Totò Rizzo

D’Urso e Salvini in preghiera

Il leader della Lega "istiga"; la conduttrice è lieta di rilanciare. E intonano l'Eterno Riposo. La catarsi spirituale come ultima spiaggia

Se la pubblicità
ci sembra vita vera

Ci sono due tipi – un lui e una lei di giovane baldanza – che prendono l’aperitivo seduti al tavolino di un bar, all’aperto, su una piazza, una delle tante belle piazze della nostra bell’Italia amate sponde, forse troppo colorata ma poco importa ché sempre una piazza è. L’aperitivo, massima affermazione (pare) di un vitalismo blandamente alcolico che dovrebbe ripagarci di una giornata di lavoro stressante, di caffè alla macchinetta, di contrasti col capo in ufficio. Atmosfera garrula, quella della piazza, forse un po’ «drogata», com’è caricata a estrogeni, d’altronde, tutta la pubblicità, che promette sempre qualcosa che c’è – che hai a portata di mano, che puoi cogliere solo a volerlo, che basta un minimo di desiderio – ma sempre con un sovrappiù di quel che è. Eppure quella..

Detto Mariano,
il compositore geniale
ucciso dal Virus

Quest'orribile morbo che ci appesta s'è portato via Detto Mariano (mai intervistato, sfiorato solo un paio di volte) che è stato non soltanto un musicista importante del Clan Celentano ma soprattutto un arrangiatore/orchestratore geniale: provate un po' a riascoltare, anche solo a memoria, senza mettere su il disco, quei tre colpi di batteria seguiti dall'esplosione degli archi nell'intro di "Mi ritorni in mente" o la chitarra che apre "Emozioni" con tutta la leggendaria delicatezza che scaturisce poi, frase dopo frase, o ancora l'attacco di "Insieme" che giusto l'estate prossima festeggia mezzo secolo (mentre 80 ne compie oggi la sua interprete, Mina, auguri Divina!) o il tappeto sonoro di tante altre canzoni. Ma Detto Mariano è stato anche un compositore più autorevole di quel che magari si sia sempre comunemente pensato,..

A Montalbano manca la regia

Il luogo comune ha preso il sopravvento, i dialoghi si sono smarcati tra ripetizioni e sottolineature superflue. Ma gli ascolti lo premiano

Il mito del Gattopardo:
un docufilm sulle origini
in anteprima a Palermo

C’è la presenza costante di Gioacchino Lanza Tomasi a fare da fil rouge a questo racconto di Luigi Falorni, La nascita del Gattopardo, ritratto di Giuseppe Tomasi di Lampedusa: con la sua sagacia, il suo humor, la sua arte del narrare familiare, il figlio adottivo dello scrittore fa anche da deterrente al rischio di un’agiografia dalla quale, in verità, per struttura del racconto, mix tra documento e fiction (i testimoni dell’epoca “interpretati” da attori), il regista si tiene già alla larga. Scritto da Bernhard Pfletschinger, Thomas Keutner (a cui si deve l’idea) e dallo stesso Falorni, La nascita del Gattopardo (in anteprima a Palermo al Rouge et Noir) è la storia di questo aristocratico siciliano che – parole di Lanza Tomasi – «non fa niente tutta la vita, poi scrive..