Giuseppe Sottile

Vincere è possibile
ma Giorgia tentenna

L’abbraccio con Nello Musumeci non ha portato finora molta fortuna a Giorgia Meloni. La leader di Fratelli d’Italia si è ritrovata isolata nel centrodestra che, se unito, avrebbe invece tutti i numeri per vincere la sfida in Sicilia. E, come se non bastasse, è costretta a fare i conti giorno dopo giorno con un partito – il suo – dilaniato da una spaccatura che difficilmente potrà essere sanata dai caporali di giornata: da un lato c’è lo sguaiato Manlio Messina – un balilla – che non sa più cosa inventarsi per garantire a Musumeci la ricandidatura; e dall’altro lato c’è una filiera di dirigenti culturalmente più attrezzati, come Raffaele Stancanelli, che di Musumeci (e del suo cerchio magico) non vogliono sentire nemmeno parlare. Una persona di buon senso e di..

La semina nefasta
di Nello Musumeci

Lui insiste e dice che dopo la semina gli spetta la stagione del raccolto. Ma che cosa ha seminato il presidente della Regione, Nello Musumeci? Non sarà certamente ricordato come il protagonista di una grande stagione di riforme: quella che doveva segnare la fine di tutti gli abusi e le speculazioni sui rifiuti non l’ha saputa condurre in porto e gli è evaporata tra le mani. Non lo ricorderemo neppure per una cristallina gestione della cosa pubblica: per rendersene conto basta ripercorrere gli scandali e le arroganze del suo cerchio magico; dei tre personaggi – il Bullo, il Balilla e il Corazziere – che da cinque anni fanno il bello e il cattivo tempo nelle più ricche praterie del potere. L’unico seme che il Governatore ha sparso sul terreno della..

Più che il passito
potè l’opera dei pupi

Lui, Toni Scilla, aveva fatto di tutto per onorare la storia e il valore del vino siciliano. In vista della fiera di Verona, aveva mobilitato giornalisti, artisti e testimonial. Aveva speso un bel po’ di soldi e legittimamente pensava di vivere anche, da assessore all’Agricoltura, un suo quarto d’ora di celebrità. Ma è andato tutto di traverso. Sul palcoscenico del Vinitaly, attrezzato con sfarzo spagnolesco, sono arrivati il presidente della Regione, Nello Musumeci, e il presidente dell’Ars, Gianfranco Micciché: il primo posseduto dal demone della ricandidatura, il secondo intestardito sul no. Da quel momento il povero Scilla ha dovuto abbandonare la scena. Il vino è finito dietro le quinte e il teatrino della politica ha messo su un duello degno dell’opera dei pupi. Altro che passito e prosecco. Alla Sicilia..

Guarda chi s’avanza
sulle macerie di Palermo

Non ci bastava Leoluca Orlando, con le sue velleità da primo della classe e la sua antimafia chiodata, con le bare dei Rotoli e la sua cultura del sospetto. Non ci bastavano gli assessori della sua corte dei miracoli. Diceva: “Io il sindaco lo so fare” e invece ha trasformato la città nel più grande immondezzaio d’Italia. Ora s’avanza anche il Bullo, con la sua compagnia di ventura. Dice: “Voglio risanare i conti” e così dicendo minaccia di piritolleggiare per cinque anni negli “antri muscosi e nei fori cadenti” del Comune di Palermo. Ha già devastato gli enti e i bilanci della Regione. Si è già speso per avventurieri e faccendieri. Ha già imposto a Palazzo d’Orleans la legge dell’intrigo e del tradimento, ma ancora non si accontenta. Cerca nuovi..

Tre pupi di zucchero
appesi a una vetrina

Ricordo una vetrina di Ballarò dove erano rimasti appesi, dopo la settimana dei morti, tre o quattro pupi di zucchero. Bellissimi e coloratissimi, richiamavano nomi roboanti – Orlando, Rinaldo, Angelica – ed eroi di imprese mirabolanti, di poemi antichi, di canti struggenti, di finzioni romantiche e appassionate. C’era la vetrina ma non la bottega: i proprietari, sfibrati dalla crisi, avevano chiuso la baracca. “Torno presto” avevano scritto su un cartello attaccato alla saracinesca. Quella vetrina con i pupi di zucchero mi ricorda i tre candidati del centrodestra che sperano di conquistare la poltrona di sindaco di Palermo. C’è il bravo Francesco Cascio, c’è il battagliero Roberto Lagalla, c’è l’indomito Francesco Scoma. Tutti appesi lì, tutti in attesa di un accordo che non arriva. La bottega è chiusa. “Torno subito”, ha..

