Sezioni Tematiche

Giuseppe Sottile

Ma non c’è giustizia
senza misericordia

Bastava accendere la tv ieri per capire che il discorso obbligato era quello della violenza sulle donne. Da Massimo Giletti a Mara Venier era tutto un rito di denuncia e dibattito per evitare che le scelleratezze si ripetano, per fare in modo che le vittime siano risarcite e che la violenza dei carnefici venga stroncata da una giustizia immediata. Tutti discorsi sacrosanti, puntuali, condivisibili. Ma come spesso accade quando dalla sostanza delle cose si passa alla liturgia, non sono mancate né le sbavature né le forzature. Avete visto il ministro della Giustizia intervistato dalla Venier? San Tommaso d’Aquino sosteneva che “la giustizia senza castigo è un’utopia” e che “il castigo senza misericordia è una crudeltà”. Ma Bonafede, davanti a Mara, si inebriava solo al pensiero delle manette e di una..

Omaggio al popolo
della brava gente

Ah se le piazze potessero parlare. Racconterebbero i sogni e le velleità dei girotondi, dei forconi, del popolo viola e del popolo dei fax. E racconterebbero pure le speranze e illusioni delle lenzuola appese ai balconi contro la mafia e di ogni corteo studentesco. Ieri sera è toccato alle fresche e spumeggianti “sardine” di occupare a Palermo la piazza del teatro Massimo: ci hanno portato il sapore dell’antifascismo emiliano e ci hanno convinto che in giro per l’Italia c’è un movimento spontaneo, fresco, pulito e trasparente che, intrepido e intraprendente, vuole dire no a Salvini, alla Meloni e alla destra prepotente. Ci hanno detto che è la voce della nuova società civile e noi puntualmente ci abbiamo creduto. Come abbiamo creduto ai girotondi, ai verdi, ai forconi, alle Agende rosse..

Nino, domani a Palermo
Salvini fa il garibaldino

Diavolo di un Salvini. Aveva dietro la sua porta un esercito di pellegrini, tutti desiderosi di offrirgli il proprio ex voto nella speranza di ottenere in cambio un posticino sul carro del vincitore. C’era il molto reverendissimo Nello Musumeci, presidente della Regione in cerca di una maggioranza, che si offriva addirittura come terza gamba della Lega in Sicilia. E c’era pure quella coppia di avventurieri, due scorie del peggiore berlusconismo, che volevano tentare il colpo grosso della riconferma sotto le ali del Carroccio. Ma quel diavolo di Salvini ha beffato tutti. Ha messo da parte anche i suoi nonni garibaldini - Attaguile, Gelarda, Pagano - e per lo sbarco nell’isola ha preferito affidarsi a un giovane di 41 anni: Nino Minardo, erede di una dinastia di moderati che da tempo..

Il modo migliore
per onorare Tusa

Ci sono tanti modi per onorare la memoria e l’impegno di Sebastiano Tusa, l’assessore ai Beni culturali morto nel marzo scorso in un incidente aereo. La vedova e i figli hanno deciso di istituire una fondazione con l’obiettivo di mantenere vivo il suo insegnamento e di tutelare il vasto patrimonio culturale accumulato con i suoi studi e le sue ricerche archeologiche. Un’iniziativa meritoria. Al servizio della quale il presidente Musumeci metterà a disposizione mezzi e risorse della Regione. Bene. Basterà questo slancio per dire che si è fatto tutto ciò che c’era da fare? Forse sarebbe stato più utile nominare un assessore che avesse la forza e l’autorevolezza di proseguire il cammino intrapreso dal professore. Musumeci invece ha preferito tenere per sé la delega. Trasformando di fatto i Beni Culturali..

