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Strambotto a difesa della Borgonzoni (e di tutti i ripetenti)

Ok, se ci mettevano Claudio Magris, o Salvatore Settis, o Alessandro Baricco (no, anzi lui no perché è amico di Renzi), o Paul Auster, o Nick Hornby, o Jonathan Franzen, o il mio amato Paco Ignacio Taibo II a fare il sottosegretario alla cultura era meglio. Ma i partiti questi nomi non li hanno messi nei pizzini passati a Supermario. E se li avessero messi poi bisognava vedere se questi qui andavano a fare i sottosegretari di Franceschini che ha vinto il ministero della cultura per concorso tanti anni fa e quindi è ministro a prescindere. Oggi mi pare, girando per il web e i social, che la media dei frequentatori si aspettasse Rubbia alla ricerca scientifica e sono sorpresi e affranti per non averlo trovato nella lista. Io capisco..

Insopportabile. Cala il sipario sul trash della D’Urso

C’è la tesi “complottista” e quella “due camere e cucina”. Quale sia quella vera non si sa. La prima è suffragata da ascolti bassi e malumore aziendale, la seconda da una logistica gestionale a metro quadro calpestabile. Fatto sta che Barbarella D’Urso sul suo serale festivo – Live – Non è la D’Urso – domenica 4 aprile tirerà giù la saracinesca e saluterà i suoi fans dando appuntamento per la ripresa, nel prossino autunno.  Una chiusura comunque anticipata visto che la programmazione avrebbe dovuto protrarsi sino a fine stagione, fino alle porte della calura. Intendiamoci: su Canale 5 le restano, fino a che secchielli e palette non ricompariranno sulle spiagge, i caposaldi: Pomeriggio Cinque ogni pomeriggio dal lunedì al venerdì e Domenica Live all’ora del tè nel dì di festa...

Province, che scempio
Nessuno ripara
i danni di Crocetta

Quella delle province – o se si vuole dei liberi consorzi dei Comuni, una locuzione giuridicamente più propria ma che non è mai entrata nel linguaggio consueto – è una delle vicende più emblematiche della Regione, governata in prevalenza dalla improvvisazione, dalla irresponsabilità e dall’assenza di una qualsiasi visione organica. Di recente l’Assemblea ha deciso di rinviare ancora una volta la elezione dei suoi organi democratici, con la motivazione, anche fondata, dell’imperversare della pandemia. La storia di una riforma dissennata e incompiuta è iniziata nel marzo del 2014, quando con 62 voti favorevoli e 14 contrari, il Parlamento regionale ha approvato la trasformazione di sei delle nove province in “liberi consorzi dei comuni” ed ha istituito le aree metropolitane di Palermo, Catania e Messina. Quel giorno venne raggiunta una tappa..

Memorie di casa Piccolo
Un’intervista impossibile

Dopo tanto tempo, ecco a voi, cari lettori, un’altra intervista impossibile che vedrà come protagonista una dolcissima nobildonna che visse, dopo la scomparsa della cara mamma Teresa, in un affettuoso universo tutto al maschile. Intuisco già la vostra curiosità nel voler sapere chi sarà il nostro centro, a chi daremo la meritata luce e noi, plurale maiestatis, avendo deciso stranamente all’unanimità, chi debba essere, vi diamo degli indizi che vi aiuteranno a scoprirne il volto: i suoi fratelli furono due grandi talenti, uno come poeta e l’altro come artista a tutto tondo; Giuseppe Tomasi di Lampedusa le veniva cugino di primo grado, essendo le madri sorelle; una zia materna, Giulia, venne uccisa brutalmente in un Hotel romano; un’altra fu tra le vittime del terremoto di Messina del 1908; una cugina,..

Gerenza

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