Meloni fa asse con la Schlein
per cessare il fuoco su Gaza

“Ciao presidente, devo farti una proposta…”. Il cessate il fuoco a Gaza fa breccia nel governo, lungo il filo diretto tra Elly Schlein e Giorgia Meloni. Non è ancora una posizione assunta con piena convinzione dall’esecutivo, ma l’astensione con cui oggi la maggioranza di destra-centro ha consentito al Pd e alle altre opposizioni di far passare l’impegno per la tregua umanitaria è un passo in avanti verso un sentire comune sulla guerra a Gaza, anche rispetto alle mozioni con cui il governo si presentava in aula alla Camera. Continua su Huffington Post

Quasi come Giorgia. Conte in Rai ha più direttori del Pd

A Rai 1 fa la bella vita (in Diretta), a Rai 2 balla il Tango, a Rai 3 ha un Loft. La Rai? E’ sinceramente sua, di Giuseppe Conte. Perché dovrebbe protestare contro Meloni? Dire che ci farà un governo è ancora troppo, al momento basta un palinsesto. A Rai 3 fa il suo esordio Peter Gomez, condirettore del Fatto, che aveva rifiutato la direzione del Tg1, proposta in passato dal M5s. Il programma si chiama “La Confessione”, ed è prodotto da Loft, la società del Fatto, perché grazie a Conte “fatti non foste a vivere come Schlein”. Sono almeno venti i direttori, conduttori che in Rai vivono a 5 stelle. A Sanremo, Barbara Floridia, la senatrice del M5s, che presiede la Commissione di Vigilanza Rai, era accomodata in prima..

Il governo si spacca sui trattori
Ora lo sbarco al Circo Massimo

Otto italiani su dieci appoggiano le proteste e le rivendicazioni dei trattori, il consenso personale della premier va a picco, sei punti percentuali persi in poco più di tre mesi, un’enormità. Quando il sondaggio pubblicato da Ilvo Diamanti su Repubblica è planato sulle scrivanie di un Palazzo Chigi semi-deserto ma soprattutto è rimbalzato nelle chat dell’entourage di Giorgia Meloni, le facce si sono rabbuiate. E non ha contribuito a rischiararle l’annuncio di Danilo Calvani che ventimila agricoltori sciameranno a Roma direzione Circo Massimo, dopo aver concordato con la prefettura la presenza di un quarto delle persone e di una manciata di trattori. Fervono i contatti con il Viminale per garantire un svolgimento pacifico della protesta ma anche per disporre un cordone di sicurezza pubblica che sia in grado di mettere..

L’incanto perduto di Taormina invasa dai brand della moda

Salvo nuove proteste dei professori d’orchestra sulla sua competenza e l’esiguità del suo curriculum, per ora troncate e sopite, forse si dovrebbe consigliare al maestro Beatrice Venezi di stringere i tempi sulla conquista della direzione musicale del Teatro Massimo di Palermo, perché appare sempre più evidente che nello scontro fra Regione Sicilia e Comune di Taormina attorno alla Fondazione Taormina Arte, di cui l’ambiziosissima signora venne nominata direttore artistico due estati fa, il governo di Renato Schifani che la impose stia perdendo terreno contro l’incalzare del nuovo, il pirotecnico Cateno De Luca, intenzionato a cancellarne l’attività e perfino la presenza dalle mappe. Quando ci sentiamo al telefono – più volte nell’arco di un paio di giorni perché prima ha consiglio, poi quelle sue dirette Instagram molto sanguigne che alternano invettive..

Non c’è pace tra le fazioni leghiste, chat roventi in Sicilia

Polemica tra leghisti per la prima visita ufficiale del neo commissario del Carroccio in Sicilia, Claudio Durigon che ieri pomeriggio ha tenuto una conferenza stampa a Palazzo Zanca, sede del municipio di Messina. A scatenare le tastiere degli smartphone nella chat della Lega sono state le critiche dell'ex commissaria e capolista nelle isola per le europee di giugno, Annalisa Tardino, sostituita qualche giorno fa proprio da Durigon al vertice del partito. Per l'eurodeputata l'evento di ieri doveva essere condiviso in modo preventivo, coinvolgendo soprattutto i "non eletti che anzi solo per spirito di militanza, e non perché si fottono un bello stipendio dalle istituzioni (me compresa), sono da tenere più in considerazione dei parlamentari". A rispondere a Tardino è stato il vice capogruppo alla Camera Nino Germanà. "L'evento, spiega il..

