Giuseppe Sottile

Nel nome di Falcone: intransigenza o dialogo con Lagalla?

C’è un po’ di confusione nel cielo dell’antimafia. Ma non nel cielo cupo e inaffidabile dell’antimafia stracciona, quella dei tanti forcaioli che la utilizzano come un taxi per partecipare ai talk-show televisivi, per vendere un libro in più, per avere la scorta più blindata del mondo o per raggiungere un altro traguardo di carriera. C’è confusione nel cielo limpido e terso dell’antimafia più nobile: quella che rispecchia e tramanda, alla nostra memoria, il martirio di Giovanni Falcone. Tutto nasce da una domanda: ma Maria Falcone, sorella del giudice massacrato nella strage di Capaci, ha fatto bene o male a incontrare Roberto Lagalla, il sindaco di Palermo che, durante la campagna elettorale non rifiutò con la necessaria determinazione l’endorsement di Totò Cuffaro e di Marcello Dell’Utri, i due uomini politici mascariati..

Il governo non c’è
ma Cateno sì

Mancava l’allegato con i tagli e le riduzioni di spesa: sulla scia del loro caposcuola, il distratto e confuso Gaetano Armao, sia il presidente Schifani che l’assessore Falcone avevano dimenticato di inserirlo. I due statisti, scusate la parola, avevano anche dimenticato di tradurre in un documento il reticolo di lacrime e sangue che da qui al 2029 imprigionerà la Regione come conseguenza della legge “Salva Sicilia”. Il governo che non c’è, quello di Renato Schifani, a tutte queste cose – conti in ordine, trasparenza, rispetto degli accordi con lo Stato – non aveva lontanamente pensato. Forse perché costretto a fronteggiare lo scandalo di Cannes e i diktat dei colonnelli di Giorgia Meloni. Ci ha pensato Cateno De Luca, l’uomo dell’opposizione, il guitto che durante la campagna elettorale ha fatto tremare..

Come Nostra Signora della Memoria ha redento Lagalla

E poi c’è lei, Santa Maria della Memoria e delle Cerimonie, la sorella di Giovanni Falcone. Per quasi un anno i duri e puri dell’antimafia hanno guardato in cagnesco Roberto Lagalla, sindaco di Palermo. Gli hanno contestato – anche con accenti ruvidi, acidi, rasposi – di non avere preso sufficientemente le distanze, durante la scalata a Palazzo delle Aquile, dall’endorsement di Totò Cuffaro e di Marcello Dell’Utri, i due esponenti politici condannati, incarcerati e mascariati a vita per i loro maleodoranti rapporti con Cosa Nostra. Ma ieri è stata finalmente celebrata la festa del perdono. Maria Falcone è salita al Municipio e, dopo un lungo e cordiale colloquio con Lagalla, ha accettato che i fotografi immortalassero il momento della pacificazione. Tutto cancellato. Il sindaco parteciperà, il prossimo 23 maggio, all’annuale..

I patrioti ordinano
e Schifani obbedisce

Con Renato Schifani tutti gli scandali finiscono in gloria. Fino a pochi giorni fa al presidente della Regione fumavano letteralmente gli occhi per il maldestro tentativo dei due balilla del Turismo – Manlio Messina e Francesco Scarpinato – di trasferire 3,7 milioni di euro a una società del Lussemburgo: una seconda edizione della costosissima passerella alla Croisette di Cannes non gli andava proprio giù. L’aveva classificata “un danno di immagine” per la Sicilia. Era talmente arrabbiato che aveva persino rifiutato di incontrare i due compari. Ma ieri, dallo stato maggiore di Fratelli d’Italia, è arrivato l’ordine perentorio di ricucire lo strappo. Per trasformare lo scandalo in una farsa – gli hanno detto – basterà spostare le figurine da un assessorato all’altro. Lui, come un don Abbondio, ha puntualmente obbedito e..

La pacchia senza fine
degli ex di Musumeci

I cavalieri del cerchio magico hanno dominato per cinque anni il passato. Ma non gli è bastato: hanno voluto anche ipotecare il futuro. L’esempio più eclatante è quello di Manlio Messina, il Balilla del Turismo. Nella passata legislatura ha trasferito carrettate di soldi pubblici a Mediaset, a Cairo, a Patrick Nassogne, padrone di una società nel paradiso fiscale del Lussemburgo. Poi ha preteso di scegliersi un successore e ha continuato a fare il bello e il cattivo tempo: stessi metodi, stesse clientele. Fino allo scandalo. La stessa cosa è successa ai Beni Culturali. Il vecchio assessore, prima di lasciare, ha appaltato a un sito di amici dieci puntate di una fantomatica inchiesta sul patrimonio archeologico della Sicilia. Ovviamente pagata dalla Regione. Senza avvertire il successore, Elvira Amata. Costretta a cadere..

