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Altro che Sottile. Ranucci fatto a pezzi dal suo successore

Altro che Salvo Sottile, l’anchorman di “Ore 14” aggredito nei corridoi di via Teulada dagli squadristi di Report. Oggi chi fa a pezzi Sigfrido Ranucci è, manco a dirlo, Daniele Piervincenzi, il giornalista al quale è stata affidata, in coppia con Claudia Di Pasquale, la conduzione dello storico programma Rai. Trovate tutto tra le righe di un’ampia intervista rilasciata da Piervincenzi a Repubblica. Il quale – rispondendo alla domanda: sei di destra? – si presenta così: “La mia storia personale e quella della mia famiglia raccontano il contrario. E non sarei stato un precario fino a oggi se avessi avuto santi in paradiso. Ma poi, gli autori e la redazione di Report avrebbero mai potuto accettare un giornalista di destra?”. Le durissime e severe critiche a Ranucci arrivano quando l’intervistatrice..

L’on. Sigfrido in marcia dallo Zimbabwe al Parlamento

Come il cerino che gira e gira a qualcuno arriva, bruciandolo, così – in tema di Ranucci – gira e gira, a qualcuno dovrà toccare. Di candidarlo. Non si discute di linea e nemmanco di equilibri interni, ma dopo le ultime dallo Zimbabwe (storia che è tutto un safari con Lavitola) quel che finisce in mano a chi se lo piglia è solo una scottatura: “Sì, vabbè, se lo candidiamo ci finisce come con Soumahoro”, celebre candidato simbolo di Avs diventato poi un incubo politico. Così parla il dirigente vicino a Nicola Fratoianni e gira e gira, le disgrazie di Alleanza Verdi e Sinistra, detta Avs, infatti arrivano sempre con un francobollo africano. Eppure ci dicono che Angelo Bonelli, il leader dei Verdi che ha invitato Ranucci il 9 settembre..

L’inno di Giorgia alla stabilità
“la nostra prima grande riforma”

“Ho nuotato nella colla, non ho mai mollato e non intendo farlo adesso”. Lo sparo della campagna elettorale parte dopo le 19 al molo dieci del porto di Bari. Ben 1.413 giorni dopo l’arrivo a Palazzo Chigi, Giorgia Meloni ha tutta l’intenzione di rimanerci. “A chi vuole ostacolarci dico, mettetevi comodi, non avete capito con chi avete a che fare”, tuona una premier in trincea, violenta con la sinistra “dei privilegiati e dei fannulloni”, che si eleva a protettrice di una Italia “un tempo considerata malata d’Europa”. Annunci sull’energia e consumate promesse sulla sicurezza: la festa per il governo più longevo della Repubblica è il pretesto per lanciare la nuova corsa. Contro la sinistra, Roberto Vannacci permettendo. La folla spinge, la strada tra food truck con panzerotti roventi e luminarie..

Le brigate di Report
contro Salvo Sottile

Se qualcuno si azzarda a mettere in discussione le parole e le opere di Sigfrido Ranucci finisce subito al rogo come un eretico. E’ appena successo a Salvo Sottile, accerchiato e insultato dalle brigate di Report, da quei giornalisti d’inchiesta che ormai passano il tempo a sputtanare chiunque possa aspirare a sostituire il loro santissimo conduttore, fraternissimo amico del pregiudicato Valter Lavitola. L’aggressione a Salvo Sottile nei corridoi degli studi televisivi di via Teulada è stato un vero e proprio agguato squadrista, un’autentica missione punitiva. Gli hanno dato del venduto perché il nuovo volto di “Ore 14” ha osato mettere a nudo le contraddizioni più stridenti di Ranucci. Non l’avesse mai fatto. Le milizie di Report, con un linciaggio fatto di insulti volgari, hanno tentato di intimidirlo e di imbavagliarlo...

Ma è la trattativa su Report
o sugli ostaggi di Monaco ‘72?

Abbiamo aperto un canale di comunicazione”. Mamma mia, manco fossero loro, i sequestrati, dentro a un tunnel di Gaza. Linguaggio da film sul terrorismo, o da rapimenti dell’Anonima sarda degli anni 70. Ma i sequestrati non sono loro, sotto sequestro è la Rai, cosa pubblica. E dal bunker di Report sembra quasi di vederli uscire, “gli inviati” pronti a tutto, col Kalashnikov e il passamontagna calato in faccia, come a Monaco ’72. “Abbiamo aperto un canale con l’azienda. L’obiettivo è andare in onda l’8 novembre”. Il Settembre nero di Report. Che linguaggio è mai? Sequestrati o assediati. Le dimissioni minacciate, il prendere o lasciare, i “collaborazionisti” da punire. Che parola violenta, oscena. E’come se in questa parodia del Settembre nero, in questa versione parodistica di una minaccia alla libertà di..

Da Romolo a Meloni. Quanto vale la durata dei governi

Abbiamo fatto un gioco. In testa alla classifica c'è di Alberico Cybo Malaspina. Per la premier ci sono margini molto limitati di scalata, può aspirare a raggiungere Berlusconi e Giolitti

Dibba sta meglio e parla con Tajani
A rischio il trasferimento in Italia

"Ce la metterò tutta per tornare presto". Lo scrive in un post su Instagram, Alessandro Di Battista, ex deputato M5s, ricoverato in seguito a un malore a Cuba dallo scorso venerdì, rispondendo a un messaggio pubblicato sulla sua vicenda da un membro dello staff della comunicazione del Movimento 5 stelle. Per di Di Battista si tratta del primo messaggio social dopo il malore. Un post pubblicato sui social da Gino Sorbillo, uno dei più noti pizzaioli di Napoli, ha raggiunto Alessandro Di battista, ricoverato in gravi condizione in un ospedale di L'Avana, a Cuba. "Forza Ale, non mollare!", il post del pizzaiolo che innesca una valanga di messaggi di affetto da parte dei follower. E, tra tanti, arriva anche la risposta dell'ex M5s: "Grazie a presto", scrive Di Battista per..

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