Giuseppe Sottile

E il Balilla da Cannes
salutò così Musumeci

Dimenticate l’immagine di Nello Musumeci che si aggira tra i cavallucci di Ambelia. Appartiene a un mondo un po’ datato, quello che ispirava le poesie di Diego Valeri: “Com’è triste il giorno di maggio dentro il vicolo povero e solo! Di tanto sole neppure un raggio; di tante rondini nemmeno un volo”. Puntate gli occhi invece sul festival di Cannes, che chiude con un galà da mille e una notte. Sbirciate tra le star, perché ci sarà pure lui: il Balilla, l’assessore con i baffi che ha speso due milioni della Regione per accreditare la Sicilia nel dorato mondo del cinema e piritolleggiare col suo staff tra la Croisette e Le Majestic Barriere, l’hotel delle dive all’interno del quale ha allestito il quartier generale. Da lì saluterà Musumeci e se..

In missione a Cannes
per consolare il Balilla

Nello Musumeci – che pure è il suo padre padrone, tirannico e misericordioso – non riesce a confortarlo. Non riesce a tirarlo su nemmeno il Bullo, suo compagno di merende nelle allegre serate di Palazzo d’Orleans. Ci ha provato persino il Corazziere, che tutti ritengono capace di restituire la vista agli orbi e di risuscitare i morti. E pensate che, per attrezzare su due piedi il coro della consolazione, sono pure arrivati da Catania i numi tutelari delle faccette nere: l’avvocato Trantino e l’ingegnere D’Urso. Ma non c’è stato niente da fare. Il Balilla – che ha speso due milioni della Regione ed era andato a Cannes per attirare sulla Sicilia e su di sé le luci del festival – non smette di piangere. Si è aggrappato a un lampione..

La memoria tradita.
Chi ha stravolto
il metodo Falcone

Fateci caso: lunedì, giorno delle celebrazioni, erano tutti lì, sul grande palcoscenico della memoria allestito a Palermo per rendere onore al sacrificio di Giovanni Falcone, saltato in aria trent’anni fa sull’autostrada di Capaci con la moglie e gli uomini della scorta. C’erano i giudici che non hanno mai smesso di piangerlo e i giudici che non hanno saputo raccogliere la sua eredità. C’erano i giudici che hanno sempre diffidato dei pentiti e quelli che invece li hanno coccolati, adulati, incoraggiati e persino imbeccati per vincere facile nei processi e godere dei privilegi che il successo avrebbe inevitabilmente comportato. C’erano i magistrati che credono nello stato di diritto e che svolgono le indagini cercando le prove e i riscontri necessari per arrivare a sentenza; e c’erano i magistrati che invece cedono..

E’ stato il giorno
della Purificazione

E’ stato il giorno della purificazione. Dopo l’apparizione di Pif sul prato del Foro Italico – altro che la Madonnina di Lourdes – nessun palermitano darà un voto a Roberto Lagalla, il candidato a sindaco che porta in giro un insopportabile odore di fritto. Pif ha guarito i ciechi e gli storpi. Ha parlato ai sordi, ha raddrizzato il legno storto delle coscienze ancora tentate dalla nuova Dc di Cuffaro, ha indicato un percorso di luce e redenzione. Voleva anche parlare ai corrotti, agli avventurieri e ai Bulli che spadroneggiano, senza legge e senza regole, tra Palazzo d’Orleans e Palazzo dei Normanni, tra Palazzo Chiaramonte e Palazzo delle Aquile. Voleva anche estirpare la terribile piaga dei milioni spesi dalla Regione per il capriccio di un Balilla di volare al festival..

L’ascensione del Bullo
nei cieli della legalità

Dopo anni di mistificazioni e di imposture, il Bullo oggi toccherà il cielo con un dito. Nonostante le sue scempiaggini e le sue malefatte, nonostante le sue arroganze e i suoi sconfinamenti, nonostante le sue balordaggini e le sue intemperanze, oggi sarà il giorno della sua ascensione nel luminoso e dorato mondo della legalità. Accademici e magistrati hanno voluto che si sedesse al loro fianco per meglio abbeverarsi alla fonte della sua saggezza e della sua cultura. Oggi ascolteranno in silenzio un suo discorso alato sul valore della giustizia. Lo applaudiranno, lo incenseranno, lo porteranno in trionfo. Hic genuflectur. Nel volgere di un’ora, tutto gli sarà perdonato: peccati, colpe, affari, intrighi, imbrogli. Sarà il giorno della redenzione. Per lui e per la politica che ancora lo sostiene. Avverrà tutto oggi...

