Rita Di Maggio

Moda e diversità:
una linea di gioielli
per i non udenti

Oggi giorno le passerelle di moda sono abituate alla presenza di modelli/e curvy, di diverso genere, di diverse età, di diverse etnie o anche con disabilità motorie. Oltre che sulle passerelle, con la presenza di questi modelli, l’inclusività si manifesta con la creazione di accessori di uso comune per rendere meno austero il mondo riguardante, ad esempio, protesi, busti, stampelle, etc.. In questo filone di idee che si colloca la linea di gioielli per sordi e persone con apparecchi acustici. Questi cambiamenti sono frutto di una lotta sociale per l’inclusività, ed essendo la moda, per definizione stessa, sinonimo di innovazione, non può che essere lei il primo ambito in cui tutte le diversità e/o minoranze siano la regola, la normalità. Quest’idea di gioielli è frutto di un’artista e attivista cinese..

Anche la moda finanzia
la campagna vaccinale
La scelta di Moncler

In questo periodo storico particolarmente delicato, si è visto come la moda sia stata veicolo di valori, sia stata mezzo per rafforzare l’economia italiana anche durante il periodo del lockdown, con le esportazioni all’estero, sia stato molto, ma mai nulla di frivolo o secondario. Oggi ne abbiamo l’ennesima conferma con la scelta di Moncler, un noto brand di lusso guidato da Remo Ruffini, di finanziare il più grande hub vaccinale della Lombardia. La scelta nasce da una presa di coscienza personale, in questo periodo in cui tutta la speranza degli italiani è rivolta verso la campagna vaccinale e questa, invece, viaggia molto lenta in alcune regioni, nonostante le risorse di personale e luoghi da adibire. Secondo quanto spiegato in un comunicato, il gruppo di Remo Ruffini ha sostenuto integralmente i..

La moda “inclusiva”
non piace agli odiatori
Il caso Bailey-Gates

La moda fa parte delle scienze sociali ed in quanto tale è servita, serve e servirà per studiare l’uomo, il suo cambiamento e la sua evoluzione, ma è anche un linguaggio per esprimere noi stessi, ed è sempre un passo avanti alle masse che un giorno recepiranno questo linguaggio nuovo e lo faranno loro. Ma capita che le masse non siano pronte per accogliere dei nuovi messaggi, ed è lì che la moda deve lavorare ancora più strenuamente, perché questi non sono solo riguardanti le nuove estetiche ma anche i nuovi i valori da accogliere, come l’inclusività. È questo quello che è successo con la foto della nuova campagna pubblicitaria della Maison Valentino, il cui direttore artistico, Pierpaolo Piccioli, insieme al fotografo-modello, Michael Bailey-Gates, volendo trasmettere il messaggio di libertà..

Moda e messaggistica
Lo shopping digitale
ora investe Snapchat

Le vie della moda sono infinite, o forse non era proprio così il detto, ma questa frase non è poi una bugia. Al giorno d’oggi, i canali che usa la moda per entrare nella nostra quotidianità sono davvero tanti: la televisione, la radio, i cartelli pubblicitari, le applicazioni per smartphone, i social network, e tanti altri. Si era già parlato dell’app Vinted e del suo successo riscontrato anche in Italia, tutti sanno che Instagram è l’app più utilizzata dalle/dagli influencers, ma pochi sanno che il prossimo ruolo da protagonista verrà giocato dall’app di Snapchat. Snapchat, un sito inizialmente di sola messaggistica, è pronto a spingersi ancora più in profondità nel complesso mondo del commercio di moda, così come lascia trapelare l’ultima acquisizione di Snap Inc, la quale, infatti, ha acquisito..

La moda si fa spettacolo
e torna al cinema
con “House of Gucci”

La moda e lo spettacolo sono da sempre stati un connubio perfetto, vivendo in simbiosi e dandosi reciprocamente sempre nuovi terreni fertili. Ma è inusuale, invece, che le vicende del mondo della moda siano le protagoniste dello spettacolo. Certo è che ci sono stati film autobiografici e mini serie su stilisti d’eccellenza, ma nulla di quello che abbiamo già visto sarà come il film che proprio in questo momento viene girato in giro per l’Italia: “House of Gucci”. Questa ricostruzione biografica sulla vita di Maurizio Gucci e Patrizia Reggiani ha un pizzico di hollywoodiano, grazie al cast di eccellenza che conta attori come Lady Gaga, Adam Driver, Al Pacino, Jared Leto diretti da Ridley Scott, e uno stile tutto italiano, grazie agli abiti della maison milanese, diretta da Alessandro Michele...

L’ultima Fashion Week,
l’inizio di una nuova era

La Settimana della Moda milanese si è conclusa lunedì 1° marzo e ha portato con sé nuovi cult per il mondo della moda, oltre che una ventata di colori e trend. Il cult assoluto della stagione è stato il digital: ovvero, l’aver reso le sfilate virtuali o averle sostituite con progetti online e fashion films. Sono poche le Maison che hanno scelto di confezionare un evento con la presenza dei soli addetti ai lavori. In calendario ci sono stati 140 appuntamenti digital, per la stagione autunno/inverno 2021-22, alcune in formato co-ed: l’altro cult della stagione, ovvero un formato che porta in passerella uomo e donna insieme, in un racconto di stile capace di unire la visione estetica maschile e femminile del brand. L’emergenza sanitaria continua, quindi, a dettare una modalità..

La moda brucia 25 mld
ma resta il salvagente
dell’economia italiana

Nonostante il congelamento degli ordini subito dai brand italiani subito dopo il bimestre gennaio/febbraio 2020 e le difficoltà di approvvigionamento da parte delle industrie, il settore Moda, che andava a gonfie vele prima del lockdown, grazie anche alla digitalizzazione delle sfilate e la maggior possibilità di fruizione di esse da parte degli utenti, si riprenderà nel terzo semestre del 2021 per poi ritornare in auge nel 2022, come può emergere dalle stime di Confindustria Moda, presentate in questi giorni. Le perdite registrate nel 2020 si attestano sul 26%, frutto di una analisi che considera un campione di oltre trecento aziende su tutto il territorio italiano. Nel complesso, nel 2020, la pandemia ha “bruciato” 25 miliardi di fatturato del settore tessile-moda-accessorio e ha determinato un calo generalizzato dell’export compreso tra il 24..

L’industria della moda
diventa green:
il modello Vinted

Nel 2021 si potrà essere alla moda senza impoverire il nostro portafoglio e le risorse ambientali? La risposta è assolutamente sì! In un sistema moda caratterizzato da cicli sempre più rapidi, dominato dalla presenza di catene di Fast Fashion come Zara, H&M e Primark con una forte presenza del digitale, il tema della sostenibilità, già analizzato in molteplici sfaccettature, rimane centrale. Nonostante molti brand abbiano iniziato programmi per ridurre l’inquinamento e rendere sostenibile l’industria della moda, questa rimane responsabile del 10% dell'inquinamento globale, seconda sola al trasporto aereo. Ma i veri nuovi protagonisti nello scenario della moda sostenibile sono i mercati vintage, sempre più frequentati da un pubblico giovane e variegato, assolvendo esigenze che vanno da una maggiore praticità nell’acquistare beni di seconda mano, ad una accresciuta sensibilità verso i..