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Una regione amica dei pochi turisti e nemica dei siciliani

La questione, così posta, è al limite del patetico. Mentre un siciliano che vuole rientrare a casa per le feste, dovrà pagare 400 euro un Torino-Catania (o dovrà fare doppio scalo a Varsavia e Kiev – sì, avete capito bene – per risparmiare più della metà), un turista che arriva nell’Isola, grazie al programma SeeSicily, potrà acquistare un biglietto aereo al 50%, a patto che si rivolga a un’agenzia di viaggio convenzionata e presenti contestualmente la prenotazione per l’albergo. Dove, se gli va di lusso, potrà anche pernottare una notte gratis. Sembra una presa in giro, e in effetti lo è (per i siciliani): da dicembre, infatti, entra a regime l’ultima parte della misura pensata dal prode Manlio Messina in sede di Finanziaria 2020, quella di cartone, e costata alle..

Guardì loda Agrigento
“Una bella città ma
solo se si sa guardare”

Per Michele Guardì, regista e autore televisivo di lungo corso, papà di programmi di successo come I fatti vostri, la felicità è una granita di gelsi in via Atenea e — soprattutto — il primo caffè del mattino sotto le palme e gli ulivi secolari del giardino di casa sua, affacciato sulla Valle dei Templi ad Agrigento. Città amatissima, «che in pochissimi metri quadrati concentra una tale quantità di beni archeologici, che altrove ne basterebbe uno soltanto per fare la gioia di schiere di turisti», ma anche città «che non sappiamo valorizzare come merita», lamenta Guardì. Che applaude ai nuovi scavi dai quali attende meraviglie, sostiene come mecenate il patrimonio museale (nella nuova sede della collezione Sinatra si è rimboccato le maniche per sistemare personalmente le opere) e si raccomanda..

Palermo, città perduta

L'eredità di Orlando: tram e conti in rosso. Bagarre a destra. Anello: "No all'uomo solo al comando"

Il bullo e i suoi fratelli
hanno trovato l’America

Nei sotterranei della politica li indicano solo con un soprannome: c’è “il Bullo”, c’è “il Balilla”, c’è “il Corazziere”. Sono i tre cavalieri che Nello Musumeci ha collocato ai vertici della sua corte per controllare da vicino il regno del sottogoverno, quello delle partecipate, quello delle assunzioni facili, quello dove la spesa corre con facilità e senza intoppi burocratici. Guardateli: siccome siamo alla vigilia delle nuove elezioni regionali e loro non brillano di luce propria, sono lì che si affannano, che tagliano nastri, che promettono e auspicano. Vogliono che il colonnello Nello venga ricandidato e rieletto. Così loro staranno altri cinque anni incistati nel ventre molle della Regione. Non hanno voti, non hanno storia, non hanno seguito, se ne fregano del popolo e dei partiti. Vengono dalle lobby e governano..

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