Tripudio catanese
per il Balilla a Cannes

Per suonare la marcia trionfale arrivò a Cannes persino il maestro Canale, primo trombone della banda municipale di Acireale. Per recitare la poesia arrivò il cavaliere Pisapia, venerato maestro di Santa Maria di Licodia, con ascendenze a Scordia, a Palagonia, a Mascalucia e a Motta Sant’Anastasia. E per appuntargli una medaglia sul petto si mobilitò un battaglione di soldati – “libro e moschetto” – al comando del generale Pettinati, nato e cresciuto a Sant’Agata Li Battiati. Quando la tromba squillò scattarono in piedi i delegati di Paternò. E presero posto, lungo la Croisette, anche i salesiani di Santa Maria delle Salette. Il coro, venuto da Acitrezza, intonò “Giovinezza, giovinezza”. “Viva il cinema, viva la Sicilia e viva la Regione”, abbanniò il sindaco di Caltagirone. Il Balilla baciò la bandiera e..

L’ex magistrato Ingroia
ora canta nei matrimoni

Quelli che si professano eredi di Falcone e Borsellino non incontrano grande fortuna. La Confraternita della Trattativa – ospitata in tv per il solito dibattito su mandanti esterni e registi occulti delle stragi mafiose – ha raccolto davanti al video poco più di 400 mila telespettatori. Roba da zero virgola. Ma il testimonial più sfigato della comitiva resta l’ex magistrato Antonio Ingroia che, tra il 2012 e il 2013, fu il compositore, l’arrangiatore e il direttore d’orchestra di quella “boiata pazzesca”, chiamata appunto Trattativa. A quel tempo sembrava un tenore destinato ai migliori teatri del mondo: entrava e usciva da Palazzo Chigi e dal Quirinale, interrogava capi di stato e di governo. Ieri, per non farsi dimenticare, ha cantato in un matrimonio. Quello tra Francesca Donato, un’ex leghista che non..

Un pianto di popolo
per il Bullo disertore

Piange il quartiere di Ballarò, da Casa Professa fino all’Arco di Cutò. Piangono i disperati, i carcerati, i mutilati e pure i raccomandati. Piange il quartiere della Vucciria, da via dei Cocchieri fino al Largo Argentieri. Piangono i pompieri, i carabinieri, i brigadieri e pure Tatuccio, lo spilungone che si era arruolato nei corazzieri. Versano fiumi di lacrime i picciotti del Capo, da via Quattro Coronate fino al Monte di Pietà, dal convento di Sant’Agostino fino a Nostra Signora della Necessità. Tra lo Sperone e via Pesacannone sanguina invece il cuore dei fornai, dei materassai, dei candelai. Non trovano pace i musicanti di via Sedie Volanti, i teatranti, gli abitanti dei Quattro Canti e i camerieri dei ristoranti che si affacciano lì davanti. Volevano tutti incoronare il Bullo sindaco di..

Quello sulla Croisette
è il Balilla o Percolla?

Ma quel catanese con i baffi e i capelli un po’ così, che si muove sulla Croisette cercando gli occhi degli altri, è il nostro amatissimo Balilla o è Giovanni Percolla, il personaggio creato da Vitaliano Brancati per dare corpo e magnificenza al provincialismo dei siciliani, al loro desiderio perenne di conquistare le luci della ribalta, alla loro voglia matta di essere i galli di tutti i pollai del mondo? Il Balilla ha speso oltre due milioni di euro per procurarsi uno strapuntino al festival di Cannes per sognare un selfie con la Bellucci e per fantasticare su un nugolo di paparazzi pronti a inseguirlo fino allo spasimo pur di regalargli un quarto d’ora di celebrità. E ora è lì, stravaccato tra i bar della Costa Azzurra, che aspetta. Ieri..

La moralità traballante
del governo Musumeci

"Con me in Sicilia è tornata la moralità nelle istituzioni", ha dichiarato Nello Musumeci, visibilmente irritato per le parole che Claudio Fava, presidente della Commissione regionale Antimafia, aveva dedicato un’ora prima ai suoi incontri con Marcello Dell’Utri e alle sue richieste di intercessione presso Silvio Berlusconi. Irritazione legittima, per carità. Ma è sicuro, il Governatore, che con il suo governo si sia inaugurata alla Regione una felice stagione di trasparenza e di onestà, di rigore e legalità? Le cronache di questi cinque anni hanno offerto, purtroppo, non pochi motivi di scandalo e di indignazione. Ci sono state le scorrerie del Bullo nelle partecipate e nelle società immobiliari. Ci sono state le incursioni del Corazziere persino in terra di Santa Romana Chiesa. C’è stata pure la sguaiata volgarità del Balilla. E..

Gerenza

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