Vincitori e vinti
tra Stato e mafia
di Giuseppe Sottile
Totò Riina e Bernardo Provenzano, i terribili boss delle stragi mafiose, sono morti in carcere. Dopo averli inseguiti e catturati, lo Stato gli ha inflitto la pena che meritavano: murati vivi dietro le sbarre del 41 bis. Poi si sono fatti avanti i rimasugli della vecchia cupola, da Settimo Mineo al nipote di Michele Greco, detto “il papa”. Ma lo Stato non gli ha dato scampo e li ha decapitati. Poi ci hanno provato i reduci della guerra di mafia, gli Inzerillo, eredi di una famiglia decimata dai corleonesi, che avevano trovato riparo in America. Ma anche il ritorno degli esiliati è finito con una retata tra Palermo e New York. Bene. Quale idiota potrà ancora credere alla favola nera, spacciata dagli irriducibili della Trattativa, secondo la quale lo Stato..