Un governatore
e il suo petit paradis

Ma avete visto che cosa succede lassù, dove i presidenti di Veneto e Lombardia hanno conquistato le olimpiadi invernali del 2026 che porteranno ricchezza e prestigio da Milano a Cortina d’Ampezzo, da Bormio alla Valtellina? E avete visto invece che cosa succede quaggiù in Sicilia dove l’unica impresa che ha saputo mettere in piedi il governo di Nello Musumeci è un regalo di undici milioni di euro alla Rcs di Urbano Cairo che, bontà sua, farà partire da Catania il giro d’Italia del 2020? Ma non prendetevela con il nostro amatissimo Governatore. Lui è rimasto legato alla sua vecchia dimensione di presidente della provincia etnea. Lo entusiasmano solo le cose che allietano il suo petit paradis, come i cavalli di Ambelia. Tutti gli altri impicci – riforme, questione morale, conti che..

Se ai truffaldi manca
il giusto consulente

Se ci restasse ancora un po’ di humor potremmo dire che alla fin fine è una storia di palloni gonfiati e che dietro l’ultimo scivolone del Palermo non c’è che un vecchio copione d’avanspettacolo. Ma il tempo è greve e forse è arrivato il momento di chiederci perché questa terra sia diventata la sponda d’approdo per tutti gli avventurieri. Lo schema non cambia: il truffaldo si traveste da imprenditore e dice di avere un know how esclusivo; trova quaggiù un consulente – che in realtà è un maneggione della politica – e tenta il colpo milionario. A qualcuno riesce. A Ezio Bigotti, ora agli arresti per corruzione, è andata benissimo: con un censimento fasullo dei beni immobiliari della Regione ha incassato oltre novanta milioni. Ai Tuttolomondo, avventurieri del pallone, è..

La consacrazione
del Santo Bambinello

Più che Luigi Genovese sembra Luigi Gonzaga. Che fu rampollo di una potente famiglia del Rinascimento italiano ma seppe guadagnarsi la santità con le preghiere recitate tra le mura del maestoso palazzo di Mantova. A sedici anni chiese al padre il permesso di entrare nella Compagnia di Gesù e si consacrò a Dio, perinde ac cadaver. Luigi Genovese di anni ne ha invece ventitre e ha chiesto al padre Francantonio, padrone dei feudi clientelari di Messina, di arruolarsi non tra i gesuiti ma nell’esercito di Salvini che, dopo avere conquistato le terre del nord, ora marcia tronfio e spavaldo verso la Sicilia. Lo accoglierà la Confraternita degli Ascari. Nello Musumeci, come padre priore, intonerà il Te Deum e a Luigi non resterà che servire messa. In cambio otterrà la misericordia..

C’è un nuovo Minosse
che giudica e manda

Ma l’avete vista la faccia di Stefano Candiani, di questo avanguardista mandato da Salvini qui, in partibus infidelium, per catechizzare gli ascari del nuovo impero? Avete visto con quale piglio impietoso e affilato tratta i transfughi, i riciclati e tutti gli accattoni della politica che si presentano a lui con il cappello in mano per elemosinare uno strapuntino di potere? Se non avesse quell’accento metallico della Bassa, potreste anche scambiarlo per un Minosse venuto in Sicilia per sentenziare, con i suoi giri di coda, chi sono i buoni e chi sono i reprobi, in quale girone seppellire il vecchio Attaguile e in quale altro dimenticare lo sprovveduto Gelarda; in quale brace affogare l’impenitente Miccichè e in quale purgatorio rosolare il genuflesso Musumeci. Giudica e manda: c’è Candiani a guardia delle..

Il nuovo Geppetto
e i suoi pinocchietti

Ma questa Regione non è il luogo della politica. E’ un laboratorio di ortopedia dove un nuovo Mastro Geppetto forgia i suoi pinocchietti che, se li guardi, sono tutti lì in fila pronti a salire sul cavalluccio di Matteo Salvini e a strappare un altro fazzolettino di potere. Il Geppetto della favola è lui, il governatore Nello Musumeci. La cui massima aspirazione è diventata quella di costruire in Sicilia la “terza gamba della Lega”: un modo come un altro per mascherare la propria sudditanza al vincitore che arriva dal Nord. E’ un’ortopedia contagiosa quella che si sta sviluppando in queste ore. Subito dopo infatti è arrivato il rampollo dell’onestissima famiglia dei Genovese che, manco a dirlo, vuole formare un gruppo parlamentare e farne “la terza gamba” del progetto inventato da..

