori sotto un’algida targa. È la sequenza di una separatezza dall’umanità, resa icastica dai peluche simbolo dei bambini morti lanciati sulle macchine di un potere percepito come altro da sé. Continua sull'Huffington Post

Regalate una bussola a Renato Schifani perché si è perso

Livesicilia ha scritto che è finita la luna di miele. Noi, che siamo forse un po’ più spietati, diciamo invece che il disastro – con la frana della Sanità e gli scandali che affiorano sempre più numerosi – si deve essenzialmente a Renato Schifani, un governatore che purtroppo non sa dove si trova. A maggio, per il suo compleanno, regalategli una bussola. Confonde Palazzo d’Orleans, sede della presidenza del Regione, dove si riversano tutti i mali della Sicilia, con Palazzo Giustiniani, dove viveva quando era presidente del Senato. I tre mesi abbondanti del suo governo stanno lì a dimostrarlo. Al Senato doveva semplicemente fare il guardiano del regolamento: a chi dare la parola, a chi toglierla. Da presidente della Regione ha invece da governare una macchina amministrativa molto complessa e..

Gerenza

Buttanissima Sicilia quotidiano online è una testata regolarmente registrata. Registro generale n. 223.
Registro della Stampa n.5 del 24/01/2018 presso il Tribunale di Palermo

Editore: Salt & Pepper S.r.l. Tel +39 091 7302626 P.IVA: 05126120822

Direttore responsabile Giuseppe Sottile

Change privacy settings

Cookie Policy

Contatti

+39 091 7302626
www.buttanissima.it
Via Francesco Scaduto, 2/D – Palermo
Questo sito è associato alla
badge_FED