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Giuseppe Sottile

Da Ambelia a Cannes.
Gli sprechi?
Vedi alla voce stampa

Gli ultimi sprechi della giunta regionale presieduta da Nello Musumeci si trovano sotto la voce “stampa e comunicazione”. Una pratica, obliqua e sotterranea, attraverso la quale una montagna di denaro pubblico finisce per foraggiare, senza regole e senza controlli, siti, agenzie, giornaletti e pubblicazioni che poco o nulla hanno a che fare con l’informazione. Nel tentativo di fare luce su un malcostume ormai dilagante ho scritto una lettera aperta a Roberto Gueli, presidente dell’Ordine dei giornalisti di Sicilia. Eccola. “Caro Roberto, mi rivolgo a te perché conosco la tua serietà professionale e l’idea – ancora nobile e incontaminata – che tu hai del giornalismo. Questo mestiere non attraversa certamente un periodo florido. L’età dell’oro è tramontata da parecchio tempo ed è difficile per tutti, redattori ed editori, garantire una informazione..

La preghiera della Sicilia
alla Giorgia dei miracoli

Manco a dirlo, glielo aveva suggerito il Balilla: “Abbiamo fatto trenta, facciamo trentuno”. Giorgia Meloni aveva elevato agli altari Nello Musumeci e aveva appena beatificato l’eroico e operoso governo di Sicilia. A quel punto, perché non cantare anche un inno di gloria al Bullo, che ogni giorno sparge su Palazzo d’Orleans tanta luce di saggezza? E perché non intonare un’ode di riconoscenza anche al Corazziere che in momento di cieca e assoluta devozione al proprio Presidente e alla propria moglie aveva invaso un territorio di Santa Romana Chiesa? L’impresa, in quel di Troina, collegio elettorale della sua sposa, non andò purtroppo a buon fine: i reverendi canonici dell’Oasi ebbero vergogna di tanto zelo clientelare e rovinarono la festa. Ma tu, Giorgia, abbi coraggio: regala un’aureola di santità anche al Bullo..

Ciò che la Ducetta
non vede, non sente

Giorgia Meloni è simpatica, vispa, frizzante. Ha la politica nel sangue. Ha camminato per anni nel deserto e ora si gode la frescura di una folla che l’abbraccia con passione e di un sondaggio che la proietta ai vertici della scena politica italiana. Ha un difetto: non vede e non vuole vedere. Si è fatta della Regione e, in particolare, del presidente Musumeci, un’idea che contrasta con la realtà. Lei crede che questo sia “il governo del fare” e invece è il governo che in cinque anni non ha saputo fare una sola riforma: i rifiuti sono lì che – dopo dieci, cento bocciature – ancora aspettano una soluzione di decenza. Lei crede che questo sia il governo della legalità e della trasparenza e invece basta vedere gli abusi e..

Quelli che suonano
il piffero a Musumeci

Il governatore Nello Musumeci ha fatto sapere di avere già iniziato la raccolta fondi in vista delle prossime elezioni regionali. Ma che bisogno c’era? Da oltre un anno il suo cerchio magico foraggia siti e agenzie pubblicitarie, blog e reti televisive: insomma, quella allegra paccottiglia, che va sotto la definizione altisonante di “informazione e comunicazione”. Quasi tutti i destinatari sono amici degli amici, pagati profumatamente per suonare il piffero al re. Per la missione al Festival di Cannes, il Balilla ha speso oltre due milioni di euro; duecentocinquanta mila sono stati bruciati sotto la voce “stampa e comunicazione”. Per i cavallucci di Ambelia e per i giochi assegnati all’Ippodromo di Palermo sono volati cinque milioni; oltre quattrocentomila euro sono andati a stampa e stampisti di sicura fede e genuflessione. Viva..

L’insopportabile frittata
delle nostre anime belle

Lo confesso: non sopporto più le anime belle. E’ dal 23 maggio, giorno delle commemorazioni di Giovanni Falcone, che alzano il ditino dell’indignazione perché Roberto Lagalla, candidato del centrodestra a sindaco di Palermo, non è salito sul palco e non ha avuto il coraggio di affrontare a viso aperto il teatrino del linciaggio che Pif e tutta l’allegra compagnia avevano preparato per lui. Le anime belle riescono sempre a rivoltare la frittata. Lo scandalo, quel giorno, non era la sedia vuota di Lagalla. Ma la presenza sul palco di Leoluca Orlando: lo stesso personaggio che, oltre trent’anni fa, aveva insultato e mortificato Falcone con la lugubre impostura delle “prove nascoste nei cassetti”. Nessuno che abbia chiesto al “sindaco dei trent’anni” conto e ragione di quella balorda scempiaggine né del suo..

