Giuseppe Sottile

Stagione di scandali
nei palazzi del potere

Non bastava lo scandalo della Saguto e dell’allegra amministrazione dei beni sequestrati ai mafiosi. Non bastava lo scandalo della sezione Misure di Prevenzione. L’altro ieri, al Palazzo di Giustizia di Palermo, è esploso anche il bubbone della sezione Fallimentare, con un giudice sospeso dall’incarico per un anno e un’inchiesta che lo accusa di avere traccheggiato con Zamparini and Friends per evitare il naufragio finanziario del Palermo Calcio. Ma non è bastato nemmeno lo scandalo della Fallimentare. Per irrobustire la nostra fede nelle istituzioni repubblicane, oggi è scattato il blitz contro gli assenteisti dell’assessorato regionale della Salute: undici impiegati agli arresti domiciliari, altri trentuno denunciati. Chi legge Buttanissima sa che siamo mille miglia lontani dalla cultura del sospetto. Ma siamo sicuri che la losca filastrocca si chiuda qui?

A Corleone ha vinto
la buona politica

Ora che a Corleone ha vinto Nicolò Nicolosi, mite rappresentante del centrodestra, ora che gli elettori hanno ripudiato sia la logica del vecchi boss che quella dei Cinque stelle, che cosa si inventeranno i professionisti dell’antimafia per sostenere che Cosa Nostra in Sicilia è sempre forte e invincibile? Quale mascherina da talk-show troveranno per sputacchiare ancora su una terra che ha conosciuto il sangue e la violenza ma che ora ha solo voglia di vivere una vita normale, senza padroni e senza padrini? Nicolò Nicolosi ha doppiato i voti di Maurizio Pascucci, il candidato dei Cinque Stelle che volle fotografarsi accanto al nipote di Provenzano. Con il silenzio della buona politica ha sconfitto il rumoreggiare torvo di uno scandalo annunciato e ha stretto all’angolo oltre al mondo dei vecchi boss..

Il bullo si allarga,
Musumeci lo fermi

Ora che la giunta di Palazzo d’Orleans ha revocato il rendiconto “sospetto” che aveva tanto innervosito la Corte dei conti; ora che il presidente della Regione, Nello Musumeci, è andato umilmente a Palazzo dei Normanni per smentire il proprio assessore e dire che “ritorna ad essere efficace il disegno di legge approvato a giugno, quello già sottoposto alla parifica” della magistratura contabile; ora che il governo ha collezionato un’altra figura da perecottaro, ora a chi daremo la colpa se non all’Impomatato, al bullo che senza avere un voto è riuscito a infinocchiare Berlusconi e a farsi sistemare al vertice della Regione? Fino all’altro ieri si sapeva che l’Impomatato era capace di bullizzare la magistratura civile e in particolare i giudici addetti ai pignoramenti. Da ieri sappiamo che vuole anche bullizzare..

Orlando, sindaco e
sceriffo per un giorno

Dov’è il sindaco? Trent’anni fa, al tempo dell’antimafia chiodata e del sospetto come anticamera della verità era pressoché inutile rivolgere questa domanda a un vigile o a un funzionario del comune di Palermo. Perché la risposta era scontata: “Il sindaco è in giro per il mondo a seminare cultura e legalità”, così rispondevano. E oggi, dov’è Leoluca Orlando? Forse, sia detto con rispetto per gli anni che passano, non lo sa neppure lui. Dopo avere inaugurato tutte le cosuzze di Manifesta e dopo avere calpestato tutte le passerelle del Massimo sembra che non abbia più la forza o la voglia di fare alcunché. Ieri s’è fissato con tre vandali sorpresi dalle telecamere in via Maqueda, una goccia nel nerofondo del degrado che affligge questa città. E per un giorno è..

