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Giuseppe Sottile

Pure il governatore
è affetto da bullismo

Chi cammina con lo zoppo... Per carità, un proverbio odora sempre di banalità, ma quello che sta succedendo a Nello Musumeci non lascia scampo: quel proverbio calza a pennello. Sono due anni che il Governatore convive politicamente con il bullo di Palazzo d’Orleans. Lo coccola, lo ammira, lo asseconda. Sopra il re c’è il viceré, si diceva al tempo dei borboni. Il bullo è quello che maneggia malamente i conti. E’ quello che custodisce i segreti più scabrosi, a cominciare dallo scandalo del censimento farlocco. E’ quello che i deputati di Forza Italia non sopportano: perché è arrogante e perché ha costretto per un anno il parlamento a discutere su un bilancio confuso e furbastro. Ma Musumeci lo venera. Al punto da mutuare il suo bullismo. “Se non abolite il..

Lui, l’arrogante
fa pure le cazziate

Beh, l’Assemblea regionale è quella che è; e le regole del gioco sono quelle che sono: a volte si vince e spesso si perde. Ma la linea Musumeci è diventata insopportabile. Quando sprofonda nelle sabbie mobili di un confronto parlamentare il Governatore non trova di meglio che distribuire cazziate. Gli affossano la legge sui rifiuti? E lui accusa i deputati di essere vigliacchi e inaffidabili. Ma si guarda mai allo specchio? Gli chiedono di smetterla con i cavallucci di Ambelia e lui non lascia, raddoppia. Gli chiedono di nominare l’assessore ai Beni culturali e lui risponde con uno sberleffo. Gli dicono di non cedere la sanità alle regioni del Nord e lui cede pure il digitale. Il suo bullo di fiducia combina un mare di guai e lui, anziché prenderlo..

Quale fetta di Sicilia
regaliamo alla Toscana?

Un Berlusconi ormai in disuso appronta un nuovo contenitore, “Altra Italia”, nel tentativo di attirare i moderati che non credono più in Forza Italia né in una alleanza con Salvini. Ma il suo carniere resta malinconicamente vuoto. I disillusi del centrodestra non riescono a trovare un solo motivo per cui valga ancora la pena di inseguire il signore di Arcore e le sue devozioni verso la peggiore classe politica siciliana. Irrompe invece la valanga di Italia Viva, il partito di Matteo Renzi. Che ha già reclutato un gruppo di deputati all’Ars e marcia verso una formazione in grado di sconvolgere gli equilibri sia della maggioranza che dell’opposizione. Il governatore Musumeci già dà segni di irrequietezza. Per garantirsi la sopravvivenza ha regalato la sanità alla Lombardia e il digitale alla Liguria...

Qual è la tirannia
che paralizza la Sicilia

Se il governo della Regione non riesce a varare una riforma in grado di riportare alla decenza lo scandalo dei rifiuti, non prendetevela con Musumeci. Se i conti non tornano e in cassa non c’è più un euro, non prendetevela con Gianfranco Micciché, presidente dell’Assemblea. La responsabilità della paralisi è tutta da ricondurre a una tirannia imposta alla Sicilia da Silvio Berlusconi. È la tirannia del bullo. Ormai pure le pietre sanno che c’è voluto un anno per approvare la sua confusa legge di bilancio. Pure le pietre sanno che la sua presenza a Palazzo d’Orleans è ostativa di ogni intesa tra le forze della maggioranza. E pure le pietre sanno che Micciché ha provato a disarcionarlo. Ma Musumeci, il coraggioso, si nasconde dietro Berlusconi. Il quale, chissà per quale..

Un protettorato del Nord
per la sfortunata Sicilia

Attenti a quei due, al Gringo e al Bullo, perché hanno alzato la posta e ora, dopo avere giocato con i cavallucci di Ambelia e con le biciclette di Urbano Cairo, hanno pure deciso di svendere la Sicilia al Nord. Dicono che la Regione non ha gli strumenti necessari per garantire un servizio di emergenza o una trasmissione dati o una gara d’appalto come Dio comanda. E così dicendo accollano le colpe ai governatori del tempo che fu: da Cuffaro a Lombardo, a Crocetta. Intanto però utilizzano lo scempio che altri hanno fatto della Sicilia, per procurarsi in Lombardia e in Liguria nuove alleanze politiche e nuovi protettorati. Portano commesse e soldi al Nord per avere l’efficienza che loro non sanno garantire; e per ottenere in cambio la benevolenza di..

