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Dell’Utri di nuovo intrappolato tra le patacche di Sicilia

Marcello Dell’Utri dovrebbe conoscere bene i pataccari. Per quasi dieci anni è stato impiccato all’albero di un processo – quello sulla fantomatica Trattativa – costruito attorno alle rivelazioni di Massimo Ciancimino, figlio di quel Don Vito che fu sindaco e boss di Palermo al tempo dei sanguinari corleonesi di Totò Riina. E come tutti gli imputati è stato costretto per quasi dieci anni a confutare quelle rivelazioni: perché fasulle e perché costruite a tavolino con la compiacenza – con la complicità, stavo per dire – di magistrati e organi di informazione, come le sentenze hanno ampiamente dimostrato. Ma il duro, durissimo calvario di quel processo forse non gli è bastato. Per un luciferino capriccio della storia, l’ex senatore – che fu, con Silvio Berlusconi, tra i fondatori di Forza Italia..

La disperazione di Musumeci in un sondaggio col trucco

A volte le parole sono importanti. Ma è il modo in cui le assembli che fa la differenza. L’ultima cartuccia con cui Nello Musumeci, venerdì pomeriggio, si è presentato in casa della Meloni, all’assemblea programmatica di Fratelli d’Italia (in corso a Milano), era un sondaggio realizzato da Youtrend, rilanciato da alcune agenzie di stampa e, sui social, da Ignazio La Russa. Da cui si evince che, nella coalizione di centrodestra, il governatore uscente sarebbe il candidato ‘preferito’ per il 72% degli intervistati. Che mettono al secondo posto un laconico “non so” con il 17%. E al terzo Stancanelli col 4. Il campione è costituito da 807 persone residenti in Sicilia, intervistate fra il 19 e il 21 aprile. C’è un’altra parte di questo sondaggio persino più equivoca. Alla domanda “Secondo lei,..

Altro che Trattativa. Trent’anni di omertà su un depistaggio

Da un paio di giorni un pubblico ministero sta pronunciando la requisitoria più angosciante che si sia mai sentita in Italia. Oddìo, sentita. Non la sente nessuno, non ne sa niente nessuno, a meno che non si sintonizzi su Radio radicale, che ne dà conto perché solo Radio radicale fa servizio pubblico (ricordate la bella idea dei grillini di levarle i fondi statali?). Il pm si chiama Stefano Luciani, il tribunale è quello di Caltanissetta, il processo è sul "più colossale depistaggio della storia giudiziaria italiana": gli ergastoli rifilati per la strage di via D'Amelio - Paolo Borsellino e la sua scorta - a gente innocente sulla base di dichiarazioni di un falso pentito (Vincenzo Scarantino), individuato, torturato, istruito dalla polizia, infine creduto - diciamo così - dalle procure e..

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