Siamo in guerra, si dice. Ecco un ricordo della guerra vera
di Zina Vivacqua
Correva l'anno 1943. Nella notte tra il 9 e il 10 luglio una scampanellata energica e risoluta interruppe il mio sonno di bambina dodicenne. Mio zio prete si accertò dalla finestra, prima di aprire, dell'identità del disturbatore notturno. "Che c'è - chiese lo zio prete - per venire a quest'ora?" "C'è l'emergenza! - rispose un nostro parente - sono venuto a prendere le ragazze per portarle dai loro genitori a Montaperto." "L'emergenza? E da quando?" "Non lo so. So che stanno sbarcando gli americani." Nella casa di via Saponara c'eravamo solo io e mia sorella, oltre lo zio prete e una vecchia domestica, che nel frattempo si era vestita e si copriva con un fazzoletto i capelli per apparire più ordinata. Ci vestimmo in un attimo, e mentre pregavamo lo..