Qualcuno salvi
il Giornale di Sicilia

E’ la stampa, bellezza! E così dicendo, un po’ per devozione e un po’ per nostalgia, cerchi di comprare – come ogni giorno, come tutti i giorni – il Giornale di Sicilia, vecchio e malandato testimone di una stampa che ha storia e professionalità. Ma il sito che dovrebbe consentire l’acquisto on line inghiotte i 99 centesimi senza che tu riesca ad aprire la copia. Sarà anche colpa del mio computer, ma non c’è niente da fare. E’ l’altra faccia della crisi. La faccia più truce è quella di una redazione che non sa più a quali sacrifici sottoporsi per tenere in piedi la testata. Le vendite in edicola hanno il fiato grosso, il digitale va spesso in tilt e gli editori vogliono ancora tagliare, tagliare, tagliare. Il sindacato balbetta,..

Il gioco scoperto
della balilla Amata

C’è chi offre ai lettori un giornale con notizie, commenti, prese di posizione. Anche con errori, per carità. E ci sono siti che per vivere, e anche grattare un po’ di moneta, offrono alla vanità degli uomini politici microfoni e tappetini travestiti da intervista. Nessuno scandalo: ciascuno segue la propria vocazione, ognuno fa il proprio mestiere. Il primo di gennaio, per inaugurare il nuovo anno, un lungo tappeto salivoso viene steso ai piedi di Elvira Arata, assessore regionale ai Beni Culturali. E ieri, 21 gennaio, il sito che l’ha ospitata pubblica la prima puntata di una “cosuzza” in dieci puntate sul patrimonio artistico e archeologico della Sicilia. “Cosuzza” finanziata, manco a dirlo, dall’assessorato ai Beni Culturali e appaltata, va da sé, senza gara dalla patriota Elvira Amata. Scarpinato e Messina,..

L’assessore Amata
è come Scarpinato

Chi l’avrebbe detto? Le polemiche su Francesco Scarpinato e Manlio Messina, i due spendaccioni del Turismo, non si placano. E non si fermano nemmeno le indagini delle tre procure che vogliono vedere come e perché i due balilla hanno trasferito carrettate di denaro pubblico nelle casse di Mediaset, di Cairo e di Patrick Nassogne, titolare di una società nel paradiso fiscale del Lussemburgo. Ma mentre il mondo della politica si interroga e si indigna, l’assessore ai Beni Culturali, Elvira Amata, copia indisturbata quella spregiudicatezza e affida – senza gara, va da sé – un pacchetto di pubblicità a un sito di velinari. La banalissima scusa è sempre quella: pubblicizzare le bellezze e il patrimonio artistico della Sicilia. Per carità, non siamo allo sperpero milionario di Messina e Scarpinato. Ma il..

Dallo champagne
al pane e cipolla

Poteva godersela alla grande: non aveva una carriera da inseguire né altre mete da conquistare. Era stato presidente del Senato, la seconda carica dello Stato: la politica gli aveva concesso tutti gli onori. Eletto a settembre governatore della Sicilia, Renato Schifani avrebbe potuto inaugurare una legislatura di grande libertà: libertà dai vincoli asfissianti di una maggioranza rissosa e affarista; libertà dalle faide micragnose di un partito il cui leader non riesce più a gestire il tramonto; libertà dalle ingombranti e pericolose amicizie del passato. Avrebbe potuto, insomma, gustarsi le prelibatezze di una stagione politica unica e irripetibile. Invece, da tre mesi, è lì che annuncia e smentisce, che litiga e media, che cade dal pero e tenta di rialzarsi. Avrebbe potuto pasteggiare a caviale e champagne, si ritrova a inghiottire..

Gerenza

Buttanissima Sicilia quotidiano online è una testata regolarmente registrata. Registro generale n. 223.
Registro della Stampa n.5 del 24/01/2018 presso il Tribunale di Palermo

Editore: Salt & Pepper S.r.l. Tel +39 091 7302626 P.IVA: 05126120822

Direttore responsabile Giuseppe Sottile

Change privacy settings

Cookie Policy

Contatti

+39 091 7302626
www.buttanissima.it
Via Francesco Scaduto, 2/D – Palermo
Questo sito è associato alla
badge_FED