Altro che traversata. Il Pd resta fermo nel deserto
di Calogero Pumilia
“Che fare?”, si chiese Lenin nel 1901. Probabilmente era una domanda retorica. Il futuro capo dei bolscevichi aveva idee chiare – per quel che vale, da me non condivise - e le mantenne per sedici anni con assoluta determinazione, fino alla presa del potere. Ai dirigenti del Partito democratico, alcuni dei quali, per lontane filiazioni ideologiche, quel saggio potrebbero averlo letto, da tempo si pone la stessa domanda e finora non si ottiene alcuna risposta. Si resta così in un terreno incerto, in una vaghezza politica ed identitaria che sta riducendo il consenso, come si coglie dai sondaggi. Nel tempo hanno accroccato soluzioni diverse e spesso incoerenti che hanno garantito il galleggiamento, assicurato la partecipazione alla gestione del potere e la perpetuazione del quadro di comando. Nel turbinio dei segretari,..