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Si aprono gli armadi
di Palazzo d’Orleans

Evviva Renato Schifani, evviva il presidente della Regione che – con un colpo d’ala o un colpo di teatro, decidete voi – ha deciso di spezzare le regole della casta e di aprire gli armadi che nascondono i fatti e i misfatti di due suoi predecessori, Raffaele Lombardo e Nello Musumeci. Il primo è quello che ha conferito all’avvocato Pier Carmelo Russo, ex assessore all’Energia, l’incarico di contrastare le richieste di risarcimento avanzate dagli imprenditori che avrebbero dovuto realizzare quattro inceneritori e si videro all’improvviso cancellato l’appalto. Il secondo è il governatore che ha consentito a Russo di incassare una parcella di 3,5 milioni. Per carità, non sarà facile trovare una luce di verità tra le fitte nebbie della Regione. Ma la scelta di Schifani, dopo anni di omertà ostinata..

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L’allegra finanza degli ex

Non solo disavanzo. Il bilancio è pieno di voci "non regolari": dagli immobili ai trasporti ai carrozzoni

Se la voragine
non è un buco

Il presidente Renato Schifani, con uno slancio di misericordia verso Nello Musumeci e Gaetano Armao, sostiene che la voragine di 866 milioni denunciata dalla Corte dei Conti non è un buco di bilancio ma un qui pro quo: un contrasto tra poteri dello Stato che prima poi si chiarirà. Sarà. Ma i giudici contabili hanno rilevato anche una lunga sfilza di irregolarità per oltre 400 milioni: soldi che non si potevano spendere, azzardi, malefatte di ogni genere. Un altro disastro. Di fronte al quale l’assessore all’Economia, Marco Falcone, ha coniato una parola indecente: ha detto che l’incidenza delle contestazioni sull’ordinaria amministrazione della Regione non sarà “impattante”. Un modo come un altro per estendere l’omertà di casta a tutti i bravi ragazzi della confraternita: da Ruggero Razza, ex reuccio della Sanità,..

Non è una Regione
ma un Giano bifronte

Dicono che vogliono aiutare le imprese e stanziano pure 365 milioni, recuperati dal fondo europeo, per fronteggiare il caro bollette. Poi però chiudono la cassa regionale, non pagano le fatture e lasciano i costruttori dell’Ance sull’orlo del precipizio. Lo stesso paradosso si ritrova nel complicato mondo della Sanità. Il presidente Schifani vorrebbe cancellare le liste d’attesa e non perde occasione per invocare una maggiore collaborazione tra pubblico e privato, tra le strutture ospedaliere e i convenzionati esterni. Poi però succede che i finanziamenti a favore del Cefpas, il centro di formazione tanto caro all’ex assessore Razza, scorrono velocemente mentre i laboratori d’analisi aspettano da due anni gli arretrati dell’extrabudget: il decreto è di giugno, i conteggi sono pronti, manca il via libera dell’assessorato. Si può ancora credere in questa Regione?

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