Abbiamo abolito il lavoro

La favola malinconica di due giovani che pur avendo la possibilità di costruirsi un avvenire, preferiscono il calduccio del reddito di cittadinanza

Quell’uomo immobile
è lui, il Governatore

I grandi partiti si riorganizzano, discutono, litigano, si frantumano. Comunque si muovono. Matteo Renzi cerca consensi nella faglia che si è aperta tra destra e sinistra. Recluta quattro deputati all’Assemblea regionale, si intesta otto consiglieri comunali di Palermo e dice che siamo solo all’inizio perché il bello deve ancora venire. Si muove anche Matteo Salvini: cerca nuovi compagni di viaggio e all’un tempo serra le fila del centrodestra. Senza puzza al naso. Depone armi vecchie e arrugginite e ha pure il coraggio di volere stringere un patto sulla sburocratizzazione con Gianfranco Miccichè, il forzista che, manco a dirlo, gli aveva dato del “coglione”. E’ la politica, bellezza! L’unico che non si muove è il governatore Musumeci. Lui si contenta della ridotta catanese. Al massimo fa un salto ad Ambelia per..

Attenzione, bulli
Giusy non perdona

Facebook ci regala una notizia destinata a segnare la storia politica della Sicilia. L’onorevole Giusy Bartolozzi, la donna che con la sua grazia e la sua esperienza di magistrato ha toccato il cuore di Silvio Berlusconi, ha fornito ieri non solo una prova encomiabile di coraggio ma anche una testimonianza del suo intenso legame con il territorio e con la realtà delle cose. La parlamentare se l’è presa, manco a dirlo, col bullismo: sì, proprio con quel terribile istinto che spinge molti individui a manifestare in modo violento la propria arroganza; ha studiato la legge in discussione alla Camera e ha osservato che duecento mila euro annui “da destinare alle sole esigenze di formazione in ambito scolastico” purtroppo non bastano. “Occorre fare di più, molto di più”, ha concluso, sfidando..

E da ieri il bullo
è un po’ meno bullo

Non ci metterei la mano sul fuoco ma forse Nello Musumeci sta uscendo dall’ipnosi e comincia a rendersi conto che il bullo di Palazzo d’Orleans procura al suo governo più danni che vantaggi. Certo, ci sono voluti due anni. Ma forse il Governatore ha finalmente preso atto che le arroganze e le spregiudicatezze politiche del bullo non agevolano il dialogo tra le componenti interne alla maggioranza. Comunque un segnale è venuto fuori: ieri su Livesicilia una foto e un titolo d’apertura raccontavano che il Presidente della Regione non solo ha dato incarico a una società esterna di studiare i conti, ma ha anche affidato a un esperto il compito di individuare i possibili tagli di bilancio per raddrizzare le gambe al cane. Pure i bambinetti dell’asilo capiscono che l’iniziativa di..

Il governatore
e la qualità dell’aria

Sono soddisfazioni. Sabato mattina Repubblica, con un potente titolo di prima pagina, ha detto ai siciliani che l’Aventino di Nello Musumeci dura ormai da due anni: non si è vista una sola riforma; e quello che doveva essere il governo dell’onestà si arrabatta tra scandali non risolti e arroganze sempre più sfacciate. Ieri è toccato a Livesicilia. Il quotidiano diretto da Accursio Sabella ha messo a nudo il provincialismo del Governatore e della sua corte di catanesi. Non avrai altra Sicilia al di fuori di Ambelia, verrebbe da dire. Ma il circoletto di Palazzo d’Orleans scambierebbe l’ironia per un complotto di chissà quali forze oscure. Allora atteniamoci alla realtà. La cronaca ci dice che oggi il Presidente firmerà, manco a dirlo, a Catania un accordo con il ministro dell’Ambiente, Sergio..

L’eterno Aventino
di Nello Musumeci

Come sempre, ha ragione Antonio Fraschilla, cronista di Repubblica: il Governatore che in questi giorni minaccia di ritirarsi sull’Aventino è lo stesso che sull’Aventino ci vive da due anni, dal momento in cui ha preso possesso di Palazzo d’Orleans. Il quadro che Fraschilla traccia è a dir poco desolante. Non è stata approvata una sola riforma, i conti della Regione sono un disastro, gli assessorati sono stati trasformati in ospizi per vecchi deputati trombati, dalle nebbie del bilancio saltano fuori solo i milioni necessari per i cavallucci di Ambelia o per altre cosuzze di Catania e dintorni, i dati sugli investimenti e sull’occupazione colano a picco, la maggioranza di governo naufraga giorno dopo giorno tra le risse, la giunta approva provvedimenti che l’Assemblea di Palazzo dei Normanni neppure piglia in..

Gerenza

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