Sezioni Tematiche

Non avrai altro sindaco
al di fuori di me

Mi candido a sindaco di Palermo. Che c’è di male? Chiunque lo fa, chiunque lo dice. Ormai è un tormentone sulla bocca di tutti. Vecchi politici, ex rottamati, cocciuti coraggiosi e deputati d’apparato. Tutti. E con quanta prosopopea lo annunziano! Io suggerirei il latino e magari un balcone su piazza affollata, tanto a radunare quattro truppe cammellate che fanno fudda non ci vuole niente. Poi ci sono quelli che non lo dicono chiaramente e non certo per pudore, ma solo per la strategia del silenzio e della settanta da appartare sotto traccia. Ognuno ha un proprio canovaccio: chi s’appella alla resistenza moderata contro l’invasione populista, neanche fosse in ballo una cattedra di filosofia politica; chi evoca il coraggio come l’unico fondamento possibile di buon’amministrazione, perciò deve riprovarci ancora, ancora, ancora;..

Salvini e Di Maio come D&G

La manovra è una barzelletta ma la svolta del governo sull'Europa è un fatto vero e dimostra che in Italia i mediatori contano più dei distruttori

I grillini e lo scandalo
nascosto dell’Ircac

C’è dove non vedono e c’è dove stravedono questi deputati grillini che affollano come mosche cieche i corridoi di Palazzo dei Normanni. Luigi Sunseri, componente della commissione Bilancio dell’Ars, ha puntato il dito contro il bullo che da Palazzo d’Orleans governa i conti economici della Regione. Gli rimprovera di avere acquistato per tre milioni e al buio, senza cioè una certificata valutazione, i beni immobili dell’Istituto regionale del vino e dell’olio. Ma Sunseri avrebbe anche potuto chiedere al bullo se la giunta di governo ha avuto per caso notizia del buco di cinquanta milioni scoperto dai revisori dei conti nel pozzo nero dell’Ircac; e se la fusione con la Crias non sia stata inventata proprio per annacquare lo scandalo. Meglio rassegnarsi, comunque. Dai grillini non si può pretendere molto: il..

La legge della decrescita in mutande

Un dossier del Parlamento certifica il dramma della manovra: non il deficit ma l'abolizione del futuro. Ecco ciò che rende sbagliata

Un Renzi (non) è per sempre

"Il mio impegno con l'ex premier si limita al Pd" spiega il deputato regionale. Che loda Faraone e punge Lupo

Intervista sul sottogoverno

Gianfranco Miccichè spiega errori e limiti dei manager chiamati dalla politica a gestire le società partecipate

Ma Musumeci semina e produce

"Abbiamo trovato un terreno inaridito da Crocetta" dice la leader di Diventerà Bellissima. Le riforme in marcia

Sempre in attesa
di una rivoluzione

Frondisti quando serve, filogovernativi se conviene. È la politica, bellezza. Le argomentazioni non mancano mai e sono sempre nette, adamantine, conducenti, da chiunque esse arrivino. Le ragioni del dissenso sono urlate a squarciagola, dall’altra parte c’è chi cuce, c’è chi tace, chi resiste e chi acconsente. Fino a quando la quadra non si trova attorno ad altre argomentazioni, che fan contenti alcuni e ne scontentano altri. E tutto torna a girare come prima. Da destra a sinistra, governo e sottogoverni, questori e questuanti, partecipate e parti sociali, ognuno partecipa a qualcosa, tutti parteggiano per qualcuno. Un giorno frondista, l’indomani filogovernativo. E nessuno ha torto, nessuno ha ragione. La ragione è dei numeri, il torto è dei fatti. I numeri hanno sempre ragione. Il numero legale che manca, gli stipendi che..

Gerenza

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