Totò Rizzo

Orestiadi di favole e allunaggi

II festival gibellinese, diretto da Alfio Scuderi, alla trentottesima edizione. Il mix tra storie e artisti di ogni linguaggio e provenienza

Catania e i suoi inganni
con Monica Guerritore

Il teatro, grande gioco degli inganni, del far finta di essere altri, di vivere in un mondo immaginario: è il leit-motiv della nuova stagione dello Stabile di Catania, anno secondo dell’era Laura Sicignano, direttrice del teatro pubblico etneo insediatasi “in corsa” nel febbraio del 2018. Il primo cartellone tutto a sua firma, dunque, «Meravigliosi inganni» il titolo. Una stagione complessa come «complesso è il nostro tempo e dunque anche il teatro che lo rappresenta – dice la Sicignano – felicemente strabico tra passato e futuro, meticcio e contaminato come lo scenario globale, inclusivo, capace di partire dalle radici per parlare al presente. Il teatro si trasforma come la società che lo esprime. E’ dionisiaco: muore e rinasce rinnovato». Tredici i titoli in abbonamento. Cinque le produzioni e coproduzioni. Si inaugura..

Da Elena a Le Troiane
I debutti al teatro greco

Con Antonio Calbi è così. Inutile prepararsi le domande perché tracima, esonda, straripa, trabocca. E dunque, gioca d’anticipo, previene, in quel che dice c’è già la risposta a quel che avresti voluto chiedergli subito dopo. Non c’è il tempo, ad esempio, per domandare al neo-sovrintendente dell’Istituto nazionale del dramma antico, se il passo dall’oro degli stucchi dell’Argentina (ha diretto il Teatro di Roma fino a pochi mesi fa) al bianco delle pietre millenarie della cavea greca di Siracusa sia stato lungo, che lui ha già intavolato un ragionamento sul fatto che entrambi i luoghi sono stati, come simboli architettonici, il parlamento sociale delle due città, là dove si è esercitata l’arte della polis. Certo, qui sul colle Temenite siamo al quinto secolo avanti Cristo, mica nel Settecento, siamo alle radici..

Alajmo e i sassolini contro Orlando

I messaggi "cifrati" dell'ex direttore del Teatro Biondo al sindaco di Palermo. Che è stato è stato suo sostenitore e infine defenestratore

La città dei morti che cercano pace

Nel cimitero dei Rotoli 267 bare accatastate. Se la vita a cui si passa è "migliore", quaggiù è persino indecorosa e indegna di una società civile

Per l’opera di Siracusa
i tronchi della Carnia

Il bosco vero e il bosco finto, il bosco vivo e il bosco morto. Si fronteggeranno a pochi metri di distanza, speculari l’un l’altro, loro che erano lontani, anzi lontanissimi, millecinquecento chilometri o poco più, appena pochi mesi fa. Accadrà a Siracusa per le recite de Le troiane di Euripide (debutto il 10 maggio), uno dei tre spettacoli del cartellone 2019 dell’Istituto Nazionale del Dramma Antico. Il bosco vero è quello che sta dietro il teatro greco aretuseo, sul colle Temenite, a fare da fondale naturale alla scena, quei pini mediterranei e quei cipressi che impennacchiano la cornice inferiore della cavea con il loro verde ora fermo, ora ondeggiante; il bosco finto sono oltre cento tronchi che costituiranno la scenografia dello spettacolo, arrivati dal Friuli, parte minima di quel che..