Macchietta o marchetta?
Giletti, Veltroni, Odessa

Macchietta o marchetta? Per dimostrare al mondo che il talk-show esiste e lotta insieme a noi, il soldato Giletti si è trasferito nuovamente a Odessa e si è travestito ancora una volta da eroe. Da ardito, stavo per dire. Ma che bisogno c’era? Per buona metà la puntata di “Non è l’arena” è stata dedicata all’ultimo libro di Walter Veltroni, ovviamente presente in studio: una carineria, chiamiamola così; e per l’altra metà al solito dibattito stanco, arruffone, volutamente sguaiato. Robaccia, insomma. E per dimostrarlo basta guardare gli indici di ascolto. Ieri sera la trasmissione dell’eroe, travestito da inviato di guerra, ha toccato a fatica il cinque per cento. Una miseria. Lui, il soldato Giletti, ce la mette tutta. Si inventa i numeri da circo. Si batte per la libertà di..

Musumeci e il demone
della sua ricandidatura

Il demone della ricandidatura si è impadronito di Nello Musumeci. Il governatore – che nell’autunno del 2017 si presentava ai siciliani con toni pacati e rassicuranti – sembra avere perso il lume della ragione. Anche la sua tradizionale e decantata onestà sembra messa a dura prova. Tutto ciò che fa e tutto ciò che dice ha un solo obiettivo: vincere la prossima partita elettorale e rimanere per altri cinque anni a Palazzo d’Orleans. A costo di uno, dieci, cento azzardi. Come quello di allearsi con tre personaggi di peso – Marcello Dell’Utri, Totò Cuffaro, Francantonio Genovese – o quello di spingere il gioco fino alla soglia più estrema. Oggi vi raccontiamo l’osceno spettacolo dei settecento mila euro bruciati in uno spot pubblicitario che impazza da giorni sulle reti televisive nazionali...

I giochi spregiudicati
di una macchietta
della (mala) politica

Molti lettori, incuriositi e incapricciati dalle spregiudicatezze del Bullo, ci chiedono con insistenza di ripubblicare le vecchie Operette Immorali dedicate a questo singolare e surreale personaggio della politica regionale. Chi ci segue sa che si tratta di una macchietta, di un uomo-simbolo del malgoverno, di un guitto con la costante attrazione per gli affari, per gli intrighi, per i complotti. Ecco, qui di seguito, una piccola antologia dei ritratti più significativi pubblicati nelle ultime settimane. Devoti ma senza voti Un trittico per la Sicilia Persino i bambinetti dell’asilo sanno che il Bullo non ha nemmeno un voto: per vent’anni ha inseguito affari, consulenze, parcelle milionarie. Ora però tenta il salto e si propone come leader della minoranza che vuole scalzare Gianfranco Miccichè e conquistare il vertice di Forza Italia. Va..

Il Bullo a testa bassa
contro Buttanissima

Per quattro anni abbiamo tenuto il punto. E per quattro anni abbiamo mantenuto la promessa di fornire ogni giorno al lettore una ricostruzione irriverente dei giochi di potere. Senza soggezioni, senza sudditanze, senza paraculismi. Ma ora l’aria si è fatta irrespirabile. Altro che libertà di stampa. Altro che civile confronto delle idee. Dalla Regione è partito l’ordine di annientarci. Il plotone di esecuzione, manco a dirlo, è comandato dal Bullo, il quale non perde occasione per intimidire i nostri collaboratori, per minacciare i nostri inserzionisti, per ordinare all’Irfis – roba sua – di escluderci dai benefici previsti dalla legge per l’editoria. Un abuso di potere. Di fronte al quale non abbiamo altra difesa se non quella di affidarci agli strumenti garantiti dallo stato di diritto. Ci sarà un giudice a..

Il cerchio magico
del basso impero

Lo dico. E anche con fierezza: ho un amico che appartiene al mondo della destra estrema, che è cresciuto nel Movimento sociale e ora milita nel partito di Giorgia Meloni. Un uomo di legge e ordine. L’ho incontrato ieri sera e il discorso è finito – non poteva essere diversamente – sugli ultimi azzardi di Musumeci, sorprendentemente sostenuto da Marcello Dell’Utri, da Totò Cuffaro, da Francantonio Genovese. Tre nomi di peso. Mi sono permesso un’obiezione. L’azzardo vero di Musumeci non sta tanto nelle sue alleanze. Sta soprattutto nel suo cerchio magico: nella violenza del Bullo che manda messaggi intimidatori – mafiosi, stavo per dire – a chiunque gli si opponga; nella volgarità del Balilla, quello del suca; nella spregiudicatezza del Corazziere La politica della Regione è nelle loro mani. E..

Gerenza

Buttanissima Sicilia quotidiano online è una testata regolarmente registrata. Registro generale n. 223.
Registro della Stampa n.5 del 24/01/2018 presso il Tribunale di Palermo

Editore: Salt & Pepper S.r.l. Tel +39 091 7302626 P.IVA: 05126120822

Direttore responsabile Giuseppe Sottile

Change privacy settings

Cookie Policy

Contatti

+39 091 7302626
www.buttanissima.it
Via Francesco Scaduto, 2/D – Palermo
Questo sito è associato alla
badge_FED