Nel nome di Falcone: intransigenza o dialogo con Lagalla?
C’è un po’ di confusione nel cielo dell’antimafia. Ma non nel cielo cupo e inaffidabile dell’antimafia stracciona, quella dei tanti forcaioli che la utilizzano come un taxi per partecipare ai talk-show televisivi, per vendere un libro in più, per avere la scorta più blindata del mondo o per raggiungere un altro traguardo di carriera. C’è confusione nel cielo limpido e terso dell’antimafia più nobile: quella che rispecchia e tramanda, alla nostra memoria, il martirio di Giovanni Falcone. Tutto nasce da una domanda: ma Maria Falcone, sorella del giudice massacrato nella strage di Capaci, ha fatto bene o male a incontrare Roberto Lagalla, il sindaco di Palermo che, durante la campagna elettorale non rifiutò con la necessaria determinazione l’endorsement di Totò Cuffaro e di Marcello Dell’Utri, i due uomini politici mascariati..