Presidente, la Sicilia
non è da esportazione

Ma sì, vada pure in giro per il Sud dell’Italia. Vada per Calabria e Puglia, per Campania e Basilicata a predicare il nuovo Vangelo salviniano, quello di Carroccio e rosario. Vada a catechizzare per le strade del Meridione i neofiti del nuovo potere leghista. Tra tanto slancio stia però attento il nostro amato Governatore a non sbandierare come modelli i fatti e i misfatti del suo governo. Perché dovrebbe parlare di Ester Bonafede e del pateracchio combinato all’Orchestra sinfonica; dovrebbe parlare dei conti che non quadrano e dei tanti carrozzoni di sottogoverno ormai alle soglie del fallimento; dei quattro assessori sotto inchiesta e di un bullo che piritolleggia lungo i corridoi di Palazzo d’Orleans come fosse il padrone del pastificio. Ci pensi, onorevole Musumeci. Sul suo governo meglio una parola..

La Sicilia affonda
e lui pensa ad altro

Nello Musumeci è un governatore squinternato. E’ a capo di una giunta che non riesce a gestire l’ordinaria amministrazione, figurarsi se può aspirare a quelle cose importanti che si chiamano riforme. Gli mancano due assessori: quello dei Beni culturali e quello del Turismo. E ne ha pure un terzo, al Bilancio, che Forza Italia vuole a ogni costo rimuovere. Come se non bastasse, c’è poi c’è la deriva del sottogoverno: dall’Orchestra sinfonica a Riscossione Sicilia non c’è ente che non sia impantanato fra debiti e clientele. Musumeci però non si preoccupa più di tanto. Ha un sacco di cose da fare e si è messo in testa di girare per le regioni del sud allo scopo di creare un movimento che faccia da terza gamba alla Lega. Ma nessuno è..

La missione ortopedica
di Nello Musumeci

Dev’essere proprio una vocazione catanese, una di quelle passioni impastate di lava e di miele, come le colate che dal cratere dell’Etna scivolano lente e infuocate verso la valle del Bove. Ricordate Raffaele Lombardo, l’uomo che masticava clientele e risme di carta? La sua fissazione era l’autonomia della Sicilia. E su quella fissazione ci ricamò un partito e una stagione di potere a Palazzo d’Orleans. Ora la scopre Nello Musumeci, suo vicino di casa e suo successore, che sogna di fare un movimento suddista da offrire ai nordisti di Matteo Salvini. E’ un’autonomia ortopedica quella immaginata da Musumeci per assicurarsi uno strapuntino alla mensa del truce Conquistador: “Sarà la terza gamba della Lega”, ha detto ieri il Governatore davanti al suo popolo. E così inseguendo vecchie e nuove sudditanze la..

Il delirio fescennino
dei nuovi trasformisti

Guardate con quanta felicità dichiarano che vogliono sottomettersi a Matteo Salvini, con quanto orgoglio sostengono che è meglio diventare sudditi della Lega, con quale delirio fescennino si affannano a cercare una nuova casacca da indossare e una pantofola da baciare. Sono i nuovi ascari, i nuovi amici del giaguaro, i nuovi trasformisti. Alzano le manine in segno di resa, sventolano le bandiere bianche e pretendono pure di turlupinare i loro elettori – che erano elettori moderati e non fascistoidi – dicendo che vogliono semplicemente affiancare alla voce rauca e insultante del Carroccio la vocina labile ed elegante del Sud, dei timidi e purissimi elettori del Sud. Una mistificazione: perché le loro salivose manfrine hanno il solo obiettivo di svendere ancora una volta la Sicilia in cambio di un posticino alla..

Il governo salvato
dagli imbecillotti

Per dimostrare che i Cinquestelle non sanno governare basta vedere come Luigi Di Maio non riesca a risolvere una sola vertenza delle tante che si addensano al suo ministero. Ma per dimostrare che non sanno neppure maneggiare un dibattito basta la cronaca della seduta di ieri all’Ars. Sulla questione morale anche i bambinetti dell’asilo avrebbero capito che bisognava impostare un confronto alto. Ma il partito dell’onesta-tà-tà sa solo ripetere una giaculatoria: che la politica è un reliquiario di corruzione. Ed è passato subito agli insulti. Musumeci ha colto la palla al balzo e non ha avuto difficoltà a dirottare la discussione sul giustizialismo forcaiolo. E’ scoppiata puntualmente la rissa e il Governatore è sfuggito così all’impiccio di aprire una piccola finestrella sui due o tre scandali ben nascosti a Palazzo..

Gerenza

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