Tre segnali di speranza
per noi della Sicilia

Si fa presto a dire che la Regione non è altro che un elefante stanco. Gianfranco Miccichè, leader di Forza Italia, sabato è andato a Catania e ha riportato a casa gli uomini, da Castiglione a La Via, che al tempo del governo Letta avevano trovato rifugio nel fragile partiticchio di Alfano. Sempre sabato, Patrizia Monterosso, direttore della Fondazione Federico II, ha portato dentro Palazzo dei Normanni, antico simbolo del potere, i dolori e le speranze della Kalsa, quartiere di Palermo tra i più dimenticati. Ieri sera, a Catania, Ruggero Razza, assessore alla Salute, ha definito con la giunta di Nello Musumeci, i nuovi assetti della sanità: dei vecchi manager, quelli bravi sono rimasti, gli altri sono stati sostituiti. Senza pregiudizi, senza forzature. Dove si dimostra che la buona politica,..

L’attrazione lombarda,
da Arcore alla Lega

Bizzarra questa Sicilia. C’è una classe politica che va in Lombardia per cercare manager capaci. Il tentativo nobile è quello di migliorare i servizi che la Regione dovrebbe garantire ai propri cittadini. A cominciare dei servizi sanitari, per molti versi ancora fermi all’età del bronzo e della faccia tosta. Certo, poi c’è anche il sottofondo politico. Nello Musumeci, che non ha una solida maggioranza, cerca di stringere buoni rapporti con la Lega di Matteo Salvini, e qualcuno comincia ad avvertire un indistinto mal di pancia. Dimenticando che però anche la villa di Arcore è in Lombardia. E ad Arcore andavano e vanno tuttora in pellegrinaggio certi ominicchi della politica il cui unico obiettivo era ed è quello di strappare un pezzetto di carne per i propri dentini famelici e acuminati...

Un allegro festival
dello sputtanamento

Gogna per tutti lunedì sera sulla terza rete Rai. Per il grande scrittore Camilleri e per don Luigi Ciotti, per Giorgio Napolitano e per Matteo Salvini, per il procuratore Messineo e il giudice De Francisci, per i Cavalieri del Lavoro e la Confindustria di Vincenzo Boccia, per il senatore Schifani e per Beppe Lumia, per l’ex governatore Crocetta e l’ex assessore Vancheri, per il generale dei carabinieri e il colonnello della Finanza, per poliziotti e giornalisti, compreso chi scrive, per gli imprenditori in odore di mafia e quelli in odore di antimafia, per Ast e Banca Nuova. L’inchiesta di Report su Antonello Montante, arrestato a maggio e ancora in attesa di giudizio, è stato un allegro e spettacolare festival dello sputtanamento. Tutti all’inferno, tutti al rogo. Tranne, manco a dirlo,..

Salvate la Sinfonica
dai predicati molesti

Ci voleva l’autorevolezza del professore Paolo Emilio Carapezza e di un suo intervento pubblicato su Repubblica per dire alla politica che così non si può andare avanti, che all’Orchestra sinfonica, debbono prevalere le ragioni artistiche di Strawinski, che la diresse per la sua ultima tournée, e non la logica maleodorante del Cencelli, il manuale che sovrintende alla spartizione del sottogoverno. Lo sanno pure le pietre che l’accordo tra i partiti di maggioranza alla Regione prevede l’arrivo di Ester Bonafede, che ha già guidato la Fos in quelli che Carapezza chiama “i suoi anni bui”. Ma la sovrintendenza affidata a un architetto, per di più graffiato da una fastidiosa ombra giudiziaria, finirebbe per apparire come un predicato molesto non solo nei confronti di chi alla Sinfonica ci lavora, ma anche e..

E’ il naufragio
di una Regione

Dopo i nove morti di Casteldaccia, dopo la tragedia di Corleone con il povero medico travolto e ucciso dal suo senso sacrale del dovere, ecco una nuova tragedia, tutta siciliana: quella di Mazara del Vallo trasformata dopo 48 ore di pioggia, in un’immensa palude, con le barche che affondano e si disperdono, con la gente che cerca scampo sui piani alti delle case. Una nuova apocalisse, verrebbe da dire. Ma sarebbe come fuggire dalla realtà, dalla concretezza acida dei tanti problemi che da troppi anni attendono una soluzione che non arriva. “Aspettiamo da otto anni – ha detto il sindaco, Nicola Castaldi – che la Regione autorizzi i lavori per l’assetto idrogeologico del fiume Mazaro”. E se l’apocalisse stesse non nelle piogge ma in questo tremendo immobilismo della Regione? “Le..

Gerenza

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