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Schiaffi tra Bonafede e gli avvocati

Il Ministero non invita l'avvocatura, che diserta un convegno di Palermo. L'attacco dell'Ordine: "Siamo calpestati". Il Guardasigilli si scusa

Non avrai altro sindaco
al di fuori di me

Mi candido a sindaco di Palermo. Che c’è di male? Chiunque lo fa, chiunque lo dice. Ormai è un tormentone sulla bocca di tutti. Vecchi politici, ex rottamati, cocciuti coraggiosi e deputati d’apparato. Tutti. E con quanta prosopopea lo annunziano! Io suggerirei il latino e magari un balcone su piazza affollata, tanto a radunare quattro truppe cammellate che fanno fudda non ci vuole niente. Poi ci sono quelli che non lo dicono chiaramente e non certo per pudore, ma solo per la strategia del silenzio e della settanta da appartare sotto traccia. Ognuno ha un proprio canovaccio: chi s’appella alla resistenza moderata contro l’invasione populista, neanche fosse in ballo una cattedra di filosofia politica; chi evoca il coraggio come l’unico fondamento possibile di buon’amministrazione, perciò deve riprovarci ancora, ancora, ancora;..

Palermo, Orlando
e la gioia dei sagrestani

Quando leggete i loro pensamenti su giornali, chiamateli pure intellettuali. Stanno tutti lì, devoti e zelanti, come chierichetti lungo il cammino di Santiago di Compostela; e come pellegrini recitano le lodi del sindaco Leoluca Orlando, che i loro occhi di fervido amore vedono come un esempio di cultura e saggia amministrazione. Gli attribuiscono il miracolo di avere portato Palermo all’ottantasettesimo posto nella classifica del Sole24ore sulla vivibilità delle città italiane: dieci punti più in su rispetto al nerofondo in cui era precipitata l’anno scorso. Genuflessi e salivosi come sagrestani sostengono che, grazie a lui, Palermo ha ritrovato il suo Rinascimento. Pensate che cosa succederà l’anno prossimo se dall’ottantasettesimo si passerà all’ottantunesimo. Lo metteranno sul carro di Santa Rosalia e lo porteranno in processione dalla Vucciria a Ballarò.

I grillini e lo scandalo
nascosto dell’Ircac

C’è dove non vedono e c’è dove stravedono questi deputati grillini che affollano come mosche cieche i corridoi di Palazzo dei Normanni. Luigi Sunseri, componente della commissione Bilancio dell’Ars, ha puntato il dito contro il bullo che da Palazzo d’Orleans governa i conti economici della Regione. Gli rimprovera di avere acquistato per tre milioni e al buio, senza cioè una certificata valutazione, i beni immobili dell’Istituto regionale del vino e dell’olio. Ma Sunseri avrebbe anche potuto chiedere al bullo se la giunta di governo ha avuto per caso notizia del buco di cinquanta milioni scoperto dai revisori dei conti nel pozzo nero dell’Ircac; e se la fusione con la Crias non sia stata inventata proprio per annacquare lo scandalo. Meglio rassegnarsi, comunque. Dai grillini non si può pretendere molto: il..

La palude del sottogoverno

Musumeci in affanno. Oltre alla giunta ad affossare le nomine contribuisce anche il caos della I Commissione

Pd, triste solitario y final

Il leader renziano si è proclamato segretario, ma sul suo capo pendono due ricorsi. Cronaca di un declino

Nella Tempesta di Andò il naufragio del sapere

Di concetto perché è uno spettacolo politico in senso alto, di sostanza perché c’è il teatro con la sua multiforme magia. L'opera shakespeariana ha concluso le sue repliche al Teatro Biondo di Palermo

No a un Pd fuori dal Pd

"Hanno i numeri ma nessuna autorevolezza", dice l’ex assessore. Faraone si insedia ma non avrà vita facile

Cultura, Palermo vince

Il presidente Mattarella si presenta alla Bohéme: "Città faro per l'intero Paese"

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