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L’allegra finanza degli ex

Non solo disavanzo. Il bilancio è pieno di voci "non regolari": dagli immobili ai trasporti ai carrozzoni

Se la voragine
non è un buco

Il presidente Renato Schifani, con uno slancio di misericordia verso Nello Musumeci e Gaetano Armao, sostiene che la voragine di 866 milioni denunciata dalla Corte dei Conti non è un buco di bilancio ma un qui pro quo: un contrasto tra poteri dello Stato che prima poi si chiarirà. Sarà. Ma i giudici contabili hanno rilevato anche una lunga sfilza di irregolarità per oltre 400 milioni: soldi che non si potevano spendere, azzardi, malefatte di ogni genere. Un altro disastro. Di fronte al quale l’assessore all’Economia, Marco Falcone, ha coniato una parola indecente: ha detto che l’incidenza delle contestazioni sull’ordinaria amministrazione della Regione non sarà “impattante”. Un modo come un altro per estendere l’omertà di casta a tutti i bravi ragazzi della confraternita: da Ruggero Razza, ex reuccio della Sanità,..

Non è una Regione
ma un Giano bifronte

Dicono che vogliono aiutare le imprese e stanziano pure 365 milioni, recuperati dal fondo europeo, per fronteggiare il caro bollette. Poi però chiudono la cassa regionale, non pagano le fatture e lasciano i costruttori dell’Ance sull’orlo del precipizio. Lo stesso paradosso si ritrova nel complicato mondo della Sanità. Il presidente Schifani vorrebbe cancellare le liste d’attesa e non perde occasione per invocare una maggiore collaborazione tra pubblico e privato, tra le strutture ospedaliere e i convenzionati esterni. Poi però succede che i finanziamenti a favore del Cefpas, il centro di formazione tanto caro all’ex assessore Razza, scorrono velocemente mentre i laboratori d’analisi aspettano da due anni gli arretrati dell’extrabudget: il decreto è di giugno, i conteggi sono pronti, manca il via libera dell’assessorato. Si può ancora credere in questa Regione?

Continuità? Meglio di no

Schifani rimarca il fil rouge con Musumeci, ma su molte cose il vecchio governo ha fatto solo danni

L’opera dei Pupi non interessa a nessuno, calate il sipario

Hanno provato ad apparire consapevoli della gravità dei problemi da affrontare e della solennità del momento nel quale la nuova giunta e la nuova legislatura stanno per prendere il via. Hanno cercato di assumere le sembianze di politici responsabili. Alcuni di loro provengono da una lunga tradizione, tutti hanno tentato di essere all’altezza del momento, della austerità del luogo, della storia che trasuda dalle sue pareti, che fu, almeno secondo una consueta retorica, la sede del primo Parlamento del mondo. Schifani ha voluto dare il senso e la direzione dell’azione di governo. Ci ha provato, non so quanto consapevole di avere per le mani uno strumento inadeguato, arrugginito, simile ad una macchina d’epoca piuttosto che a un veicolo moderno, e senza carburante per giunta. Tralasciando il merito delle proposte e..

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