Per Elly Schlein Sanremo è come il Pd: intramontabile

“Sanremo è quella cosa in Italia di cui non se ne può fare a meno e che alla fine seguono tutti, anche solo per parlarne male”. Vuole dire come il suo Pd, segretaria Elly Schlein? Risata: “Esatto, come il Pd”. Cosa ha pensato quando ha visto Travolta alle prese con “Il ballo del qua qua” tra Amadeus e Fiorello? “Che ci avrebbe fatto causa, visto che non ha firmato la liberatoria. E comunque gli mancavano gli occhiali a goccia e poi...”. E poi? “Era uguale a Bonaccini”. Chi vince Sanremo? “Finora ho ascoltato solo quindici canzoni, perché la sera del debutto ero a Strasburgo e poi in collegamento con Bersani”. Sì, su La7, non proprio il massimo della connessione sentimentale con il paese. “Ma appena arrivata in hotel non mi..

La dem Schlein contro TeleMeloni
Un gran carnevale a viale Mazzini

Scriviamo con il favore delle tenebre. Non si vede un accidente. Siamo a viale Mazzini, per seguire il presidio contro la Rai di Giorgia Meloni, organizzato dal Pd, da Elly Schlein, e il grido più sentito è “hai pestato ‘na m.. de cane”, “ah, te possano mozzicare”, “non se senteee. Voceee”. Le luci sono spente. I lampioni sono pochi. Sembra appuntamento al buio. Si infiltra Marco Rizzo, la pelata comunista italiana, che ora sta con Gianni Alemanno, e che viene fischiato dai militanti del Pd: “A’ sciacallo”, “A’ buffone”. E’ in pratica una pagina di storia: la Raivoluzione di Febbraio. E’ la prima rivolta con il despota fuori ufficio. I dirigenti Rai, l’ad Sergio, e il dg Rossi, i gerarchi, sono a Sanremo. La scena se la sono già presa..

Trattori, la Lega contro Lollo
Ora la destra si assedia da sola

“Colpa vostra l'aumento dell’Irpef sui campi”. La Lega monta sui trattori e attacca Fratelli d’Italia. L’arrivo a Roma degli agricoltori in rivolta trova i motori del centrodestra già abbondantemente surriscaldati. Si tratta di una scena già vista, della serie ‘quando il gatto non c’è’. Per altro verso è una resa dei conti annunciata da tempo, e che il clima elettorale delle europee e delle amministrative fa degenerare oltremodo. La maggioranza, infatti, si azzuffa proprio mentre la premier Giorgia Meloni è impegnata all’estero, questa settimana a Tokyo per il passaggio di consegne del G7. Ma tra il Carroccio e Fratelli d’Italia è un derby da molto rinviato, quello su chi abbia la golden share nel centrodestra sull’elettorato delle imprese agricole. Quando al ministero di via XX settembre c’era Gian Marco Centinaio,..

Giletti vuole rientrare in Rai ma non si fida dei meloniani

Eccone un altro che vuole vincere il Bianca Berlinguer d’oro, il premio “la televisione sono io”, “che mi frega!”. Della trattativa stato-mafia sapeva tutto, della sua, la Rai-Giletti, non dice nulla. Da mesi, la Rai negozia con Massimo Giletti, da mesi annuncia il suo arrivo. La verità? Si è montato la testa. Chiede più denaro di Pino Insegno, pretende di scegliersi il direttore che lo deve dirigere. La situazione in Rai per il resto è eccellente. L’ad Sergio avrebbe permesso a Fiorello e Amadeus di andare ospiti, su Nove, da Fazio, mentre il dg Rossi impedito a Fazio di ospitare i cantanti Rai di Sanremo. Stiamo per rivivere un caso Fuortes: all’ex ad, il governo ha promesso un teatro, all’attuale vuole trovare uno scivolo. Il corteggiamento della Rai a Giletti..

Incarichi e conflitti d’interesse
Le accuse dell’Antitrust a Sgarbi

“È un colpo di teatro”. Vittorio Sgarbi in purezza. Sale sul palco de La Ripartenza, l’evento milanese organizzato dall’amico Nicola Porro, e ha pienamente coscienza del cinema che sta per mettere in moto. Esaminato l'affaire Sgarbi, appare difficile sostenere che "con la cultura non si mangia". Sedici, in tutto, gli incarichi e le poltrone, oltre a quella di sottosegretario alla Cultura del Ministero guidato da Gennaro Sangiuliano. E una considerevole lista di attività tra ospitate televisive, lectio magistralis, conferenze e interventi a vario titolo come critico d'arte lautamente pagati con cachet d'oro, in barba alla legge Frattini che vieta "attività professionali in materie connesse alla carica di governo”, versati a società direttamente riconducibili al suo capo segreteria al dicastero e collaboratore di stretta fiducia, Nino Ippolito, e alla sua compagna..

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