La partita per gli assessori è tutta da giocare. In un’intervista a Repubblica Renato Schifani, candidato del centrodestra, manda un messaggio a Gianfranco Micciché, che si era detto pronto a occuparsi di sanità, togliendo lo scettro a Musumeci e Co. che da cinque anni imperano a piazza Ottavio Ziino. La giunta? “Me ne occuperò dal 25 settembre – è la replica di Schifani -. Non potrò che rispettare i pesi politici di ciascun partito. Ma mi atterrò a una regola: no ai posti a tecnici privi di esperienza politica, sì alla politica della comprovata competenza. No agli assessori tuttologi. Potranno essere anche ex deputati, ma dovranno essere capaci”.

Su Micciché, che ha dichiarato di restare in Sicilia per puntare alla sanità, l’ex presidente del Senato ci va cauto: “Avrei rilasciato quell’intervista dopo il voto, al posto suo. Così invece non abbiamo più un capolista al Senato credibile per una campagna elettorale nazionale. Ma non intendo scendere in polemiche. Ci sarà una rosa di nomi avanzata da ciascun partito, solo dopo prenderò le mie decisioni”. Schifani non chiude a un’alleanza post-voto con Cateno De Luca: “Mi sembra un personaggio molto lontano da noi, per contenuti, stile e linguaggio. In politica, detto questo, mai dire mai. Ma tanto avremo una maggioranza sufficiente”.

Con la Chinnici, invece, è una sfida all’insegna del fair-play: “È una persona che stimo. Ha un’autorevolezza che deriva non solo dal cognome che porta, con lei c’è un’affinità intellettuale. Nutro grande rispetto per lei, conosciuta ancora meglio quando era assessora e io presidente del Senato. Mai una parola fuori luogo o un attacco scriteriato da parte sua. Io non le mancherei mai di rispetto”.