Non sempre la politica
uccide i sentimenti

I lettori di Buttanissima sanno bene chi è il bullo e chi è la bulla. E sanno con precisione quali sono i ruoli che appartengono alla coppia. Ricorderanno pure che lei, con ordinanza del tribunale, ha pignorato a lui, suo compagno di vita e di potere, lo stipendio che gli paga la Regione. Ufficialmente perché vantava dei crediti; ma non senza legittimare il dubbio che la tiritera fosse stata congegnata per trasformare lui, il bullo impomatato, in un nullatenente e consentirgli così di non versare l’assegno alla prima moglie, quella dalla quale ha divorziato molti anni fa. Fin qui nulla di nuovo. Poi però scorri facebook e scopri che la bulla piagnucola a Montecitorio perché la maggioranza ha respinto le proposte con le quali lei pretendeva di aggiustare, guarda un..

Se un narciso va
in terra di mafia

E’ venuto in Sicilia spinto dal suo narcisismo, convinto che il mondo giri attorno a lui come la terra attorno al sole. Ha ripetuto dieci, cento, mille volte che è sceso a Mezzojuso non per giudicare ma per raccontare. E per raccontare si è portato i suoi affilati accusatori, quelli che gli avrebbero sempre e comunque dato ragione. Davanti alle telecamere ha recitato la parte dell’Inquisitore, del predicatore, del fustigatore e anche del divino Redentore: apostrofava la folla con il ditino alzato, col piglio del maestrino che voleva impartire una lezione di vita e di antimafia, con la spocchia di chi crede di incarnare il Bene contro l’esercito del male, con la tracotanza di mostrarsi al mondo come il puro e duro che non ha mai commesso un peccato o..

Ah, se la Sicilia fosse
una grande Ambelia…

Ha preso una carcassa, dimenticata da Dio e dagli uomini, e ne ha fatto la location di una mostra che forse riuscirà a richiamare anche alcuni turisti. E’ successo ad Ambelia, una sperduta contrada tra Militello e Scordia, in quel di Catania, dove c’era una vecchia stazione di monta equina. Nello Musumeci, che è di quelle parti, ha voluto trasformarla in una piazza dove impiantare la Fiera Mediterranea del Cavallo. E per raggiungere l’obiettivo non ha risparmiato né uomini né mezzi. Della Regione, va da se. Ha mobilitato assessorati e provveditorati; ha speso un bel po’ di soldi per la pubblicità e ha pure convinto le Ferrovie a mettere su un trenino a vapore per il piacere di grandi e piccini. L’altro ieri il debutto con parate, mostre, caroselli. Ah,..

Prima dei numeri
contano le idee

No, noi non siamo quelli dei grandi numeri. Siamo piuttosto coloro che cercano di spargere in questa Sicilia sonnambulesca il fuoco lucido delle idee non banali, delle opinioni limpide, dei dubbi razionalmente motivati, di una laicità rispettosa di ogni posizione. Siamo un giornale libero, che non si accoda ai leccaculisti, che non ha paura di spezzare i luoghi comuni né di andare contromano; e che trova sempre il coraggio di denunciare gli eroi farlocchi di questa paludosa stagione politica o di segnare a dito mafiosetti e piritolli, bulli e pataccari che avanzano impomatati alla conquista di ogni briciola di potere. No, non siamo quelli dei grandi numeri. Ma proviamo un pizzico di orgoglio se i numeri ci premiano. Aprile, per esempio, è stato un mese d'oro per Buttanissima: Google ha..

Night and day
così va la Regione

Claudio Fava, presidente della Commissione antimafia, ce la sta mettendo tutta per gettare un fascio di luce sulle trame oscure che inquinano la vita politica siciliana. Ha indagato sui sistemi di corruzione, sulle compromissioni dei grand commis, sulla spregiudicatezza di bulli e consulenti che fiancheggiano gli avventurieri, sul doppiogiochismo dei duri e puri che di giorno fingono di combattere Cosa nostra e di notte si spartiscono ogni affare della Regione. Ma sembra sperduto nella sua solitudine: vox clamantis in deserto. Perché, tutt’attorno, c’è un governo, con quattro assessori nei guai giudiziari, che non vuole affrontare la questione morale; e c’è la Lega di Salvini che di giorno predica il cambiamento e di notte cerca l’inciucio con Francantonio Genovese, condannato a 11 anni di carcere per avere dissanguato i bilanci della..