E il Balilla da Cannes
salutò così Musumeci

Dimenticate l’immagine di Nello Musumeci che si aggira tra i cavallucci di Ambelia. Appartiene a un mondo un po’ datato, quello che ispirava le poesie di Diego Valeri: “Com’è triste il giorno di maggio dentro il vicolo povero e solo! Di tanto sole neppure un raggio; di tante rondini nemmeno un volo”. Puntate gli occhi invece sul festival di Cannes, che chiude con un galà da mille e una notte. Sbirciate tra le star, perché ci sarà pure lui: il Balilla, l’assessore con i baffi che ha speso due milioni della Regione per accreditare la Sicilia nel dorato mondo del cinema e piritolleggiare col suo staff tra la Croisette e Le Majestic Barriere, l’hotel delle dive all’interno del quale ha allestito il quartier generale. Da lì saluterà Musumeci e se..

In missione a Cannes
per consolare il Balilla

Nello Musumeci – che pure è il suo padre padrone, tirannico e misericordioso – non riesce a confortarlo. Non riesce a tirarlo su nemmeno il Bullo, suo compagno di merende nelle allegre serate di Palazzo d’Orleans. Ci ha provato persino il Corazziere, che tutti ritengono capace di restituire la vista agli orbi e di risuscitare i morti. E pensate che, per attrezzare su due piedi il coro della consolazione, sono pure arrivati da Catania i numi tutelari delle faccette nere: l’avvocato Trantino e l’ingegnere D’Urso. Ma non c’è stato niente da fare. Il Balilla – che ha speso due milioni della Regione ed era andato a Cannes per attirare sulla Sicilia e su di sé le luci del festival – non smette di piangere. Si è aggrappato a un lampione..

La memoria tradita.
Chi ha stravolto
il metodo Falcone

Fateci caso: lunedì, giorno delle celebrazioni, erano tutti lì, sul grande palcoscenico della memoria allestito a Palermo per rendere onore al sacrificio di Giovanni Falcone, saltato in aria trent’anni fa sull’autostrada di Capaci con la moglie e gli uomini della scorta. C’erano i giudici che non hanno mai smesso di piangerlo e i giudici che non hanno saputo raccogliere la sua eredità. C’erano i giudici che hanno sempre diffidato dei pentiti e quelli che invece li hanno coccolati, adulati, incoraggiati e persino imbeccati per vincere facile nei processi e godere dei privilegi che il successo avrebbe inevitabilmente comportato. C’erano i magistrati che credono nello stato di diritto e che svolgono le indagini cercando le prove e i riscontri necessari per arrivare a sentenza; e c’erano i magistrati che invece cedono..

E’ stato il giorno
della Purificazione

E’ stato il giorno della purificazione. Dopo l’apparizione di Pif sul prato del Foro Italico – altro che la Madonnina di Lourdes – nessun palermitano darà un voto a Roberto Lagalla, il candidato a sindaco che porta in giro un insopportabile odore di fritto. Pif ha guarito i ciechi e gli storpi. Ha parlato ai sordi, ha raddrizzato il legno storto delle coscienze ancora tentate dalla nuova Dc di Cuffaro, ha indicato un percorso di luce e redenzione. Voleva anche parlare ai corrotti, agli avventurieri e ai Bulli che spadroneggiano, senza legge e senza regole, tra Palazzo d’Orleans e Palazzo dei Normanni, tra Palazzo Chiaramonte e Palazzo delle Aquile. Voleva anche estirpare la terribile piaga dei milioni spesi dalla Regione per il capriccio di un Balilla di volare al festival..

L’ascensione del Bullo
nei cieli della legalità

Dopo anni di mistificazioni e di imposture, il Bullo oggi toccherà il cielo con un dito. Nonostante le sue scempiaggini e le sue malefatte, nonostante le sue arroganze e i suoi sconfinamenti, nonostante le sue balordaggini e le sue intemperanze, oggi sarà il giorno della sua ascensione nel luminoso e dorato mondo della legalità. Accademici e magistrati hanno voluto che si sedesse al loro fianco per meglio abbeverarsi alla fonte della sua saggezza e della sua cultura. Oggi ascolteranno in silenzio un suo discorso alato sul valore della giustizia. Lo applaudiranno, lo incenseranno, lo porteranno in trionfo. Hic genuflectur. Nel volgere di un’ora, tutto gli sarà perdonato: peccati, colpe, affari, intrighi, imbrogli. Sarà il giorno della redenzione. Per lui e per la politica che ancora lo sostiene. Avverrà tutto oggi...

Gerenza

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