Date un Leoncavallo
in pasto a Musumeci

Non vi sveleremo mai il nome, ma un alto funzionario di Palazzo d’Orleans ci ha confidato nottetempo il piano elaborato dallo staff di Musumeci per salvare dal fallimento il Bellini di Catania. Le ipotesi sono due. La prima: per intenerire il cuore del Governatore, il teatro – con poltrone, palchi e palcoscenico – potrebbe trasferirsi ad Ambelia e godere dei favori che il governo regionale dispensa solo ai cavalli di quella vecchia stazione di monta. La seconda: in subordine Ambelia potrebbe trasferirsi dentro il Bellini per consentire anche ai cavalli di godere dei fasti riservati finora solo alla lirica. Orchestrali e maestranze sono già pronti al sacrificio. E per offrire un segno di disponibilità hanno deciso di produrre a loro spese i Pagliacci di Leoncavallo. Che per il nome che..

La facile crociata
delle mezzecalzette

Diciamolo: nell’arte della facile crociata siamo maestri, non ci batte nessuno. Philippe Daverio dice maldestramente mezza parola in più sulla Sicilia? Apriti cielo. Le mezzecalzette si rivoltano e ingaggiano una guerra a difesa dell’orgoglio e della storia siciliana. Si accoda anche il Presidente della Regione che minaccia persino una querela per trascinare Daverio in tribunale e lavare con una sentenza l’oltraggio alla immacolata nobiltà dei nostri sentimenti. Povero Musumeci. Ma nessuno dei suoi consiglieri è in grado di suggerirgli che queste macchiette erano cosuzze degne di Rosario Crocetta? Nessuno è in grado di fargli capire che la più grande offesa alla Sicilia viene dalla sua incapacità di governare e dal suo capriccio di destinare dieci milioni ai cavalli di Ambelia, mentre il Bellini di Catania muore e gli studenti di..

E così, di boh in boh
Berlusconi affondò

Triste, solitario y final. Povero Berlusconi. Intrappolato nelle sue contraddizioni e nelle sue indecisioni, ha fatto la fine dell’asino di Buridano: che, non sapendo scegliere tra paglia e fieno, alla fine è morto di fame. Detto con il massimo rispetto per la sua storia e per la sua veneranda età, il Cavaliere da qualche anno a questa parte non sa mai che pesce pigliare. Indeciso sulla leadership di Forza Italia: Mara Carfagna o Giovanni Toti? Boh. Indeciso sull’alleanza con Salvini: coalizione o contrapposizione? Boh. Indeciso sui luogotenenti di Arcore: il bolso Tajani o l’invadente Ronzulli? Boh. Indeciso anche sui colonnelli siciliani: l’eterno Micciché o lo spregiudicato bullo di Palazzo d’Orleans? Boh. E così di boh in boh, Silvio Berlusconi affondò. Trascinando nel gorgo il partito e tutti quelli che hanno..

Milioni per i cavalli,
sfratto per il liceo

La colpa sarà certamente di una legge, di un combinato disposto, di un capitolo di spesa intestato a una norma strabica. Ma mettetevi nei panni dei seicento alunni del liceo “Bartolo” di Pachino che dall’altro ieri non sanno fino a quando potranno frequentare le lezioni. Studenti e professori rischiano di essere sfrattati perché la provincia di Siracusa – da cinque anni commissariata come tutte le province di Sicilia – non ha i 400 mila euro necessari per pagare i canoni arretrati dell’affitto. Il Governatore e il suo bullo di fiducia sapranno su quali spalle scaricare le colpe e sapranno pure come nascondersi dietro la cipria a buon mercato di Moody’s. Ma cosa diranno quando gli studenti del “Bartolo” chiederanno come mai Musumeci trova dieci milioni di euro per i cavalli..

Onore a Musumeci,
El Gringo di Sicilia

Ma sì, eliminiamoli questi maledetti vitalizi; ubbidiamo senza fiatare alle voci imperiose che ci arrivano dai Cinque stelle e da Massimo Giletti; seguiamo senza più esitare l’esempio luminoso che ci viene da Nello Musumeci e dal suo ritrovato zelo populista. Poniamoci solo una domanda. Che ne faremo dei soldi che avremo finalmente risparmiato su impulso del Governatore? Conoscendo l’orizzonte largo di cui dispone il nuovo profeta dell’onestà-tà-tà, non può sussistere dubbio: quei milioni di euro saranno spesi quasi tutti per trasformare Ambelia, la stazione di monta che costeggia il paesello del nostro Presidente, in una Las Vegas dei cavalli e dei circhi equestri, in una culla per puledri di ogni razza, in un rodeo così strabiliante da far crepare d’invidia i più vanitosi cowboy del Far West. Per Musumeci sarà..

Gerenza

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