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Giuseppe Sottile

Schifani nella morsa
di due scandali

Riuscirà il presidente della Regione a sbrogliare la matassa degli scandali che rischia di soffocare la sua azione di governo? Renato Schifani è stretto in una morsa. Sulla kermesse di Cannes e il fiume di denaro finito in Lussemburgo ha pochi margini di manovra. L’assessore al Turismo, Francesco Scarpinato, ha fatto da spiccia faccende. Il protagonista dell’affaire è il predecessore, quel Manlio Messina che vanta la copertura dello stato maggiore di Fratelli d’Italia, partito al quale Schifani deve la sua elezione e la sua sopravvivenza. Non solo. A complicare le cose è arrivato l’altro scandalo, quello sulla riscossione, targato Gaetano Armao, l’ex del Bilancio che di Schifani è fraternissimo amico e ascoltatissimo suggeritore. Potrà mai il presidente adottare il pugno di ferro su Cannes e all’un tempo sorvolare sul mega-appalto..

Non ha ubbidito
al Bullo: chapeau

Non l’ho mai visto, nemmeno in una foto. Perché lui non ha mai amato il palcoscenico né, meno che meno, il teatrino della politica. Per cinque anni ha lavorato all’Irfis. Si chiama Giacomo Gargano. E’ stato nominato presidente dell’istituto di credito da Nello Musumeci. Di sicuro avrà seguito fedelmente le indicazioni del governo e avrà avuto modo di mostrare al governatore la sua personale gratitudine. Ma sono certo che non ha mai diviso il mondo in buoni e cattivi, in amici e nemici. Ha agito con rigore e professionalità. E ne ha dato prova anche quando il Bullo spingeva per dividere in figli e figliastri le testate che chiedevano di accedere ai contributi per l’editoria: da un lato i velinari e dall’altro lato i giornalisti liberi, alcuni dei quali colpevoli..

Chi c’è nella stanza
della porta accanto

Il fantasma dell’Opera, protagonista del romanzo di Gaston Leroux, viveva nei sotterranei del grande teatro parigino. Il fantasma di Palazzo d’Orleans vive invece nella stanza che fu di Giuseppe Lumia, il senatore della porta accanto, chiamato così perché da quella postazione controllava i dossier più delicati di Rosario Crocetta, il governatore venuto da Gela. Dove c’era Lumia ora c’è il fantasma del Bullo, il sulfureo personaggio che fu consigliere funesto di Nello Musumeci e che ora ispira le parole e le opere di Renato Schifani. Il presidente della Regione, alla luce dei guai che il Bullo ha combinato – prima da consulente di due avventurieri come Ezio Bigotti e Stefano Ricucci, poi da eminenza grigia della politica più spregiudicata – avrebbe dovuto tenerlo lontano o, quantomeno, chiamare l’esorcista. Invece l’ha..

Da Crocetta a Schifani
Il destino degli scandali

Ricordate Rosario Crocetta, il governatore portato a Palazzo d’Orleans dall’antimafia di Giuseppe Lumia e Antonello Montante? Quando avvertiva odore di scandalo si affacciava nei corridoi e strillava: “Non ditemi nulla, mando le carte in procura”. Poi scoprì che la stanza degli affari era quella accanto alla sua e lo spirito legalitario cominciò a vacillare. Renato Schifani, nuovo presidente della Regione, ha tra le mani gli scandali del precedente governo e quello, fresco di giornata, intestato a Francesco Scarpinato, l’assessore al Turismo che il 30 dicembre ha deciso di stanziare 3,7 milioni di euro per una nuova passerella a Cannes e di lucidare con un’altra barca di soldi i bilanci di una società fantasma molto cara al suo predecessore e con sede in un paradiso fiscale. Lo scandalo si tocca con..

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