Ma nessuno colma
il vuoto lasciato da Tusa

Sono passati due mesi dalla morte tragica e improvvisa di Sebastiano Tusa, archeologo di provata sapienza e assessore regionale ai Beni Culturali. Con tutto il rispetto per il dolore dei familiari, forse è arrivato il tempo di colmare il vuoto, politico e amministrativo, che la sua scomparsa ha lasciato. Il governatore Musumeci, dopo le lacrime e le commemorazioni, ha assunto l’interim, ma un ritorno alla piena funzionalità degli uffici non è più derogabile. Tusa, tra l’altro, stava preparando una rotazione dei sovrintendenti: per cancellare incrostazioni accumulate nel tempo e per fugare ogni sospetto di collusione con speculatori e amministratori senza scrupoli. Certo, per Musumeci – già assediato dalle smodate ambizioni di qualche suo ex camerata – non sarà facile trovare un erede che possa eguagliare Tusa in competenza e rigore..

L’azzardo di Salvini
col ras Francantonio

Dove sono i moralisti e i moralizzatori dei Cinquestelle, i Savonarola e i Malebranche che cercano sempre la pagliuzza nell’occhio di un uomo? E dov’è Luigi Di Maio, il Reverendissimo Inquisitore che ha intimato al premier Conte di appendere alla gogna perpetua Armando Siri, il sottosegretario sfiorato da un sospetto? Il loro alleato Matteo Salvini acchiappa consensi ovunque. E non si è accorto che, arruolando e acchiappando, è finito nelle spire di Francantonio Genovese: il quale, a differenza di Siri, porta sulle spalle una condanna a 11 anni di carcere per avere dissanguato i bilanci della Formazione in Sicilia. Salvini dice di incarnare il governo del cambiamento. Ma il ras Francantonio non scherza: ha cambiato casacca già due volte e ora, offrendo i suoi voti alla Lega per le europee,..

La stella che guida
quei tre ambasciatori

Mario Barresi è un retroscenista che fa grande il proprio giornale. Cronista di punta de La Sicilia, ha rivelato che per isolare il berlusconiano Gianfranco Miccichè e spianare la strada a Matteo Salvini, rampante leader della Lega, si stanno muovendo tre ambasciatori di gran peso: Nello Musumeci, Salvo Pogliese e il bullo di Palazzo d’Orleans che Barresi indica come “molto ascoltato ad Arcore”. I tre Re Magi marciano verso il Carroccio. Non avendo né oro né incenso né mirra, portano in dono i loro voti – pochini per la verità – e non vedono l’ora di inginocchiarsi ai piedi del nuovo Signore. Gloria in excelsis Deo. Barresi, che è uomo garbato, non dice quale stella cometa guida il cammino di Nello, Salvo e il bullo. Ma non è difficile capirlo:..

E Musumeci convive
con la pantera di Balzac

Se non fosse stato per Ruggero Razza, assessore regionale alla Salute, che ci ha messo la faccia di uomo per bene, staremmo ancora qui a chiederci: ma “Diventerà Bellissima”, il partito di Nello Musumeci, esiste ancora? Razza ha ricordato gli strapuntini ottenuti in queste elezioni comunali e chiude dicendo: “Ci stiamo radicando”. Ma il grande assente rimane il Governatore. Che se ne sta chiuso nei suoi uffici ad amministrare l’ordinaria amministrazione con una timidezza che ricorda Une passion dans le désert, un libricino dove Honoré de Balzac racconta di un soldato provenzale che durante la campagna d’Egitto finisce in una grotta con una pantera. Tra i due nasce una convivenza sentimentale. Il soldato vive per giorni felice e contento, poi… Beh, non voglio rubarvi la sorpresa: date voi un nome..

Sul Palermo s’avanza
il banchiere dei prodigi

Avevamo in casa un enfant prodige e non lo sapevamo. Avevamo tra i quarantenni un mago della finanza e non lo avevamo mai incontrato né per le strade di Palermo né lungo i sentieri dorati delle cronache economiche. E’ apparso all’improvviso, come quei conigli che vengono fuori dal cilindro di un prestigiatore e puntualmente stupiscono avventori e spettatori. Un genio, indubbiamente. Un genio degli affari e dell’intermediazione. Si chiama Vincenzo Macaione ed è il banchiere che, con ogni probabilità, da qui a qualche giorno diventerà il presidente del Palermo Calcio, la società sulla quale per anni ha fatto il bello e il cattivo tempo un avventuriero di nome Zamparini. Macaione assicura in ogni intervista che non sarà il prestanome del vecchio patron. Ma il Palermo non è solo una società..

Gerenza

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