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La disperazione di Musumeci in un sondaggio col trucco

A volte le parole sono importanti. Ma è il modo in cui le assembli che fa la differenza. L’ultima cartuccia con cui Nello Musumeci, venerdì pomeriggio, si è presentato in casa della Meloni, all’assemblea programmatica di Fratelli d’Italia (in corso a Milano), era un sondaggio realizzato da Youtrend, rilanciato da alcune agenzie di stampa e, sui social, da Ignazio La Russa. Da cui si evince che, nella coalizione di centrodestra, il governatore uscente sarebbe il candidato ‘preferito’ per il 72% degli intervistati. Che mettono al secondo posto un laconico “non so” con il 17%. E al terzo Stancanelli col 4. Il campione è costituito da 807 persone residenti in Sicilia, intervistate fra il 19 e il 21 aprile. C’è un’altra parte di questo sondaggio persino più equivoca. Alla domanda “Secondo lei,..

Altro che Trattativa. Trent’anni di omertà su un depistaggio

Da un paio di giorni un pubblico ministero sta pronunciando la requisitoria più angosciante che si sia mai sentita in Italia. Oddìo, sentita. Non la sente nessuno, non ne sa niente nessuno, a meno che non si sintonizzi su Radio radicale, che ne dà conto perché solo Radio radicale fa servizio pubblico (ricordate la bella idea dei grillini di levarle i fondi statali?). Il pm si chiama Stefano Luciani, il tribunale è quello di Caltanissetta, il processo è sul "più colossale depistaggio della storia giudiziaria italiana": gli ergastoli rifilati per la strage di via D'Amelio - Paolo Borsellino e la sua scorta - a gente innocente sulla base di dichiarazioni di un falso pentito (Vincenzo Scarantino), individuato, torturato, istruito dalla polizia, infine creduto - diciamo così - dalle procure e..

La guerra d’Ucraina. Cristo si è fermato a Roma

Cristo si è fermato a Roma. Mentre da più di due mesi incombe, in un crescendo di violenza, dolore e morte, la guerra in Ucraina. Guerra adesso emersa e visibile a tutti con l’ingresso delle truppe russe nel paese, ma latente e misconosciuta per anni. Soprattutto nella regione del Donbass dove l’Ucraina confina con la Russia. Per dire, già nel 2014 l’ex segretario di stato Usa e premio Nobel per la pace nel 1973 Henry Kissinger, non sospettabile di filo putinismo, aveva avvertito che c’era una vera e propria mina vagante pronta a esplodere sul fronte orientale dell’Europa. “Una saggia politica dovrebbe cercare il modo di favorire l’intesa fra le due parti dell’Ucraina: quella nazionalista e quella russofona. Non il dominio di una fazione sull’altra. Spingere l’Ucraina a far parte..

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